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mercoledì 10 giugno 2015

MACCHE' DISPERAZIONE STOP VIVISECTION E' STATO UN SUCCESSO!








Condividiamo l'analisi del Dottor Stefano Cagno rispetto a Stop Vivisection.Carissime e carissimi,in questi giorni...
Posted by Italia    SENZA    Vivisezione      Emilia-Romagna on Martedì 9 giugno 2015

domenica 14 dicembre 2014

Condivido la posizione personale, sotto riportata, di PAOLA RE e contribuisco a diffondere le notizie che la RAI, servizio pubblico, NON COMUNICA attraverso la trasmissione TELETHON e le relative martellanti pubblicità

Condivido la posizione personale, sotto riportata, di  PAOLA RE e contribuisco a diffondere le notizie che la RAI, servizio pubblico, NON COMUNICA attraverso la trasmissione
TELETHON e le relative martellanti pubblicità

Facciamoci una domanda: Perché la RAI non dice che dopo gli esperimenti degli animali è obbligatorio per legge SPERIMENTARE ANCHE SULL’UOMO e non diffonde i relativi risultati (positivi e negativi) ottenuti dalle corporation di BIG FARMA, e dagli ospedali in cui si sperimentano. E perché  non sono postati sui siti del “trasparente” governo Renzi, oltre che in rete e sui quotidiani nazionali.
SI VERREBBE A CONOSCENZA CHE E’ INUTILE SPERIMENTARE SUGLI ANIMALI E CHE
LA RICERCA SCIENTIFICA NON PUO’ CHE ESSERE SPECIE-SPECIFICA.
Ma i governi del capitale non ne vogliono sapere (ALTRO COLLEGAMENTO capitale-politica e mafia internazionale?)
BISOGNA NASCONDERE I TEST INUTILI, ESEGUITI SUGLI ANIMALI, E DANNOSI
PER UMANI E NON UMANI, CHE PER LA MASSIMA PARTE
NON PRODUCONO NE’ HANNO PROPROTTO IL RISULTATO SPERATO,
MA I CUI FARMACI SONO COMUNQUE DIFFUSI PER IL BUSINESS MONDIALE!
EPPURE LE PROPOSTE PER GOVERNO UE BIGFARMA E VERONESI CI SONO BASTA CONDIVIDERLE

Aspettiamo una risposta non quella di Veronesi e di altri partigiani convinti vivisezionisti
perché la Fondazione Veronesi è parte della PROPAGANDA DEL SISTEMA CAPITALISTICO MONDIALE
CON L’ASSENSO DELLE CHIESE, IN PARTICOLARE DELLA CATTOLICA,
NELLA COPERTURA DELL0 SFRUTTAMENTO DI ANIMALI E DEL NON DIRITTO ALLA SALUTE DI UMANI E NON UMANI

MA SOLO PER LA CREAZIONE E LO SVILUPPO DI AFFARI ESTENDENDO ALL’ INFINITO IL NUMERO DI MALATI CRONICI
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Lettera di Paola Re

Spettabile Fondazione Veronesi,
mi è arrivata la newsletter sottostante che mi invita a offrire sostegno alla ricerca della vostra Fondazione.
Ho sentito più volte il Prof. Umberto Veronesi parlare in difesa degli animali, riferendosi soprattutto alla pratica del mangiarli, essendo egli un convinto vegetariano.
Ho visitato il sito della Fondazione Veronesi per informarmi sulle sue modalità di ricerca.
Ho letto questa dichiarazione del Professor Veronesi che mi ha tolto ogni dubbio.

Vivisezione, va subito precisato, è un termine anacronistico e non più rispondente alla realtà, ma viene utilizzato spesso per suscitare  visioni di orrore e mi stupisce come questa vecchia polemica non accenni a risolversi malgrado i contendenti siano entrambi dalla parte del giusto. Hanno infatti ragione coloro che lottano perché non siano inflitte inutili sofferenze ai poveri animali; ma non hanno torto i ricercatori, quando sostengono che gli esperimenti sugli animali consentono di sviluppare farmaci più efficaci e meglio tollerati. Appartenendo a entrambe le categorie, penso di conoscere abbastanza a fondo sia le ragioni degli animalisti sia quelle dei ricercatori.”
Un medico di fama internazionale come il Prof. Umberto Veronesi conosce la Direttiva 2010/63/UE “Sulla protezione degli animali usati a fini scientifici meglio di me ma gli ricordo volentieri le procedure “moderate” nell’allegato VIIE’ giusto sapere a che cosa sono sottoposti gli animali “sperimentati”, non “vivisezionati”, come precisa il Prof. Umberto Veronesi.
Per esempio
chirurgia in anestesia generale e somministrazione di idonei analgesici, associata a dolore, sofferenza o deterioramento delle condizioni generali post-chirurgici (toracotomia, craniotomia, laparatomia, orchiectomia, linfadenectomia, tiroidectomia, chirurgia ortopedica con stabilizzazione efficace e trattamento delle lesioni;
trapianto di organi con trattamento efficace dei rigetti, impianto chirurgico di cateteri o dispositivi biomedici (ad esempio trasmettitori telemetrici, mini-pompe, ecc.);
modelli di induzione di tumori;
irradiazione o chemioterapia in dose subletale o dose letale;
riproduzione di animali geneticamente modificati da cui dovrebbe risultare un fenotipo con effetti moderati;
creazione di animali geneticamente modificati mediante procedure chirurgiche;
uso di gabbie metaboliche;
studi con uso di diete modificate che non soddisfano tutte le esigenze nutrizionali degli animali e che si prevede causino anomalie cliniche moderate nell’arco di tempo dello studio;
sospensione dell’alimentazione nei ratti adulti;
induzione della fuga e di reazioni di evitamento.

Per passare poi alle procedure “gravi”come 
la prova di dispositivi che, in caso di guasti, possono causare dolore o angoscia intensi o la morte dell’animale (ad esempio dispostivi cardiaci);
prova di potenza dei vaccini caratterizzata da deterioramento persistente delle condizioni dell’animale, graduale malattia che porta alla morte, associate a dolore, angoscia o sofferenza moderati e di lunga durata;
interventi chirurgici e di altro tipo in anestesia generale che si prevede causino dolore, sofferenza o angoscia postoperatori intensi, oppure moderati e persistenti, ovvero deterioramento grave e persistente delle condizioni generali dell’animale;
produzione di fratture instabili, toracotomia senza somministrazione di idonei analgesici, ovvero traumi intesi a produrre insufficienze organiche multiple;
trapianto di organi in cui il rigetto può causare angoscia intensa o deterioramento grave delle condizioni generali dell’animale (ad esempio xenotrapianto);
riproduzione di animali con alterazioni genetiche che si prevede causino deterioramento grave e persistente delle condizioni generali, ad esempio morbo di Huntington, distrofia muscolare, nevriti croniche recidivanti;
scosse elettriche inevitabili (ad esempio per indurre impotenza acquisita);
isolamento completo di specie socievoli per lunghi periodi, ad esempio cani e primati non umani;
stress da immobilizzazione per indurre ulcere gastriche o insufficienze cardiache nei ratti;
nuoto forzato o altri esercizi in cui il punto finale è l’esaurimento.”

Ci vuole un bel coraggio a difendere la sperimentazione animale considerandola meno grave della vivisezione.

“Difendo a tal punto i diritti degli animali che non ne mangio la carne. Sono vegetariano da sempre per ragioni filosofiche, ho il massimo rispetto della vita di chiunque, specie quando non può far valere le proprie ragioni.” 

Forse un animale “da laboratorio” può farle valere?
“Il movimento animalista ha molti meriti tra cui quello di aver imposto precisi limiti alla sperimentazione animale, di aver promosso lo sviluppo di metodi di studio (su modelli matematici, su colture cellulari e altri ancora) che oggi sono un punto fermo a livello internazionale. Come medico-ricercatore che ha dedicato più di mezzo secolo alla lotta contro il cancro e per la vita – in qualità e quantità – del paziente, non posso però sottrarmi ad alcune considerazioni, che spero siano condivise (o quanto meno ascoltate) anche dai paladini dei diritti animali. L’affermarsi delle tecniche alternative ha ridotto, ma non azzerato, l’utilizzo di animali nella ricerca scientifica. Se i test di efficacia di un farmaco si possono realizzare su cellule tumorali in coltura, cioè in vitro, quelli di tollerabilità (quale dose massima di un certo farmaco si può somministrare senza incorrere in effetti tossici? quanto tempo deve trascorrere tra una dose massima e la successiva?) si possono eseguire prevalentemente in vivo, cioè sul viventeE allora è giocoforza servirsi degli animali: lo si fa nei migliori centri di biomedica con un preciso obbligo statuito a livello mondiale. E cioè che “fattore essenziale della ricerca sull’animale è l’assenza di dolore, di angoscia e anche di semplice disagio dell’animale. Il vero dramma degli animali è come sono trattati da tutti noi e non dai ricercatori scientifici. Il vitello, uno degli animali più evoluti nella scala neuropsichica e che soffre molto di più di quelli usati in laboratorio come cavie, non trova molti oppositori contro la fine terribile cui viene sottoposto nei mattatoi per garantire le belle “fettine di vitello” sulle nostre tavole.
Difendere l’operato dei ricercatori scientifici senza se e senza ma è un grave errore: sono ampiamente noti, proprio perché visibili su video in rete, certi comportamenti che rivelano violenza, dominio e sopraffazione a opera di ricercatori sugli animali oggetto dei loro esperimenti. Condannare i mattatoi e difendere i laboratori di sperimentazione animale è mistificatorio: sono entrambi lager di cui dovremmo liberarci
Non farò alcuna donazione in tempo e denaro alla vostra Fondazione finché la linea di pensiero sarà quella che ho letto.
Cordiali saluti.
Paola Re
Via Virginio Arzani n.47

15057 Tortona (AL) 

giovedì 11 dicembre 2014

IO NON STO CON TELETHON E VI SPIEGO IL PERCHE'





domenica 2 novembre 2014

USO DEGLI ANIMALI NELLA VIVISEZIONE E NELLA SOCIETA'

USO DEGLI ANIMALI
nella società globalizzata
in particolare nel metodo della ricerca, il nome “storico” di tale pratica è  
vivisezione” cioè “sperimentazione invasivaproprio perché eseguita su animali vivi
“Gli animali non possono essere "usati", per ragioni pratiche e scientifiche; i risultati non sono trasferibili e devono sempre essere ripetuti.
Due motivi che eliminano l'alibi pseudo-etico dell'utilità, per l'uomo.
Gli animali non possono essere usati
perché questo "uso" è crudele e la crudeltà non è etica; non può esserlo.

Non possono essere usati, perché servono a:
·      Falsificare la scienza,
·      Medicalizzare la società;
·      Eliminare la concorrenza delle piccole e medie imprese, cioè ad eliminare Asia ed Africa dal mercato.

Questa metodica fossile, conservatrice, serve in buona sostanza, al mantenimento del CONTROLLO DELLA SOCIETA'.
Non occorre più l'esercito: basta il solo CONTROLLO
·      del cibo,
·      della borsa,
·      dei mezzi di informazione.

Poi, con i farmaci, si raggiunge la perfezione.”

sabato 12 aprile 2014

RICATTI MORALI E “SOLUZIONI FINALI” PER GLI INNOCENTI “TOPI TRANSGENICI” DELL’ISTITUTO MARIO NEGRI SUD



LETTERA DI UN’ANTISPECISTA


Spettabile Istituto Mario Negri Sud,

ho appreso da questo organo di stampa la notizia dell’operazione di sterminio messa in atto dal vostro Istituto. http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/548816/Al-Negri-Sud-non-ci-sono.html
(VEDERE IL TESTO DELL’ARTICOLO RIPORTATO SOTTO)
Nell’annunciare la sua chiusura, l’Istituto ha dichiarato di volere uccidere con il gas, “per mancanza di fondi”, centinaia di topi destinati ai test.
Chiedo all’Istituto se sia stata avanzata una richiesta di adozione degli animali alle associazioni animaliste o a centri di recupero di animali. Forse sarebbe bastato un appello per salvare migliaia di creature morte senza un perché.
Nel vedere simili gesti, tornano alla mente le innumerevoli dichiarazioni di ricercatori che, accusati di essere sadici, assassini, aguzzini, rispondono dichiarando di amare gli animali e di fare tutto il possibile per non farli soffrire durante i loro esperimenti: sono dichiarazioni che trovano una profonda contraddizione con simili provvedimenti e sicuramente screditano ancora di più la figura del ricercatore che sperimenta su animali.
Aldilà del giudizio di merito sulla vivisezione che io ripudio, mi auguro che l’Istituto Mario Negri Sud si attivi per salvare i pochi animali superstiti rivolgendosi a chi li potrebbe adottare.
Vi auguro buon lavoro, orientato a un cambiamento della vostra ricerca improntata all’etica e al rispetto della vita di tutti gli animali umani e non umani.
Cordiali saluti.

Paola Re
Via Virginio Arzani n.47
15057 Tortona (AL) 


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RICERCA
Al Negri Sud non ci sono fondi, uccisi mille topi. Animalisti: «come i nazisti»
Il laboratorio di metabolismo lipidico è stato trasferito a Bari


SANTA MARIA IMBARO. Il laboratorio chiude perché non c'è personale e circa un migliaio di piccoli topi bianchi, fatti nascere e crescere e usati per fare su di loro esperimenti tumorali, vengono uccisi col gas perché non ci sono soldi per mantenerli. 
E' successo, nelle scorse ore, al centro di ricerche "Negri Sud" di Santa Maria Imbaro come racconta Abruzzolive di Serena Giannico. «Una vicenda che ha sconvolto anche i ricercatori dell'istituto, che versa in una gravissima crisi economico-finanziaria», scrive la giornalista, «tanto che sono state paventate decine di licenziamenti. A chiudere è stato il laboratorio del Metabolismo Lipidico e Tumorale di Antonio Moschetta, che si è trasferito a Bari. Il professore, rientrato nei giorni scorsi in Abruzzo, avrebbe portato con sé in Puglia circa 870 topi usati per lo studio dei tumori. Un altro migliaio di animaletti è stato fatto rimanere nello stabulario del Negri, situato nei sotterranei degli edifici che sono sede della Fondazione. E dopo un po' è stato subito fatto partire l'ordine di ammazzare le bestiole, soffocate col gas nelle gabbie. Il provvedimento è stato subito eseguito. In gergo i topi "sono stati sacrificati"».
Protestano gli animalisti: «come i nazisti, anche gli assassini del Mario Negri Sud hanno pensato bene di ammazzare con le camere a gas tutti gli animali..», contesta Walter Caporale rappresentante degli Animalisti Italiani e consigliere regionale che usa parole durissime. «Al Mario Negri Sud hanno campato a spese e a sbafo dei cittadini abruzzesi, elemosinando ed ottenendo milioni di euro di soldi pubblici dalla Provincia o dalla Regione. Ora che la festa è finita, hanno dimostrato di non essere capaci di cercarsi finanziamenti privati e non si sono neanche degnati di chiamare gli Animalisti Italiani Onlus per salvare gli animali "buttati nei sottoscala". Li hanno ammazzati, li hanno gasati, trattandoli da esseri inferiori degni solo di tortura, di crudeltà, di esperimenti inutili ed antiscientifici». 
«Che schifo, che squallore, che pochezza», contesta ancora Caporale. «La vivisezione va abolita: la crisi del Mario Negri Sud, e la crudeltà dei suoi lacchè, conferma l'anacronismo di Centri di ricerca che usano ancora animali per le loro ricerche».

«SONO TOPI TRANSGENICI»
«Si tratta di topi transgenici», precisa il direttore Pagliani, «che non possono essere utilizzati per altro scopo se non la ricerca. Siamo disposti da domani mattina alle 9 (oggi per chi legge) a regalare e donare i topi agli Animalisti Italiani o a chiunque ne faccia richiesta scritta, vengano a prenderli». «Non dimentichiamo, e non dimentichi nessuno», ammonisce Pagliani, «che tutte le associazioni, i politici, i sindacati che parlano del Negri Sud lo fanno sulla pelle viva della gente che qui ci lavora da anni. Non vorrei che fossero più importanti delle cavie piuttosto che 60 ricercatori che rischiano il posto di lavoro o i milioni di persone che la ricerca può aiutare».
Caporale ha dato la propria disponibilità a visitare sabato mattina lo stabulario e gli animali ancora presenti al Centro di Ricerche Mario Negri Sud, con la dottoressa Cristiana Graziani, medico-veterinario dell'Associazione Animalisti Italiani Onlus. «Attendo di essere chiamato ora, subito. Per noi, anche gli animali transgenici sono Creature di Dio da salvare, subito. E siamo disposti a tutto, pur di salvarli. Dopo aver visto le foto degli animali gasati dal Mario Negri Sud, ci chiediamo quanti sono gli animali ancora chiusi nelle segrete degli stabulari di vivisezione dell'Istituto, nascosti da porte blindate e sofisticatissimi sistemi di allarme, tutti pagati con le tasse degli abruzzesi. Forse il direttore Pagliani ha finalmente capito che gli esperimenti sugli animali sono antiscientifici, inutili, dannosi, controproducenti e che quindi il Mario Negri Sud potrebbe salvarsi, forse, rinunciando agli animali? Bene! Meglio tardi che mai».
04/04/2014 - 08:56


lunedì 31 marzo 2014

LA STORIA DELLA PIETA’ RELIGIOSO-CAPITALISTA PER GLI ANIMALI NEL 1913 E LA REALTA’, NON DISSIMILE, NELL’APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA 100 ANNI DOPO

NOI NON FESTEGGIAMO 
E STIAMO REALMENTE DALLA PARTE 
DEGLI ANIMALI

Cara amica, caro amico, ieri è entrato in vigore il Decreto legislativo che regolamenterà per chissà quanti anni la sperimentazione animale. Una vicenda da shock, sia per le incredibili norme ora varate ma anche per il clima di quasi soddisfazione che è sembrato aleggiare in alcuni filoni dell'animalismo italiano. Sopra ad ogni considerazione sembra esservi la chiusura di Green Hill. Ma quanto pesa in realtà la chiusura di tale allevamento sull'intera vicenda della vivisezione in Italia? Green Hill, peraltro, poteva essere chiuso in qualsiasi momento, visto che, come ebbe a dire il rappresentante del Governo al Senato, non contrasta con la Direttiva che si è andata ora a recepire. Green Hill sembra avere mascherato la grave portata del Dlgs entrato in vigore ieri. Vi proponiamo un solo articolo, sebbene in calce vi è una rassegna di link su altri aspetti della legge. Vi invitiamo a leggerlo perché a volte le apparenze possono ingannare. Ti ricordiamo che puoi seguirci anche su Facebook, Twitter e Google+. Grazie e Buona lettura. GeaPress

Da GEAPRESS
Editoriale
Vivisezione - Da oggi è Legge
di redazione | 29 marzo 2014

GEAPRESS – Votiamo il disegno di legge. Non sarà perfetto, ma è l’inizio di una cosa buona e, sarei per dire, santa, il rispetto degli esseri più deboli. Votiamo questo disegno di legge; l’esperienza dirà dei suoi difetti e si perfezionerà in appresso. Ma si inizi quest’opera di carità!“. In tal maniera l’On.le Luigi Luzzatti ha invitato i Deputati a votare la norma che, tra le altre cose, vieta gli atti crudeli sugli animali“.
Un approccio comprensibile e generoso, quello dell’On.le Luzzatti, che citando finanche San Francesco, era riuscito ad evitare un nuovo trabocchetto di Commissione che avrebbe ritardo l’approvazione del Disegno di Legge accolto bene dall’opinione pubblica“. Queste ultime parole sono del Presidente del Consiglio, anch’esso in favore dell’approvazione di un Disegno di Legge non perfetto, come diceva Luzzatti, ma visto sinceramente come l’inizio di una cosa buona.

Tutto condivisibile ed apprezzabile anche nell’auspicio che nel tempo le cose dovevano migliorare.

Il Presidente del Consiglio era però Giovanni Giolitti,
l’On.le Luzzatti era stato il precedente Primo Ministro del Regno d’Italia

e la legge che doveva vietare gli “atti crudeli sugli animali venne approvata dalla Camera dei Deputati nel giugno 1913.
Disciplinava, in maniera semplicistica ma tutto sommato senza ipocrisie, anche “gli esperimenti scientifici su animali vivienti“.

Oggi 29 marzo 2014, a distanza di centouno anni, entra in vigore il Decreto Legislativo sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici che consente di uccidere i neonati di cane e gatti con un colpo di percussione alla testa, mentre gli adulti, se in ambiente naturale, con un fucile o pistola a proiettile libero.

Viene da chiedersi quale pietà, almeno per i “neonati”, è maturata in cento anni di “opera di carità” quando non è stato neanche previsto nei metodi di soppressione la “pietosa” siringa preceduta da un farmaco per addormentare il “neonato”.

Noi non festeggiamo perché vediamo in questa legge una grave perdita per i diritti degli animali.

Perché urlare e gridar vittoria, anche quando c’è solo da piangere?
Questa legge non può essere presentata con la chiusura di Green Hill che in realtà poteva avvenire (per legge) in qualsiasi momento senza ricorrere alla Direttiva Europea che oggi entra in vigore.
Impossibile, allo stato delle cose, che si arrivi al divieto di uso per xenotrapianti e sostanze d’abuso.
Il divieto di utilizzare randagi e l’uso di animali afoni era già in vigore ancor prima di questa legge; non è un suo merito.
Tornando ai cani tipo Green Hill arriveranno (come già succede) da appena oltre confine. I loro neonati potranno andare via con un colpo di percussione alla testa.
Questa è la legge dello status quo.
Evitiamo di scrivere vittoria, tra altri cento anni qualcuno potrebbe leggerci.


http://www.geapress.org/editoriale/vivisezione-da-oggi-e-legge/52307?nl=30032014