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mercoledì 10 giugno 2015

MACCHE' DISPERAZIONE STOP VIVISECTION E' STATO UN SUCCESSO!








Condividiamo l'analisi del Dottor Stefano Cagno rispetto a Stop Vivisection.Carissime e carissimi,in questi giorni...
Posted by Italia    SENZA    Vivisezione      Emilia-Romagna on Martedì 9 giugno 2015

sabato 16 maggio 2015

LA FUNZIONE DELLA CULTURA ANTROPOCENTRICA

LA FUNZIONE DELLA CULTURA STRUMENTALIZZATA DAI SUOI
INVENTORI, OPPRESSORI UMANI
(primi uomini, stregoni, capi tribù, guerrieri, sacerdoti laici e religiosi, politici, capitalisti e finanzieri)


La cultura che ci è stata somministrata e inculcata (proprio come si fa con l’alimentazione di un bambino ancora in fasce) è quella del dominio dell'uomo sugli altri viventi. E in generale, anche tra gli animalisti, non c'è verso di capire questo fatto. Se vogliamo essere veramente AMICI DEGLI ESSERI SENZIENTI, NON UMANI, RISPETTANDOLI VERAMENTE, dobbiamo assumere una relazione o rapporto ponendoci in una condizione di parità e non di gerarchica (possessore-posseduto, padrone-schiavo, uomo-animale, docente-discente, eletto-elettore, sacerdote-fedele, produttore-consumatore, governo-cittadini, ecc., tutte relazioni con valore gerarchico). E' chiaro che non è solo un problema di parole. E' UN FATTO: quello di essere CONSAPEVOLI del NOSTRO RAPPORTO CON GLI ALTRI. Non sempre riusciamo ad esserlo;  occorre rivedere i nostri comportamenti nei confronti dell'altro e quindi i nostri valori culturali. Non è una rivoluzione affermare che gli animali sono esseri senzienti e non cose. Lo è solo quando ci comportiamo nel senso di applicare il significato ai termini che abbiamo scoperto. Neologismi come "esseri senzienti" come “specismo”, “antispecismo”, “postumanismo”, ecc. Ma anche altri che, pur esistendo, NON SI VOGLIONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PERCHÉ IMPLICANO UN NOSTRO COINVOLGIMENTO PROFONDO A CUI, INCONSCIAMENTE, NON VOGLIAMO ADERIRE: quello emotivo, relazionale, empatico ma anche di solidarietà. Quindi quando dobbiamo DEFINIRE L'UMANO in relazione all'amico animale non dovremmo far altro che introdurre locuzioni appropriate come "amico di (esprimendo il nome proprio e non generico. Es: Tom o Sibilla"  "Tom è membro della nostra famiglia" "Tom è mio figlio/a", "Tom è mio fratello, sorella" "Tom è stato adottato" e tante altre escludendo consapevolmente l'arcaico termine antropocentrico di "padrone". Solo allora potremmo dire di voler includere in senso orizzontale e non più verticale (gerarchico) gli altri esseri senzienti, compreso gli INSETTI e gli ALTRI ANIMALI DA reddito, DA caccia, DA pesca e D'affezione del pianeta che vivono più o meno vicini a noi.

giovedì 30 aprile 2015

EXPO 2015 grandissimo evento di cultura specista che favorisce i potenti lasciando la popolazione umana e non umana nelle attuali condizioni di sfruttamento.


La “coerenza” non è un valore assoluto nella cultura specista, e non può che non esserlo. Deve essere invece un valore molto relativo: si, perché tutti affermiamo di “amare gli animali” ma non lo dimostriamo quando li cacciamo, peschiamo, indossiamo, alleviamo, torturiamo, sfruttiamo in altri mille modi e, infine, li mangiamo.

EXPO 2015: un GRANDISSIMO EVENTO di cultura SPECISTA come tanti ma CON RISONANZA MONDIALE.
Una modalità per “sensibilizzare” in tutto il mondo “la cultura” sul GENOCIDIO, sulla MATTANZA,   sullo SFRUTTAMENTO di ogni SPECIE di esseri viventi animali, compresi gli insetti. UNA FORZATURA NEL CONSUMO UMANO, CHE NON ALIMENTA IL PIANETA MA LO UCCIDE.
NON TENER CONTO DEI LIMITI DELLE RISORSE NATURALI E DELLA SOGGETTIVITA’ DEGLI ESSERI SENZIENTI CHE VIVONO CON NOI VUOL DIRE RIPROPORRE CON FORZA LA CULTURA della NON EMPATIA, DEL DOMINIO, DELL'OPPRESSIONE TIRANNICA E GERARCHICA.
I CAPI DI STATO E DI GOVERNO, tra cui quello italiano, con l’alleanza silenziosa delle RELIGIONI MONOTEISTE, compresa quella cattolica, LO DIMOSTRANO TUTTI I GIORNI.

CHI AMA GLI ANIMALI, COMPRESO L’UOMO, NON VISITA NE’ PROMUOVE EXPO 2015, VERA ACCELERAZIONE DELLA CORSA ALLA MORTE DEL VIVENTE. EXPO VA IGNORATO, BOICOTTATO NONCHE’ DENUNCIATO CULTURALMENTE E POLITICAMENTE.

lunedì 9 febbraio 2015

L'Appello per una sinistra d'alternativa non può che essere postumanista



PAROLE VUOTE A MENO CHE…..

Nell’appello si scrive: “Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto”:

autonomia teorica e d'iniziativa,
Obiezione: (bisogna definirla: non si può darla per scontata perché dall’800 di Marx ad oggi le conoscenze si sono espanse in maniera esponenziale su tutto il vivente e l’esistente, ma anche fatte circolare solo in minima parte dalla cultura dominante )

alternativa di società in termini anti-capitalistici 
Obiezione: (cosa s’intende per anti-capitale: far prendere consapevolezza dei limiti della  conoscenza data fino ad oggi (vedere sotto) oppure sostituirsi?)

opposizione allo stato di cose presenti.
Obiezione: (quali sono le cose presenti: solo il potere, profitto, finanza, mercato, liberismo o anche cultura, laicità, etica interspecifica, rapporti tra viventi ed ecologici, alimentazione, salute umana non umana e ambientale, biodiversità e stili di vita?)

Termini vuoti se non li si riempiono di valori compatibilmente tradizionali, EVOLUZIONISTICI e RIVOLUZIONARI, da condividere attraverso il confronto che dovrà prevedere una strategia e un programma per il conseguimento degli obiettivi relativi e conseguenti agli stessi valori.
Con questo manifesto si rischia ancora una volta di mentire e tradire chi voterà questa coalizione, una volta conseguiti i seggi. Occorre invece rimettersi in discussione a 360 gradi. Solo in pochi l’hanno già fatto, e neppure completamente, ma la strada non potrà che essere questa.



Il testo dell'Appello lo si può leggere qui
http://sinistrainparlamento.blogspot.it/p/news.html


Una diversa proposta alternativa da sviluppare

PERCHE’ LA SINISTRA D’ALTERNATIVA Obiezione: (A CHI E A CHE COSA?)
RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO

Necessità di rivoluzione cultuale ed economica
                 LA REALTA’                                  IL FUTURO
CAPITALISMO (UMANISMO)
ECO-ANIMAL-LIFE (POSTUMANISMO)
NOTE
LEGGE DELL’ACCUMULAZIONE DEL PROFITTO
LEGGE DELLA DISTRIBUZIONE DEL PROFITTO
Definizione dell’alternativa al capitalismo: L’ECONOMIA E L’ETICA NON POSSONO CHE ESSERE DUE STRUMENTI NECESSARI ALLA VITA INTERSPECIFICA NEI RAPPORTI ECOLOGICI E SOCIALI E TRA I SUOI SOGGETTI.
ASSENZA DI ETICA
ETICA INTERSPECIFICA

CONTROLLO DELLE IDEE TRAMITE LE ORGANIZZAZIONI RELIGIOSE STRUMENTI DI SOTTOPOTERE O DI POTERE DIRETTO
IDEE LAICHE E REALZIONI INTERSPECIFICHE

RELAZIONI VERTICALI DALL’ALTO AL BASSO
RELAZIONI ORIZZONTALI E VERTICALI DAL BASSO VERSO L’ALTO

ESPANSIONE SENZA LIMITI DI DISTRUZIONE E ACCUMULAZIO DI PROFITTO E POTERE
ESPANSIONE DELLE CONOSCENZE PER MANTENERE IN EQUILIBRIO LA VITA DEL PIANETA  E DELLE SUE SOGGETTIVITA’ ANIMALI E VEGETALI

CONOSCENZE  PRIVATIZZATE E BREVETTATE
CONOSCENZE  ED ETICA CONDIVISA

REIFICAZIONE DEL VIVENTE DA PARTE DI POCHI UMANI con schiavismo e sfruttamento della maggioranza del vivente
SVILUPPO E TUTELA  DELLA VITA DI TUTTI I SOGGETTI
La reificazione degli umani da parte del capitale era già stata studiata e descritta da Karl Marx (‘800) e malamente combattuta dal comunismo (‘900). Ma anche dal sacerdote Ivan Illic, già rettore dell’Università di Quernavaca – Messico e direttore di del centro formazione per missionari, duramente repressa, ANCHE SU INVITO DEI SERVIZI SEGRETI USA, dalla dallo stato-chiesa cattolica. Ed inoltre (21.secolo) dal prof Roberto Marchesini che ha ben evidenziato nei suoi studi, esistere anche nel rapporto TRA ANIMALI UMANI E NON UMANI dove l’uomo ne è ancora il dominatore”  in un rapporto di diseguaglianza, tipico del capitalismo antropocentrico. Reificazione che si scontra con la mancanza di consapevolezza della necessità di valori di rispetto, dignità,  benessere e maltrattamento dei secondi, solo perché “diversi” dai primi e funzionali (da sfruttare) nei loro desideri o pseudo esigenze.

MI SEMBRA CHE L’APPELLO LANCIATO, COME QUELLO DELLE ASSOCIAZIONI CHE VORREBBERO APPOGGIARE LA SINISTRA TSIPRAS E’ FUNZONALE NON ALLA “RIVOLUZIONE” MA AD UNA PRESA DEL POTERE PER POI TRASFORMARSI IN ULTERIORI E SOSTITUTIVI OPPRESSORI DEI PIU’ DEBOLI. L’ESEMPIO PIU’ ECLATANTE LO ABBIAMO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI: LE FASI DISCENDENTI DI TRASFORMAZIONE E SGRETOLAMENTO DEL PCI: PCI -  PDC-PRC-Altre formazioni pluricellulari - PDS-DS-PD ed ora NEODEMOCRISTIANI (Secondo Renzi e altri mistificatori: di sinistra!).



Gianluca Albertini

lunedì 19 gennaio 2015

Tsipras e sinistra italiana - l'ultima opportunità - SENZA ETICA ASPECISTA NON SI COSTRUISCE NULLA DI NUOVO E RIMARREMO SCHIAVI

Per i nuovi valori di felicità e solidarietà 
della maggioranza  dei viventi

Manifesto"Siamo a un bivio"

 (Non solo siamo a un bivio. Ma non prevedendo in prospettiva la costruzione di un etica aspecista ci autodistruggeremo. IL MANIFESTO POTREBBE ESSERE INTEGRATO CON I VALORI, CONCETTI, SCELTE POLITICHE E PRINCIPI riportati in color fucsia con caratteri MAIUSCOLO)

La più grave crisi che il nostro mondo abbia conosciuto non accenna a finire. Anzi, diventa permanente producendo una costante regressione sociale, politica, culturale, morale ed ecologica. Essa affonda le radici nelle gigantesche diseguaglianze, nell’umiliazione del mondo del lavoro, nel dissennato sfruttamento della natura e dei beni comuni che hanno caratterizzato l’ultimo quarto di secolo. E, per crudele paradosso, (NON È SOLO UN CRUDELE PARADOSSO: GIUDIZIO MORALE, MA SONO LE CONSEGUENZE DI SCELTE POLITICHE FONDATE SUL MODELLO DI ACCUMULAZIONE CAPITALISTICA CON I MEZZI DELLO SFRUTTAMENTO, GIOCO FINANZIARIO, TOLLERANZA DELL’EVASIONE ED ELUSIONE DELLE MULTINAZIONALI E SCHIAVIZZAZIONE DI UMANI E NON UMANI) continua ad accentuare quelle diseguaglianze e quella spoliazione, a causa della gestione di un potere sempre più monopolizzato da una piccola minoranza di speculatori globali, in un circolo vizioso che deve essere spezzato. Opponendoci da subito ai trattati internazionali in corso segretamente TTIP e TISA che vogliono ampliare quelle condizioni aberranti di schiavizzazione economico-sociale e culturale dettate dal primato del mercato e del profitto.
L’Unione Europea, lungi dal rappresentare una possibile alternativa a questo stato di cose, ne esprime un volto ottuso e meschino, accanendosi con politiche di austerità che nel favorire i Paesi più forti provocano l’ulteriore impoverimento e il degrado – vera e propria asfissia sociale – di quelli più fragili.
E tuttavia anche in Europa, proprio sulla sponda del Mediterraneo, si è aperta una breccia. Come già è successo in America Latina, la storia sembra essersi rimessa in movimento anche qui. In Grecia, in primo luogo, dove Syriza è possibile forza di governo e dove una vittoria il 25 gennaio mostrerebbe a tutti che quanto viene presentato come impossibile in realtà possibile è. In Spagna, dove Podemos è oggi il primo partito per popolarità. Di qui può partire quel processo di radicale inversione delle politiche europee, l’unico che ci può salvare – perché nessun Paese può farcela da solo se non cambia l’Europa.
In Italia il quadro politico appare invece bloccato. Mentre la società si è rimessa in movimento, con il mondo del lavoro che ha ripreso con forza la parola, il Governo di Matteo Renzi si è attestato su una linea di frontale contrapposizione, incarnando pienamente quella stessa filosofia della Troika che ha condotto la Grecia sull’orlo della morte sociale, e portando a compimento il processo di dissoluzione del suo Partito come forza in un qualche modo ascrivibile alla “sinistra”.
Jobs Act e riforma del pubblico impiego, decreto Poletti e precarizzazione come forma principale del lavoro, Sblocca Italia, riforme costituzionali, riforma elettorale, privatizzazioni, “partito della Nazione” o “partito del Capo”, uniti a un asservimento indecente dell’informazione, disegnano il profilo di una vera e propria emergenza democratica e pongono con urgenza il problema di ridare rappresentanza a una parte potenzialmente maggioritaria del Paese oggi drammaticamente priva di riferimento politico, come dimostra l’aumento verticale di chi non andato più a votare. Tanto più dopo che si è consumata una frattura davvero “storica” – e riteniamo incomponibile – tra il mondo del lavoro e il partito di Renzi.

Se non ora quando?
Per tutte queste ragioni riteniamo oggi ineludibile la costruzione anche in Italia di un’alternativa politica credibile e reale, che costituisca un’effettiva rottura di continuità sia di visione che di programma e di stile. Per ciò che propone. E per la pratica che ne contraddistingue l’agire.
Una proposta politica che per essere credibile non può che essere unitaria e insieme radicale, rompendo con la logica della frammentazione e delle continue divisioni e, insieme, innovando nel modo di organizzarsi e di concepire la politica e l’azione collettiva. La breccia che si è aperta in Europa e la riattivazione del conflitto sociale in Italia ci indicano una possibilità – che per ognuno di noi diventa una responsabilità – di tentare di "unire ciò che il neoliberismo ha diviso" e di rompere la drammatica separazione tra la dimensione politica e quella sociale.
Nel sottoscrivere questo “Manifesto” noi intendiamo metterci al servizio di un processo che porti alla costituzione di una sola “casa comune della sinistra e dei democratici italiani in un quadro europeo” saldamente ancorata nel sociale che preveda una tappa fondamentale nella presentazione alle prossime elezioni politiche di un’unica lista che, come già in Grecia e in Spagna, si proponga come autentica alternativa di governo: una lista in grado di unire tutte le componenti sia organizzate che disperse di una sinistra non arresa alla austerità europea e alla sua versione autoritaria italiana incarnata dal renzismo. Un soggetto politico unico e plurale, forte perché capace di dare una voce comune a tante componenti diverse, strategicamente alternativo al neoliberismo (ANTROPOCENTRICO) come visione del mondo, e in opposizione - sul piano elettorale europeo e nazionale -, alle forze politiche che l’hanno incarnato e allo stesso PD che su quella visione del mondo ha fondato non solo da oggi la sua politica di governo.
Non dunque un’esperienza “testimoniale” – la costruzione di una “piccola casa” per esuli delle troppe sinistre – ma una proposta all’altezza dell’emergenza in atto, la quale richiede di mettere in campo la maggior forza possibile per invertire la tendenza in corso. Per fermare un’azione di regressione sociale e democratica senza precedenti, portata fino al cuore dell’assetto costituzionale. Per arginare la devastazione di un patrimonio culturale condiviso (QUELLO ARRIVATO FINO A NOI È IL FRUTTO DEL CLERICO-CAPITALISMO, QUINDI NON DEMOCRATICO PER DEFINIZIONE). Per impedire che della frustrazione sociale approfittino forze e culture reazionarie e razziste. E per contrapporre a tutto ciò un sistema di valori, (che comprenda il riconoscimento degli animali come esseri senzienti) e un modello di azione e di vita all’altezza dei tempi (PROMUOVENDO L’ETICA INTERSPECIFICA)  che diventi rapidamente maggioritario nel Paese.
E’ possibile individuare fin d’ora una prima semplice piattaforma programmatica. Pochi punti, ampiamente condivisi da molti movimenti in tutto il mondo e da un grande arco di forze anche in Italia, intorno a cui è possibile una larga convergenza e sul cui lavoro di elaborazione potrà consolidarsi una effettiva pratica partecipativa, unitaria e inclusiva:
·        Spezzare le catene del debito pubblico con cui la finanza speculativa che ormai controlla l’economia del mondo intero tiene sotto ricatto i governi, si appropria di una quota crescente delle entrate fiscali, privatizza a suo vantaggio, sanità, scuola, pensioni, servizi pubblici e beni comuni con l’unico fine del profitto;
·        * Porre fine alle politiche di austerità con un piano europeo di investimenti pubblici per creare occupazione, sostenere i redditi di chi lavora o cerca lavoro, contrastare la piaga del precariato che sta lacerando alla radice i legami sociali e privando del futuro intere generazioni, consentire il riscatto del Mezzogiorno, risanare l’ambiente, difendere i beni comuni, avviare la conversione ecologica (ED ETICA) dei consumi e del sistema produttivo per contribuire a sventare cambiamenti del clima irreversibili, che possono rendere tra breve invivibile tutta la Terra.
·        * Promuovere l’eguaglianza tassando i grandi patrimoni e i grandi redditi, impedendo eccessive accumulazioni di ricchezza e potere, combattere la piaga della povertà (crescente) istituendo un reddito di cittadinanza universale che permetta anche a chi è senza lavoro di condurre una vita dignitosa; ripristinare ed estendere i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, come nel caso dei licenziamenti illegittimi, ripristinare e sostenere la contrattazione collettiva nazionale e fare in modo che ad eguale prestazione corrispondano uguali diritti e retribuzioni, restituire dignità alla vita lavorativa anche attraverso l'abrogazione delle recenti controriforme sulle pensioni.

·        * Rifondare il SERVIZIO SANITARIO pubblico e quello della PUBBLICA ISTRUZIONE applicando la costituzione

·        * Finanziare la RICERCA PUBBLICA e solo sussidiariamente quella privata con controlli e utilizzo dei risultati nell’interesse primario dei viventi e della loro salute.

·        * Abolire il concordato, strumento clerico-fascista di potere e non di fede e destinare gli attuali e successivi finanziamenti per finanziare il welfare: diritto alla salute, all’ambiente, all’etica interspecifica, al lavoro, all’istruzione, alle unioni d’amore reciproco e solidarietà, alla dignità, alla scuola, al gioco creativo dell’infanzia e alla promozione dell’autentica laicità del paese e dell’europa.

·        * Sostenere il diritto alla autodeterminazione di donne e uomini, anche lottando contro ogni forma, materiale e simbolica, legislativa e culturale, di  patriarcato, sessismo, omofobia, transfobia.

·        * Promuovere – ripartendo oneri e benefici tra tutti i paesi – l’accoglienza e l’inclusione di chi arriva in Europa per sfuggire alla miseria o a guerre di cui anche i nostri governi sono complici. Costruire una grande comunità dei popoli dell’Europa e del Mediterraneo fondata sulla pari dignità. Combattere il razzismo E LO SPECISMO che le forze di destra ED ECONOMICO-FINANZIARIE alimentano e sfruttano in tutta l’Europa E NEL MONDO per aizzare contro un bersaglio di comodo le vittime delle loro devastanti politiche economiche ETICHE ED AMBIENTALI;
·        * Affermare la democrazia in campo politico ed economico: difendere e dare attuazione ai diritti sanciti dalla Costituzione PREVEDENGO L’ULTERIORE DIRITTO DI ESISTERE AGLI ESSERI SENZIENTI e imporre una trasparenza totale a progetti, bilanci, accordi, e trattative pubbliche e private. E’ questa una condizione irrinunciabile per coinvolgere tutta la cittadinanza attiva nella lotta contro la corruzione, le mafie e il malaffare E LE DISCRIMINAZIONI DI GENERE, DI SPECIE E DI CREDO; per difendere la sovranità popolare dalle aggressioni delle multinazionali; e per realizzare, a fianco di quella rappresentativa, una democrazia partecipativa: non solo nelle istituzioni ma anche sui luoghi di lavoro;
·        * Dare vita a un’attiva politica di pace a livello europeo nella consapevolezza degli enormi rischi di guerra comportati dalla transizione egemonica mondiale  che si compie nel cuore della crisi con lo spostamento del baricentro economico e politico mondiale dall’ovest all’est (dall’area atlantica all’asse Cina-India) e della necessità che ciò avvenga, a differenza del passato, in modo sostanzialmente pacifico e senza un massacro sociale.
·        * Promuovere un pensiero fondato sul rispetto e la valorizzazione della natura, IL RICONOSCIMENTO DEGLI ESSERI SENZIENTI E del vivente, di tutte le differenze di genere, DI SPECIE, DI CREDO e cultura, sulla solidarietà come antidoto alla competizione di tutti contro tutti imposta dal “pensiero unico” dominante; una cultura che metta al primo posto le persone UMANE NON UMANE SENZIENTI e che contrasti la violenza, la corsa agli armamenti, AI MATTAOI E AI BIOCIDI ANIMALI e la guerra; contrastare lo smantellamento della scuola, della università e della ricerca pubbliche, depauperate e trasformate in culla della cultura della competizione 

La casa comune che vorremmo .
Perché porti al risultato necessario, questo processo costituente unitario non può essere il frutto della sommatoria di ceti politici ma deve riuscire a coinvolgere tutte le energie e le risorse che esistono nel Paese, con la loro diversità, nella dimensione della politica, del sociale, del mondo intellettuale e delle competenze.
Per questo siamo convinti che esso debba farsi intrecciando e riconnettendo più livelli: pratiche unitarie sociali e territoriali e dialogo E CONFRONTO politico. Radicamento territoriale e lavoro istituzionale. Campagne e vertenze comuni e sostegno ALL’ETICA ASPECISTA, a forme di solidarietà e auto-organizzazione mutualistica e comunitaria. E’ questa la condizione perché vi si possano ritrovare tutte le componenti e le iniziative, sociali, ETICHE e politiche, collettive e individuali, che hanno costruito l'esperienza della lista L'Altra Europa con Tsipras, OMETTENDO POLITICAMENTE QUELLE ASPECISTE E LAICHE. Ma non solo. Lavoriamo ad uno spazio politico ancora più largo, aperto a tutte quelle persone che condividono un’idea di giustizia TRA I VIVENTI e di solidarietà sociale, di corresponsabilità generazionale ed ecologica, di lotta ad ogni forma di discriminazione di genere o di luogo. E che possono riconoscere nell’azione del Partito della sinistra europea e del gruppo parlamentare del GUE un orizzonte d’impegno trans-nazionale che operi fin d’ora per la costruzione di vere e proprie coalizioni sociali a dimensione europea, in antitesi alle “larghe intese” continentali.
Uno spazio nel quale si possano ritrovare tutti coloro (e sono tanti, anche in Italia), i quali non vogliono rinunciare agli ideali di Eguaglianza, Libertà, Giustizia sociale, Dignità e Fraternità ASPECISTA (il più negletto E PARZIALE dei valori dell’89 francese): il “nucleo normativo” della modernità democratica, oggi insidiato da un potere globale che vede solo nell’utilità (e nel denaro che ne è il simbolo) l’esclusivo statuto del mondo.
A tal fine ci proponiamo di lavorare per sostenere la creazione di larghe coalizioni sociali di movimenti, associazioni e forze politiche, per promuovere iniziative e campagne unitarie sui temi del lavoro (della difesa dei diritti e della lotta alla precarizzazione), dei beni comuni, della accoglienza e dell’inclusione UMANA E NON UMANA, della democrazia e della pace anche tramite strumenti specifici finalizzati a ciò, come assemblee e consulte territoriali e nazionali, impegnandoci al più ampio dialogo e alla più grande collaborazione con tutte le persone e le forze  interessate e disponibili per raggiungere questo obiettivo comune.
Il processo unitario a cui vogliamo contribuire deve avvenire nel modo più democratico e partecipato possibile, con il massimo di apertura a tutti gli apporti e il massimo sforzo per arrivare, ovunque possibile, a posizioni e scelte condivise (valorizzazione del punto di vista dell’altro). Per questo apriamo questo appello alle adesioni individuali e collettive, e ci impegniamo a coinvolgere e far partecipare democraticamente in tutti i passaggi successivi chi vi aderirà, con la massima trasparenza e con forme di aggregazione e cooperazione nei territori le più ampie, aperte e partecipative possibile, perché è soprattutto nei “luoghi della vita” che si può costruire l’alternativa.
Il 2015 può essere davvero l’anno del cambiamento. Non possiamo non dare anche noi, in Italia, il nostro contributo.
Ci mettiamo a disposizione per costruire insieme a tutte le donne e gli uomini che condividono questa esigenza un grande appuntamento a marzo, che sia l’inizio di questo processo di cui nessuno possiede proprietà o brevetto e di cui ognuno può essere protagonista.
Facciamo ciascuno un passo indietro, E PERMETTIAMO A CHI NON NE HA ANCORA FATTI DI FARNE ALMENO UNO per fare insieme due passi avanti.
Per Assemblea L’altra Europa con Tispras di Bologna- gennaio 2014