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giovedì 18 febbraio 2016

ROBERTO MARCHESINI - Abbiamo addomesticato il lupo ma noi ci siamo rinselvatichiti. La storia affascinante di Esther il MAIALE DA COMPAGNIA a tutti gli effetti

IL POST DELLA SETTIMANA di Roberto Marchesini
«Il lupo ci ha domesticati nell'arte della concertazione collaborativa. Noi in questi decenni ci siamo un po' rinselvatichiti perdendo questo insegnamento!»

Il maiale che non ti aspetti (di Roberto Marchesini)

A discapito di quello che molti credono, il maiale è un animale da compagnia a tutti gli effetti. Un animale unico ed eccezionale, dalle grande capacità comunicative e in grado di coinvolgerci come sanno fare i ben più conosciuti amici a quattro zampe. L’affasciante storia di Esther, maiale di oltre duecento Kg che vive con la sua famiglia canadese diventando la portavoce del “riscatto suino”, ne è testimonianza. Esther vive assieme ad altri tre cani e un gatto proprio come se fosse una di loro e le foto che la famiglia posta quotidianamente sulla pagina facebook “Easther The Wonder Pig” e che ritraggono la “maialina” riposare pacificamente sul divano, oppure attendere la sua razione di frutta in cucina, dimostrano che i maiali possono essere molto di più che “animali da allevamento”!

Cosa ci perdiamo a confinarli all’interno degli allevamenti per trasformali poi in braciole e salsicce? Molto!

L’animale reso famoso da Babe o, recentemente, dall’idolo di tutti i bambini Peppa Pig, è distribuito su tutto il globo, pensate che si trovano maiali anche su isole sperdute in mezzo all’Oceano (alcune foto qui http://bit.ly/QHZxlb).

Il suino è un cinghiale che l’uomo ha addomesticato circa 7 mila anni fa e i due continuano di fatto ad appartenere alla stessa specie, tant’è che se lasciamo libero un maiale tornerà facilmente alla vita selvatica.

Dotati del caratteristico grugno mobile, lo utilizzando per “grufolare” nel terreno (una delle loro attività preferite) per cercarese vivono in libertà – radici e tuberi di cui sono ghiotti. Il grugno è una sorta di radar, ricco di terminazioni nervose, tramite il quale il maiale scopre il mondo che lo circonda e dà i primi indirizzi evolutivi alla prole: alla scrofa basta un colpo di muso ai cuccioli per far capire loro cosa si deve o non deve fare.

Il caratteristico colore rosa, non è altro che una pelle depigmentata, ma ci sono maiali pezzati, o scuri con la “mora romgnola” o i maialini vietnamiti.

Bisogna dire che i maiali non sono morbidi come farebbe pensare quella cute liscia e levigata, ma hanno invece una pelle ruvida data dalla presenza di setole ispide su tutto il corpo. Setole che hanno una funzione protettiva per una pelle particolarmente delicata che proteggono con dei bagni di fango.

Ai maiali infatti non piace lo sporco e a discapito del senso comune che li vuole sudici, sono animali pulitissimi!

Non fanno mai le deiezioni nei luoghi in cui dormono e questo anche in quei tristi luoghi che sono gli allevamenti dove, questi animali hanno pochissimo spazio a disposizione.

Per quanto riguarda “l’etologia suina”, i maiali sono dei gran chiacchieroni. Imparano il loro nome e tendono a rispondere con un sonoro grugnito quando vengono chiamati.

Dobbiamo dire a tal proposito che “chiacchierano” moltissimo e lo fanno ad alta voce. Chiunque voglia adottare un maiale deve esser consapevole che le sue giornate avranno un sottofondo musicale non troppo discreto! I maiali amano il gioco e lo stare insieme e soffrono molto la solitudine se vengono lasciati soli. Adorano inoltre le carezze sulla pancia, che ricevono a bizzeffe sdraiandosi supini e gorgheggiando di felicità e muovendo la coda. I maiali infatti quando sono felici scodinzolano proprio come fa il nostro cane!

Infine, i maiali sono dei buon gustai. Sono onnivori ma si nutrono principalmente di frutta e verdura adorando, nello specifico, le banane, i meloni e le mele. Con i maialini di taglia piccola come i vietmaniti, che tendono facilmente a ingrassare, bisogna fare attenzione alla quantità di cibo privilegiando la verdura e la frutta piuttosto che i cereali.

Una piccola nota personale. Io stesso, dal 2009 ho il piacere di condividere le mie giornate con due maialine vietnamite, Mery e Giuditta, due animali unici che sono cresciuti con mia figlia Bianca accompagnandola alla scoperta del meraviglioso mondo dei maiali. Sono esseri curiosi, socievoli, estroversi e ti sanno ingaggiare nelle loro attività facendoti concretamente capire le potenzialità di relazione che questi animali avrebbero se lasciati liberi di vivere le loro vite liberi di esprimere il proprio essere.

Roberto Marchesini


mercoledì 30 dicembre 2015

A Varese c’è l’aria buona e per i botti si fa appello al buonsenso dei varesini - Parola di Assessore. E oltretutto Varese è amica degli animali (!?!)

A Varese c’è l’aria buona
Gentili signori e signore, 
ho appreso dai mezzi di informazione http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/la-regione-ferma-i-botti-e-varese-che-fa_1158224_11/ che Varese non vieta botti e fuochi d’artificio  a Capodanno: «Non c’è alcuna urgenza – spiega l’assessore alla tutela ambientale Riccardo Santinon – Sotto il profilo dell’inquinamento possiamo stare tranquilli. A differenza di altre città, i valori di Varese sono nella norma e non destano particolari preoccupazioni. Se così non fosse a ridosso di Capodanno, valuteremo il da farsi». L’allarme sulla qualità dell’aria è stato lanciato anche dall’assessore regionale all’ambiente Claudia Maria Terzi, che in una lettera invita i sindaci dei comuni Lombardi a rivedere le decisioni prese in merito ai botti di fine anno. «In questa condizione è importante ridurre ogni ulteriore possibile fonte d’immissione di gas e particolati atmosferici – scrive - Tra queste fonti si richiamano, per il loro peso in termini quantitativi e qualitativi, i fuochi artificiali e i giochi pirotecnici di fine anno. Questi rappresentano una fonte molto importante d’inquinanti e determinano il raggiungimento di valori di picco elevati e un notevole peggioramento della qualità dell’aria… È particolarmente importante in questa fase limitare al massimo o vietare lo svolgimento dei fuochi artificiali o pirotecnici. Richiamo in ultimo il valore dell’iniziativa che vorrà assumere anche in relazione al positivo effetto delle misure sull’incolumità e il benessere delle persone oltreché degli animali domestici e della fauna in genere» «Ho sempre avuto cani e non ho mai avuto alcun problema - dice Santinon - É ora che si impari che un cane non è un peluche, bisogna dedicargli del tempo, prendersene cura e se necessario, insegnargli a sopportare i botti e il mondo che ci circonda»…
Sono abituata a sentire questo genere di risposte ma che arrivino da un Assessore con la delega alla tutela animali è inaccettabile perché indice di imbarazzante disinformazione sulle più elementari nozioni etologiche: gli animali possono anche morire di crepacuore allo scoppio dei botti e non è un divertimento a cui si può abituarli. Inoltre, preoccuparsi degli animali domestici è condizione necessaria ma non sufficiente per dare un segnale di responsabilità. Certamente un cane domestico non è un peluche ma esistono cani randagi e nei canili, gatti randagi e nelle colonie feline, animali selvatici di ogni specie. Queste creature senza una famiglia che “possa prendersene cura” dovrebbero essere tutelate proprio dalle istituzioni, nella persona dell’Assessore delegato e del Sindaco, primo responsabile della salute degli animali che vivono nel suo Comune. Invece l’attenzione del Comune di Varese si posa sugli animali domestici, come se esistessero solo loro.  In un suo comunicato, l’Assessore dichiara
http://www.comune.varese.it/si4web/common/AmvDocumentoInfo.do?MVVC=amvdocui&ID=11113&REV=0&MVPD=0&MVTD=1&MVSZ=203  «Siamo una città amica degli animali, quindi impegniamoci a non fare botti a Capodanno!»… «Non abbiamo fatto un'ordinanza specifica ma facciamo appello al buon senso della gente. Abbiamo anche redatto un piccolo vademecum con consigli, aderendo così anche alla campagna del Ministero della salute che ha dedicato uno slogan: Botti di Capodanno, proteggiamo i nostri amici.» Di quali animali è amica questa Città? 
Riguardo la presunta salubrità dell’aria di Varese, se davvero fosse tale, forse il Comune non si sarebbe premurato a prendere misure antinquinamento
http://www.comune.varese.it/si4web/common/AmvDocumentoInfo.do?MVVC=amvdocui&ID=10784&REV=0&MVPD=0&MVTD=1&MVSZ=203 
Quale città della Pianura Padana (e in questo periodo dell’Italia tutta) può dirsi tranquilla in fatto di smog? Notizia di oggi  è che l’Assessore ribadisce il concetto

«La situazione di Varese è un po’ diversa dal resto della Lombardia…: il limite del pm10 è sotto la soglia, quindi non abbiamo una particolare urgenza o emergenza di limitare i fuochi d’artificio. Quindi non abbiamo emesso nessuna ordinanza, neppure di limitazione al traffico. La situazione resta comunque monitorata giorno dopo giorno. Sappiamo che i varesini sono molto rispettosi delle regole. Facciamo appello al buon senso di ciascuno. Esistono già leggi che vietano l’utilizzo di alcuni tipi di fuochi».

Quindi prendiamoci una bella vacanza e andiamo a Varese a respirare un po’ d’aria buona, ma lontano dal palazzo comunale dove l'aria che tira non è delle migliori.
La mancata ordinanza che vieti botti e mortaretti a Varese mi lascia molto perplessa. Sono sempre di più le ordinanze dei Sindaci finalmente illuminati dalla gravità di questo divertimento sui generis ma il Comune di Varese ripete ossessivamente il suo mantra: “facciamo appello al buon senso”. Peccato che il buon senso non sia una della virtù più diffuse e che di questo tragico divertimento facciano le spese le creature più indifese cioè la cittadinanza non umana e quella infantile… che non vota alle elezioni amministrative… ma votano i loro familiari che terranno a mente la scelta del Sindaco. 
Se l’invito a usare il buon senso valesse per ogni comportamento sociale, tanto varrebbe disintegrare il diritto positivo e tornare al diritto naturale. Sarebbe un’ottima soluzione, se non altro perché ci permetterebbe di toglierci di torno amministratori della cosa pubblica come il Sindaco Attilio Fontana e l’Assessore Riccardo Santinon.
Cordiali saluti e buon 2016 alla Città di Varese.
Paola Re
Via Virginio Arzani n.47 

15057 Tortona (AL)

martedì 15 dicembre 2015

Dicembre selvatico fantastico chimerico stupendo (nel video)


IMMAGINI EMOZIONANTI E AFFASCINANTI,
MUSICA DA SOGNO,
AMBIENTI NEL LORO EQUILIBRIO NATURALE
MA ANCHE
UN ABILE E SENSIBILE REGISTA UMANO

Momenti che la cultura antropocentrica, con o senza dio, non vuole che si conoscano né che si tutelino nella loro essenza e si prevengano i danni (la rottura delle relazioni tra i viventi).

Conoscere, prevenire e tutelare sono azioni fondamentali
per il mantenimento della
vita ecologica del pianeta terra

Immagini di realtà che quasi certamente non conosceranno le generazioni chi verranno dopo di noi. E questo a causa dell’ assenza di consapevolezza, di scelte opposte e dannose della politica a tutela dei soli interessi economici, della volontà di accumulare profitto a tutti i costi e della volontà degli umani di non perdere piccoli o grandi privilegi che sono stati trasmessi e/o conquistati, a danno degli altri viventi e senzienti.

CAMBIARE SI PUO’
MA OCCORRE
AVVIARE IL PROCESSO
INIZIANDO
SIMULTANEAMENTE E PROGRESSIVAMENTE
 DA CIASCUNO DI NOI
E DALLE ISTITUZIONI, LAICHE E RELIGIOSE,
PIU’ VICINE
PER ARRIVARE ALLA PIÙ LONTANE.

NON E’ SUFFICINTE DIRE
“noi siamo pronti”
NULLA E’ DOVUTO E NULLA E’ SCONTATO

(VIDEO Durata: 3m 46sec)

sabato 29 agosto 2015

CACCIA SI O CACCIA NO - UNA QUESTIONE CULTURALE E DI POTERE - NONOSTANTE L'OPPOSIZIONE DELLA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI SI PERPETUA COME UN DOGMA - IL CASO DEI CINGHIALI

LA SOVRAPPOPOLAZIONE DEI CINGHIALI SI PUO' LIMITARE SOMMINISTRANDO ALIMENTI SPECIFICI, come in molti hanno già detto, CON EFFETTI DI CONTENIMENTO DELLA RIPRODUZIONE. E' UN'ALTERNATIVA ETICA ALLA MATTANZA DI ESSERI SENZIENTI, CHE TIENE CONTO DELLA VITA DEGLI ANIMALI E IMPOSTA UN EQUILIBRATO RAPPORTO CON GLI  UMANI che pretendono di avere dei sentimenti, ma che non hanno ancora sviluppato l’intelligenza emotiva.

Ma i cacciatori sono contrari perché si limita la loro libertà, dicono (invece quella dei non umani si può benissimo limitare, anzi annientare). Eh sì  perché non potrebbero più provare il brivido di uccidere e non potrebbero rifornirsi di armi e munizioni e giustificare il loro  sentirsi "grandi" e "potenti".

Quando si apre la caccia o la si anticipa, come in questi giorni, si afferma sempre che “sono troppi i cinghiali in questa zona occorre diminuirli”: ammazziamoli, ma senza usare questo termine che fa paura! La legge biblica dice "occhio per occhio". 

Per logica si dovrebbe allora PROCEDERE ALLO STERMINIO DEL SOVRAPPIÙ DI UMANI. Una delle risposte è: ma l'uomo è stato creato ad immagine di dio e dio può tutto.  Chissà perché, questi uomini e donne cacciatori (di ogni  classe sociale e professionale), si dimenticano che dio ha anche fissato la legge del taglione, quella “della vendetta", molto praticata dappertutto, specialmente dove si adora questo dio ebraico-cristiano. Ma questa notizia (dimenticanza) non deve diffondersi e non la si trova su nessun giornale, specie su quelli della chiesa. E perché? 

Per volontà di dio? NO, PER INTERESSE DELLE FABBRICHE DI ARMI, ABBIGLIAMENTO, RISTORANTI LOCALI ED INDOTTO (l’interesse alla vita degli animali non conta, perché si contrappone a quello economico umano). Se così non fosse, DIMINUIREBBERO I PROFITTI DELLE AZIENDE, DELLE ISTITUZIONI E DEI POLITICI E LE SODDISFAZIONI DEI FRUSTRATI (antropocentrici golosi, ambiziosi e biocidi).


ABOLIAMO LA CACCIA FIRMIAMO PER PRESENTARE UNA PROPOSTA SERIA IN PARLAMENTO e chiediamo che si attualizzi il regolamento predisposto dalla presidenza della camera, per CONSIDERARE L’IMPEGNO POLITICO DEI CITTADINI, e NON IGNORARLO, e dare tempi certi alla discussione delle PROPOSTE PRESENTATE, le cui firme vengono raccolte a norma di legge, e non fare come nel ventennio berlusconiano. 

Non lasciamo che continui LA PRASSI DI TUTTI I PARTITI DI MAGGIORANZA di IGNORARLE, lasciandole ad impolverarsi nei cassetti, trasformando nei fatti questa istituzione nella casa della falsa democrazia "cristiana" e laica del capitale.

giovedì 16 luglio 2015

UNA DIVERSA VARESE E' POSSIBILE?

VARESE - IDEE PER UNA DIVERSA E COLLABORATIVA AMMINISTRAZIONE VARESINA NEL RAPPORTO CON I SUOI ABITANTI UMANI E NON UMANI

LA VARESE DI DOMANI. CECCOLI (VARESE2.0): “SERVE UNA VISIONE UNIVOCA DELLA CITTÀ. DOPO UN VENTENNIO DI CONFUSIONE” del 14 luglio 2015



Più che confusionedirei precise scelte di campoche escludono chi non è nella maggioranza di governo. Come è successo con il governo greco a cui non è stato concesso nulla rispetto alla sua proposta per salvare la  vita dei cittadini greci.
Io penso che bisognerebbe specificare alcune azioni o funzioni altrimenti si rischia di andare alle elezioni per far vincere qualcuno nel segno delle promesse generiche e non delle azioni politiche ben  chiare per tutta la città. Dopodiché ci si deve confrontare con le proposte delle altre liste e decidere in merito alla propria visione strategica, tenendo conto di estendere al massimo l’alleanza possibile invece  che dividersi. Quelle in rosso sono le mie proposte ai punti espressi da Ceccoli, apparsi nella sua intervista su varesepolis:

Questa è la presentazione fatta da Varesepolis: “Alessandro Ceccoli, manager, è tra i fondatori del Comitato Varese2.0, nato nel 2014 per difendere il territorio da scelte urbanistiche considerate “nocive”. E’ stato amministratore di aziende a Parigi fino al 2005. Ora vive stabilmente a Varese. Dove sta partecipando alla “rinascita” civica che dall’anno scorso sta avendo luogo in città.”

Poi l’autore dell’intervista pone 3 domande a Ceccoli. Alla terza che è quella più politica Ceccoli risponde con sensatezza. Ma dal mio punto di vista occorrerebbe spiegare meglio quale dovrebbe essere la strategia comune, più larga possibile. E così ho integrato i punti, che secondo me sono più qualificanti  e sempre disattesi, non solo a Varese, riportando in rosso e in corsivo il mio pensiero.  Ho lasciato in verde evidenziato in giallo le proposte di Ceccoli che in linea generale condivido. 

Qual è la prima richiesta dei cittadini cui rispondere nel prossimo mandato?
L’esigenza dei cittadini, ovvero di Varese, non credo si possa ridurre a una risposta, seppur urgente. Il problema di Varese è la mancanza di una visione univoca della Città. È un ventennio che regna una confusione sovrana e i pochi interventi fatti, oltre a rappresentare uno spreco di denaro pubblico (Funicolare, Gradoni Piazza Repubblica, Acquisto della Caserma, eccetera), mostrano una totale incapacità progettuale.
I futuri amministratori dovranno proporre alla cittadinanza una visione tenendo in considerazione una serie d’interventi:
1.     Sviluppo del territorio per creare ricchezza, lavorando a stretto contatto con le aziende esistenti e centri di ricerca, facilitando nuovi insediamenti e/o progetti innovativi (Start up);
2.     Collaborare con il polo ospedaliero per trasformarlo in centro di eccellenza innestando sul territorio gruppi di ricerca sulla terza età e qualità della vita. Facilitare la nascita di case di cura e di riabilitazione; Promuovere nella  ricerca scientifica l’attuazione dei metodi sostituivi all’uso di animali, già validati dal centri di ricerca della UE, diminuendo così i biocidi non necessari e crudeli di esseri senzienti, con le università e i centri pubblici e privati disponibili.
3.     Ridisegnare un quadro di Città sostenibile, progettando

1.     la tutela delle relazioni della vita interspecifica, in funzione:
·       della limitatezza delle risorse naturali,
·       del freno alla perdita di salute per inquinamento acqueo, aereo del suolo e del sottosuolo, con conseguenze su esseri viventi, umani e non umani, 
·       del freno alla perdita di biodiversità,
·       del recupero di risorse con l’aumento della percentuale di raccolta differenziata con premi ai cittadini virtuosi attraverso sconti sulla TARI,
·       sostenendo il progetto del Plis della Bevera e del Parco sud, il cui studio di fattibilità è stato finanziato da Fondazione Cariplo e attuare i corridoi ecologici per favorire la tutela delle specie selvatiche (anche estendendo le zone libere da caccia) e la riproduzione della piccola e micro fauna necessaria per non rompere le catene alimentari ecologiche interspecifiche animali e vegetali.
·       Sostenere l’agricoltura biologica e a km 0, sospendendo l’immissione di vegetali OGM (oggi promossa anche con veicoli mobili sul territorio nazionale da parte della Monsanto) fino a quando non ci sia certezza dell’incolumità della salute umana e non umana con ricerche, puntuali ed epidemiologiche, monitoraggi su persone,  alimenti e farmaci.

2.     sotto il profilo urbano e ambientale,
v  Sviluppando l’etica civica, relazionale, ambientale e antispecista:
·       Attivando per quanto riguarda le implicazioni di quest’ultima l’Uffcio Diritti Animali istituito nel 2008 e tuttora esistente ma invisibile,  evitando di cadere in slogan antagonisti;
·       Attivando il progetto iniziato e affossato dei tempi e orari di lavoro e di vita;
·       Riattivando il progetto internazionale della valorizzazione dei Siti geologici esistenti nel comune di Varese
·       Qualificando i parchi cittadini e dei rioni nella cura, tutela e gestione attraverso la sussidiarietà responsabile e non schiavistica
·       Istituire il progetto “Città delle bambine e dei bambini” per coinvolgere anche i più giovani nelle scelte e responsabilità come scuola di vita e dignità (vedere Tradate e Malnate).
·       Istituire una consulta giovanile per sviluppare la partecipazione e il confronto della società civile per interrompere lo sviluppo di  bullismo, omofobie, razzismo, sessismo e  specismo, che diventano sempre più problemi della scuola, della vita extrascolastica, di nuove formazioni sociali e familiari.

4.     Sottoporre ad audit e rendere efficiente l’amministrazione pubblicarotazione dei dirigentie le aziende collegate e/o partecipate;
5.     Piano triennale di riduzione della tassazione e stretto controllo e monitoraggio di tutte le unità immobiliari di Fondazioni, Onlus, APS  e istituzioni religiose;
6.     Ridisegnare il polo universitario puntando sulle discipline del futuro e liberandosi dalle baronie, e promuovere la ricerca senza animali, per motivi etici (rispetto del diritto alla vita e alla dignità di ogni animale), applicando i modelli sostitutivi già validati dal Centro ricerche di Ispra, dichiarando Varese città senza vivisezione.
7.     Recupero della centralità delle Castellanze;
8.       Culto della trasparenza e della competenza;
9.       Dimezzare emolumenti di tutto il personale politico (Sindaco, Assessori, eccetera) istituendo un fondo di solidarietà per i meno fortunati; ma anche istituendo uno specifico servizio come il progetto decollato in questi giorni di “MILANO ABITARE” per sviluppare, oltre che assistere i più bisognosi,  l’incontro di domanda e offerta di unità abitative a canone agevolato, premiando proprietari, con riduzioni di tasse e bonus e inquilini con detrazioni fiscali (in parte già previste dalla legge)


Gianluca Albertini