lunedì 31 marzo 2014

LA STORIA DELLA PIETA’ RELIGIOSO-CAPITALISTA PER GLI ANIMALI NEL 1913 E LA REALTA’, NON DISSIMILE, NELL’APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA 100 ANNI DOPO

NOI NON FESTEGGIAMO 
E STIAMO REALMENTE DALLA PARTE 
DEGLI ANIMALI

Cara amica, caro amico, ieri è entrato in vigore il Decreto legislativo che regolamenterà per chissà quanti anni la sperimentazione animale. Una vicenda da shock, sia per le incredibili norme ora varate ma anche per il clima di quasi soddisfazione che è sembrato aleggiare in alcuni filoni dell'animalismo italiano. Sopra ad ogni considerazione sembra esservi la chiusura di Green Hill. Ma quanto pesa in realtà la chiusura di tale allevamento sull'intera vicenda della vivisezione in Italia? Green Hill, peraltro, poteva essere chiuso in qualsiasi momento, visto che, come ebbe a dire il rappresentante del Governo al Senato, non contrasta con la Direttiva che si è andata ora a recepire. Green Hill sembra avere mascherato la grave portata del Dlgs entrato in vigore ieri. Vi proponiamo un solo articolo, sebbene in calce vi è una rassegna di link su altri aspetti della legge. Vi invitiamo a leggerlo perché a volte le apparenze possono ingannare. Ti ricordiamo che puoi seguirci anche su Facebook, Twitter e Google+. Grazie e Buona lettura. GeaPress

Da GEAPRESS
Editoriale
Vivisezione - Da oggi è Legge
di redazione | 29 marzo 2014

GEAPRESS – Votiamo il disegno di legge. Non sarà perfetto, ma è l’inizio di una cosa buona e, sarei per dire, santa, il rispetto degli esseri più deboli. Votiamo questo disegno di legge; l’esperienza dirà dei suoi difetti e si perfezionerà in appresso. Ma si inizi quest’opera di carità!“. In tal maniera l’On.le Luigi Luzzatti ha invitato i Deputati a votare la norma che, tra le altre cose, vieta gli atti crudeli sugli animali“.
Un approccio comprensibile e generoso, quello dell’On.le Luzzatti, che citando finanche San Francesco, era riuscito ad evitare un nuovo trabocchetto di Commissione che avrebbe ritardo l’approvazione del Disegno di Legge accolto bene dall’opinione pubblica“. Queste ultime parole sono del Presidente del Consiglio, anch’esso in favore dell’approvazione di un Disegno di Legge non perfetto, come diceva Luzzatti, ma visto sinceramente come l’inizio di una cosa buona.

Tutto condivisibile ed apprezzabile anche nell’auspicio che nel tempo le cose dovevano migliorare.

Il Presidente del Consiglio era però Giovanni Giolitti,
l’On.le Luzzatti era stato il precedente Primo Ministro del Regno d’Italia

e la legge che doveva vietare gli “atti crudeli sugli animali venne approvata dalla Camera dei Deputati nel giugno 1913.
Disciplinava, in maniera semplicistica ma tutto sommato senza ipocrisie, anche “gli esperimenti scientifici su animali vivienti“.

Oggi 29 marzo 2014, a distanza di centouno anni, entra in vigore il Decreto Legislativo sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici che consente di uccidere i neonati di cane e gatti con un colpo di percussione alla testa, mentre gli adulti, se in ambiente naturale, con un fucile o pistola a proiettile libero.

Viene da chiedersi quale pietà, almeno per i “neonati”, è maturata in cento anni di “opera di carità” quando non è stato neanche previsto nei metodi di soppressione la “pietosa” siringa preceduta da un farmaco per addormentare il “neonato”.

Noi non festeggiamo perché vediamo in questa legge una grave perdita per i diritti degli animali.

Perché urlare e gridar vittoria, anche quando c’è solo da piangere?
Questa legge non può essere presentata con la chiusura di Green Hill che in realtà poteva avvenire (per legge) in qualsiasi momento senza ricorrere alla Direttiva Europea che oggi entra in vigore.
Impossibile, allo stato delle cose, che si arrivi al divieto di uso per xenotrapianti e sostanze d’abuso.
Il divieto di utilizzare randagi e l’uso di animali afoni era già in vigore ancor prima di questa legge; non è un suo merito.
Tornando ai cani tipo Green Hill arriveranno (come già succede) da appena oltre confine. I loro neonati potranno andare via con un colpo di percussione alla testa.
Questa è la legge dello status quo.
Evitiamo di scrivere vittoria, tra altri cento anni qualcuno potrebbe leggerci.


http://www.geapress.org/editoriale/vivisezione-da-oggi-e-legge/52307?nl=30032014

Nessun commento:

Posta un commento