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mercoledì 10 giugno 2015

MACCHE' DISPERAZIONE STOP VIVISECTION E' STATO UN SUCCESSO!








Condividiamo l'analisi del Dottor Stefano Cagno rispetto a Stop Vivisection.Carissime e carissimi,in questi giorni...
Posted by Italia    SENZA    Vivisezione      Emilia-Romagna on Martedì 9 giugno 2015

giovedì 19 luglio 2012

UN TASSELLO DOPO L'ALTRO - STOP ALLA VIVISEZIONE - FIRMIAMO


COMUNICATO EQUIVITA
18.07.12
Un tassello dopo l’altro
Per una società civile senza vivisezione
Oggi, 18 luglio 2012, il Corpo Forestale dello Stato ha iniziato le operazioni di sequestro dell’allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione “Green Hill” su disposizione della Procura di Brescia.  Tra le accuse: maltrattamento di animali all’interno dell’allevamento.
Il Comitato Scientifico EQUIVITA esprime i suoi rallegramenti per questo importante passo verso la chiusura di strutture di detenzione quali Green Hill, complici dell’ “industria dello sfruttamento” di animali destinati alla vivisezione.
Tale industria è colpevole sia del martirio di milioni di animali ogni anno sia della riproposta di un paradigma scientificamente errato: la sperimentazione animale.
Da anni molte voci autorevoli della scienza si sono levate contro questa fallace pratica, richiedendo l’uso esclusivo di metodi scientifici, affidabili, basati sull’uomo per l’uomo, nonché incredibilmente più economici e rapidi delle inesatte e dispendiose prove su animali.
Tali voci sono sempre più supportate dalla maggior parte dell’opinione pubblica, contraria alla sperimentazione animale (86 % secondo lo scorso sondaggio EURISPES).
La lotta contro Green Hill ne è stata recentemente il pretesto (facendo leva sulla forte empatia con i cani beagle detenuti a Montichiari) anche se non sono mancate contestazioni “tout court” della sperimentazione animale.
I presupposti per il superamento della vivisezione sono ormai a tutti evidenti e dunque non è il momento di abbassare la guardia, in quanto una prossima e auspicata chiusura di Green Hill non è che un primo passo verso l’abolizione della vivisezione.
Dobbiamo vigilare sulle operazioni di sequestro di Green Hill affinché i cani vengano assicurati ad associazioni animaliste competenti, ma soprattutto dobbiamo essere vigili sul recepimento in Italia della direttiva europea 2010/63. Stiamo vivendo un “passaggio epocale”.
Proprio per colpire il cuore del problema il Comitato Scientifico EQUIVITA, insieme alla LEAL e a prestigiose personalità del mondo scientifico, ha lanciato l’Iniziativa dei Cittadini Europei
STOP VIVISECTION.
Un’ opportunità irripetibile basata sull’articolo 11 del trattato dell’UE che mira all’abrogazione della direttiva vigente e alla riscrittura di una nuova legge europea che superi la sperimentazione animale e renda obbligatori i metodi sostitutivi, unici pertinenti per la specie umana, oltre che eticamente accettabili.
Per informazioni sull’iniziativa visita il sito www.stopvivisection.eu e attivati in prima persona per la raccolta-firme cartacee. E’ un’iniziativa di tutti, in quanto siamo tutti (oltre agli animali) vittime di questa scienza fallace.
Comitato Scientifico EQUIVITA
:
Via P.A. Micheli, 62 – 00197, ROMA
+ 39.06.3220720, + 39.335.8444949
Email: 
equivita@equivita.it  

sabato 26 maggio 2012

STOP VIVISECTION I CITTADINI EUROPEI ESERCITANO IL LORO DIRITTO

COMUNICATO EQUIVITA - LEAL
 25.5.12
Direttiva sulla vivisezione: la partita si riapre 
__________________________
Due anni dopo la scandalosa approvazione della Direttiva 2010/63/UE sulla sperimentazione animale, i cittadini europei possono finalmente dire in forma istituzionale

NO questa legge non la vogliamo!

E chiedere alla Commissione europea di riscriverla.
 

Ce lo consente il
Diritto d’iniziativa dei cittadini europei,
grazie al quale i cittadini possono prendere direttamente parte all’elaborazione delle politiche dell’UE, invitando la Commissione a presentare una proposta legislativa.
Il 19 aprile scorso è stato depositato presso il registro della Commissione europea il testo dell'iniziativa
“Stop vivisection”
La Commissione ha due mesi di tempo per registrarla ufficialmente, dopodiché potrà prendere il via la raccolta delle firme sia online sia su carta.
Per raggiungere l'obiettivo ci vogliono almeno 1 milione di firme valide raccolte in almeno sette Paesi dell'UE.
Per sapere come è composto il Comitato che ha promosso l'iniziativa (per l’Italia ne fanno parte il Comitato scientifico EQUIVITA e l’associazione LEAL-Lega antivivisezionista), chi sono i Garanti e che cosa puoi fare tu, vai al sito www.stopvivisection.eu.
Per avere tutti gli aggiornamenti del caso e sapere quando prenderà il via la campagna firme, iscriviti alla newsletter del sito.

Testo di “STOP VIVISECTION”:
"L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea stabilisce che 'l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti'. Questo riconoscimento ufficiale porta in sé l'obbligo morale di rispettare i diritti fondamentali degli animali, che devono pertanto essere riconosciuti come una priorità dall'Unione europea e dai suoi Stati membri, e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Da questo punto di vista, la sperimentazione animale (o vivisezione) è senza alcun dubbio una pratica inaccettabile, in quanto impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senzienti e senza difesa.
Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione Ue del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l'efficienza e l’affidabilità. Per tale ragione la pratica della sperimentazione animale rappresenta:
  •  un pericolo per la salute umana e per l’ambiente; 
  • un freno allo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del nostro tempo; 
  • un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo.
In considerazione di quanto precede, noi sottoscritti cittadini europei richiediamo alla Commissione europea l’abrogazione della direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”), con la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale e che renda obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali".

Comitato Scientifico EQUIVITA                                          LEAL Lega Antivivisezionista
www.equivita.it                                                                     www.leal.it

sabato 17 marzo 2012

VIVISEZIONE LA CONSAPEVOLEZZA DEL MOVIMENTO E L'INCOERENZA DELLE RICHIESTE


VIVISEZIONE - UN MOVIMENTO CHE PRENDE CONSAPEVOLEZZA MA CEDE ALLE LUSINGHE DELL'EMENDAMENTO
INVECE DI CHIEDERE IL MANTENIMENTO DEL DPR 116-92: NORMATIVA NAZIONALE, AVENTE FORZA DI LEGGE, CHE E' PIU' AVANZATA DELL'ULTIMA Direttiva Europea 2010/63/UE

Bene! Cominciano ad indirizzarsi ai veri responsabili, ossia i politici!

Peccato che la protesta sia incoerente, in quanto a sostegno di emendamenti che, mentre da un lato accettano la vivisezione per cani, gatti e tutti i primati non umani con la scusa dei test c.d. "regolatori" (ossia farmaci, sostanze chimiche, cosmetici, ecc..), nel contempo ne vietano l'allevamento, lasciando la porta aperta alla loro "importazione", contro la quale peraltro manifestano (?!). Ignorando tutti gli altri animali non umani vittime della vivisezione. Questione di empatia?
La protesta corretta dovrebbe invece indirizzarsi a 

pretendere dalla UE libertà di scelta a livello nazionale.
Ossia

NON vietare misure più restrittive
(a tutela degli animali) (art. 2 della direttiva),

NON impedire di vietare la vivisezione a prescindere dai suoi fini
(a tutela degli animali)  (art. 5 della direttiva), e

NON permettere il rifiuto da parte degli Stati di "taluni metodi", anche sostitutivi
(a tutela degli animali)   (art. 13 della direttiva).

Oltre a pretendere di lasciare nella nostra legge (come permette la direttiva) i divieti espliciti attualmente previsti dal DPR 116/92 (sperimentazione sulle specie suddette, didattica in tutte le forme, esperimenti senza anestesia, ecc.) salvo autorizzazione Ministeriale. Tali divieti, infatti (v. la "Lettera alle Istituzioni" promossa da oltre 20 associazioni) già da domani - semplicemente non rilasciando nuove autorizzazioni - diverrebbero effettivi! Ma forse non é questo che si vuole..

Massimo Terrile

----Messaggio originale----
Da: stefaniasarsini@hotmail.it
Data: 17/03/2012 14.30
A: , ,
info@oltrelaspecie.org>, "info@viverevegan.org",
Ogg: FW: Aggiornamenti "
Operazione altrimenti ci
arrabbiamo"

Date: Fri, 16 Mar 2012 21:17:12 +0000
Subject: Aggiornamenti "Operazione altrimenti ci arrabbiamo"
To: salviamoicanidigreenhill@autistici.org
From: salviamoicanidigreenhill@autistici.org
"OPERAZIONE ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO" - Secondo dispaccio

Sei punti per fare la differenza!
=========================================================

 1) MARTEDI 27 MARZO - PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI AL SENATO ORE 14.00 Piazza Madama, ROMA Organizzato da Coordinamento Fermare Green Hill e Comitato Montichiari Contro Green Hill.
 Non sottovalutate l’importanza di questa protesta per far sentire la nostra voce a coloro che stanno decidendo le sorti dei cani prigionieri di questo lager! Vogliamo la chiusura di Green Hill… altrimenti ci arrabbiamo!
Durante la giornata di martedì 27 il Comitato Montichiari Contro Green Hill consegnerà ai membri della XIV Commissione le decine di migliaia di firme raccolte negli ultimi mesi per la chiusura di Green Hill. Se avete raccolto delle firme contattate immediatamente il Comitato alla mail
montichiaricontrogreenhill@gmail.com

2) Guarda in faccia chi dovrà decidere della sorte di Green Hill:
http://www.flickr.com/photos/fermaregreenhill/sets/72157629591616057/
Alcuni di questi membri della Commissione hanno già sentito troppo la voce di Garattini e della lobby dei vivisettori. Ma ogni dubbio può essere spazzato via dalla forza della nostra rabbia! Questo vi serva per motivarvi e dare tutto in queste due settimane.

3) Le mail inviate ai senatori sono state tantissime e alcune caselle sono state rapidamente intasate.
Ma non è abbastanza, dobbiamo intasarle tutte. Hai mandato la tua mail quotidiana? Ricordati di farlo appena accendi il computer! Importante: utilizza il blocco in fondo a questo messaggio, in quello di ieri ci eravamo dimenticati l'indirizzo di un senatore e ci dispiacerebbe se non potesse anche lui sentire tutto il vostro calore! E non mettete in copia il nostro indirizzo o quello di altri gruppi animalisti. Grazie.

4) Visto che in questo fine settimana nessuno risponderà alle telefonate non vuol dire che stiamo perdendo due giorni, ma che possiamo fare altro. Per esempio prendi carta e penna e scrivi una lettera alla XIV Commissione. L’indirizzo è: SENATO DELLA REPUBBLICA, Piazza dei Caprettari n. 79, 00186 Roma

5) E da oggi cominciamo anche a mandare fax. Un fax da cui escono continuamente fogli con la richiesta di non dare ascolto alla lobby dei vivisettori, ecco come deve diventare quello del Senato! FAX del Senato: 06/67065614

6) E se hai stoffa e vernice in casa, cosa aspetti? Questo fine settimana è il momento giusto per inondare le città di striscioni contro Green Hill. Inviaci le fotografie dei tuoi striscioni. Chiudere Green Hill... altrimenti ci arrabbiamo!
www.fermaregreenhill.net
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BLOCCO MAIL DELLA XIV COMMISSIONE DEL SENATO:
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dambrosiolettieri_l@posta.senato.it, deeccher_c@posta.senato.it, delvecchio_m@posta.senato.it, divina_s@posta.senato.it, info@studioeccher.it, fantetti_r@posta.senato.it, fleres_s@posta.senato.it, fontana_c@posta.senato.it, germontani_m@posta.senato.it, licastroscardino_s@posta.senato.it, lusi_l@posta.senato.it, marinaro_f@posta.senato.it, marino_m@posta.senato.it, nessa_p@posta.senato.it,
pegorer_c@posta.senato.it, pinzger_m@posta.senato.it, sircana_s@posta.senato.it, soliani_a@posta.senato.it, tomaselli_s@posta.senato.it,
pedica_s@posta.senato.it, sibilia_c@posta.senato.it, digiovanpaolo_r@posta.senato.it, adamo_m@posta.senato.it, aderenti_i@posta.senato.it, bornacin_g@posta.senato.it, boscetto_g@posta.senato.it, santini_g@posta.senato.it, giacosan@tin.it, boldi_r@posta.senato.it, castro_m@posta.senato.it

LETTERA TIPO:
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Spett.li Senatori,
in accordo con la sensibilità di milioni di persone in Italia chiedo espressamente di non apporre modifiche peggiorative per gli animali nell’emendamento alla Direttiva Europea 2010/63/UE sulla sperimentazione animale, in questo momento da Voi discusso nella XIV Commissione del Senato.
In particolare mi riferisco al divieto di allevamento e vendita di cani, gatti e primati per sperimentazione sul territorio italiano, che ha riscosso finora enorme consenso.
Tale divieto è nato anche in seguito alla campagna di protesta e informazione contro l’allevamento Green Hill di Montichiari (BS), che tiene ben 2.500 cani in capannoni, senza luce naturale o aria, prigionieri in ambiente asettico e destinati ad essere spediti ai laboratori di vivisezione di tutta Europa. Tutta Italia segue da tempo questa vicenda.
Milioni di persone hanno e avranno gli occhi sul Vostro lavoro, speranzosi che la Vostra coscienza porti alla chiusura di questo allevamento-lager.
Abbiamo fatto tutto il possibile: protestato, raccolto firme, fatto informazione, chiesto applicazione di leggi.
Abbiamo in questo modo raccolto l’approvazione di milioni di persone.
Adesso tocca a voi fare in modo che la richiesta e la rabbia delle persone non vengano tradite. In caso contrario la vostra sarà solo l’ennesima prova della presenza di un regime basato sul potere economico a cui delle richieste delle persone non interessa nulla, a cui ci troveremo costretti a reagire stavolta in ben altri modi per la chiusura di Green Hill.
Saluti,
(nome

martedì 28 febbraio 2012

CHIEDIAMO LA MODIFICA DELLE NORME CHE NON GARANTISCONO LA VITA DEGLI ANIMALI. RICHIEDIAMO L'OBBLIGO DELL'USO DEI METODI ALTERNATIVI ALLA MORTE DI ESSERI SENZIENTI



  







27 febbraio 2012

LE “FILIERE” DELLA VIVISEZIONE E LE NORMATIVE UE
              
            Fa grande scalpore la notizia diffusa in televisione e sui quotidiani in questi giorni dell’arrivo scadenzato di circa 900 primati non umani di varie specie previsto presso gli stabilimenti della Harlan di Correzzana (MB), paese della Brianza sede peraltro della nostra associazione.
            Notizie di tale portata non sono frequenti, sebbene l’arrivo di cani, scimmie, topi, e quant’altri  “non umani” a scopo di smistamento o allevamento negli appositi stabilimenti sia  praticamente continuo e costante in Italia.
            I media dovrebbero infatti pubblicare notizie del genere ogni settimana, o quasi, e non solo per gli arrivi, bensì anche per le “partenze”, ossia per l’invio dei “soggetti” ai laboratori di vivisezione, numerosissimi. Il motivo contingente è peraltro noto. Da alcuni mesi alcuni politici e attivisti si stanno preoccupando di porre un limite a tali “pratiche”  in Lombardia, anche a seguito dell’iter parlamentare riguardante il recepimento della direttiva 2010/63 sulla vivisezione, previsto entro fine anno. E solo ciò fa ovviamente notizia. Non possiamo peraltro che ringraziare chi si preoccupa per gli aspetti di tale angoscioso problema, ed auspicare di cuore che le loro iniziative  abbiano il miglior successo.
            I cani di Green Hill e le scimmie della Harlan sono certamente dei buoni argomenti per suscitare l’empatia e la compassione della popolazione verso una pratica così discussa e crudele quale la sperimentazione su animali non umani, obbligatoria a livello comunitario praticamente per ogni prodotto industriale. E si fa bene a manifestare contro di essa. Ma non solo per cani e scimmie, ovviamente, bensì anche per tutti gli altri non umani (gatti, gerbilli, pesci, topi, ratti, porcellini d’India, conigli e rane) che la suddetta direttiva (ed anche la precedente, dalla quale deriva la nostra legge nazionale sulla vivisezione) prevede come specie per le quali é obbligatorio (salvo deroghe come appunto le scimmie, per ora non ancora riproducibili in cattività)  ricorrere a soggetti allevati in stabilimenti speciali. Anche per poter avere materiale “puro” da utilizzare, ovviamente.
            Le proteste “ufficiali” si sono fino ad ora concentrate su Green Hill a Brescia e alla Harlan a Correzzana, invocando motivazioni tecniche, ossia la mancata tenuta dei registri regolamentari  e della microchippatura dei soggetti, nel primo caso, e la impossibilità di ospitare i primati negli stabilimenti attuali conformemente alle loro esigenze etologiche , nel secondo (v. Corriere della Sera del 26 febbraio 2012, Cronache, pag. 22).
            Tuttavia, la legge nazionale 116/92, all’Allegato 2, non prevede misure e regole “obbligatorie” per la tenuta degli allevamenti, come è noto, ma solo “raccomandazioni”. E la legge nazionale sul randagismo (281/91) e le disposizioni successive riguardanti gli “animali d’affezione” come la microchippatura obbligatoria per i cani (DPCM 2003) non pare si applichino alle leggi speciali (quale proprio quella sulla vivisezione). Difficile quindi perseguire tale strada. Ma tutto ciò che si può fare va ovviamente fatto.
            Ci auguriamo peraltro che oltre a denunciare molto giustamente i possibili illeciti nella “tenuta” degli animali non umani destinati alla vivisezione, ci si preoccupi anche di far modificare in fretta la direttiva 2010/63 che all’articolo 2, come denunciato nella “Lettera alle Istituzioni” firmata da numerose associazioni e da noi inviata ai destinatari (Gruppi Parlamentari e Governo) il 17 febbraio u.s. vieta agli Stati membri di apportare misure nazionali “più rigorose” a favore degli animali non umani utilizzati per la vivisezione (tranne quelle già in vigore al 9.11.2010)! Tale disposizione è paradossalmente stata inserita proprio in una norma che dovrebbe mirare (senza limiti) alla “protezione” di tali animali non umani,  ed è gravemente lesiva dei Trattati e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Contro di essa andrebbe fatto ricorso dal Governo  presso il Tribunale della Corte di Giustizia della UE per l’ annullamento, o alla Commissione UE per la relativa proposta di modifica al Parlamento Europeo.
            In caso contrario, dal 2013 (ma in teoria fin dal novembre del 2010) non si potranno porre ulteriori ostacoli alla vivisezione, i cui fini “unici” ( in pratica, tutti) sono sanciti all’articolo 5 della direttiva stessa. Sarà pertanto molto difficile che uno Stato membro possa vietare non soltanto la vivisezione per taluni fini,  bensì anche non concedere le autorizzazioni previste per le strutture della “filiera” (allevamenti, laboratori, ecc..), visto quanto la direttiva prevede in merito all’articolo 20.
            Nel formulare i migliori auspici per le iniziative in corso, preghiamo quindi caldamente i nostri parlamentari ed il Governo di procedere urgentemente a perseguire le suddette iniziative a livello comunitario,  al fine di scongiurare il rischio, ormai molto prossimo, che l’Italia, come gli altri paesi europei, non possa legiferare autonomamente in merito a questioni etiche, seppur positive, riguardanti l’abolizione o anche la semplice limitazione della vivisezione nel prossimo futuro.
Massimo Terrile
Movimento Antispecista
Via Principale,11 – 20856 Correzzana (MB)
Tel. 039.6065817
E-mail: comunicazioni@antispec.org