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giovedì 16 luglio 2015

UNA DIVERSA VARESE E' POSSIBILE?

VARESE - IDEE PER UNA DIVERSA E COLLABORATIVA AMMINISTRAZIONE VARESINA NEL RAPPORTO CON I SUOI ABITANTI UMANI E NON UMANI

LA VARESE DI DOMANI. CECCOLI (VARESE2.0): “SERVE UNA VISIONE UNIVOCA DELLA CITTÀ. DOPO UN VENTENNIO DI CONFUSIONE” del 14 luglio 2015



Più che confusionedirei precise scelte di campoche escludono chi non è nella maggioranza di governo. Come è successo con il governo greco a cui non è stato concesso nulla rispetto alla sua proposta per salvare la  vita dei cittadini greci.
Io penso che bisognerebbe specificare alcune azioni o funzioni altrimenti si rischia di andare alle elezioni per far vincere qualcuno nel segno delle promesse generiche e non delle azioni politiche ben  chiare per tutta la città. Dopodiché ci si deve confrontare con le proposte delle altre liste e decidere in merito alla propria visione strategica, tenendo conto di estendere al massimo l’alleanza possibile invece  che dividersi. Quelle in rosso sono le mie proposte ai punti espressi da Ceccoli, apparsi nella sua intervista su varesepolis:

Questa è la presentazione fatta da Varesepolis: “Alessandro Ceccoli, manager, è tra i fondatori del Comitato Varese2.0, nato nel 2014 per difendere il territorio da scelte urbanistiche considerate “nocive”. E’ stato amministratore di aziende a Parigi fino al 2005. Ora vive stabilmente a Varese. Dove sta partecipando alla “rinascita” civica che dall’anno scorso sta avendo luogo in città.”

Poi l’autore dell’intervista pone 3 domande a Ceccoli. Alla terza che è quella più politica Ceccoli risponde con sensatezza. Ma dal mio punto di vista occorrerebbe spiegare meglio quale dovrebbe essere la strategia comune, più larga possibile. E così ho integrato i punti, che secondo me sono più qualificanti  e sempre disattesi, non solo a Varese, riportando in rosso e in corsivo il mio pensiero.  Ho lasciato in verde evidenziato in giallo le proposte di Ceccoli che in linea generale condivido. 

Qual è la prima richiesta dei cittadini cui rispondere nel prossimo mandato?
L’esigenza dei cittadini, ovvero di Varese, non credo si possa ridurre a una risposta, seppur urgente. Il problema di Varese è la mancanza di una visione univoca della Città. È un ventennio che regna una confusione sovrana e i pochi interventi fatti, oltre a rappresentare uno spreco di denaro pubblico (Funicolare, Gradoni Piazza Repubblica, Acquisto della Caserma, eccetera), mostrano una totale incapacità progettuale.
I futuri amministratori dovranno proporre alla cittadinanza una visione tenendo in considerazione una serie d’interventi:
1.     Sviluppo del territorio per creare ricchezza, lavorando a stretto contatto con le aziende esistenti e centri di ricerca, facilitando nuovi insediamenti e/o progetti innovativi (Start up);
2.     Collaborare con il polo ospedaliero per trasformarlo in centro di eccellenza innestando sul territorio gruppi di ricerca sulla terza età e qualità della vita. Facilitare la nascita di case di cura e di riabilitazione; Promuovere nella  ricerca scientifica l’attuazione dei metodi sostituivi all’uso di animali, già validati dal centri di ricerca della UE, diminuendo così i biocidi non necessari e crudeli di esseri senzienti, con le università e i centri pubblici e privati disponibili.
3.     Ridisegnare un quadro di Città sostenibile, progettando

1.     la tutela delle relazioni della vita interspecifica, in funzione:
·       della limitatezza delle risorse naturali,
·       del freno alla perdita di salute per inquinamento acqueo, aereo del suolo e del sottosuolo, con conseguenze su esseri viventi, umani e non umani, 
·       del freno alla perdita di biodiversità,
·       del recupero di risorse con l’aumento della percentuale di raccolta differenziata con premi ai cittadini virtuosi attraverso sconti sulla TARI,
·       sostenendo il progetto del Plis della Bevera e del Parco sud, il cui studio di fattibilità è stato finanziato da Fondazione Cariplo e attuare i corridoi ecologici per favorire la tutela delle specie selvatiche (anche estendendo le zone libere da caccia) e la riproduzione della piccola e micro fauna necessaria per non rompere le catene alimentari ecologiche interspecifiche animali e vegetali.
·       Sostenere l’agricoltura biologica e a km 0, sospendendo l’immissione di vegetali OGM (oggi promossa anche con veicoli mobili sul territorio nazionale da parte della Monsanto) fino a quando non ci sia certezza dell’incolumità della salute umana e non umana con ricerche, puntuali ed epidemiologiche, monitoraggi su persone,  alimenti e farmaci.

2.     sotto il profilo urbano e ambientale,
v  Sviluppando l’etica civica, relazionale, ambientale e antispecista:
·       Attivando per quanto riguarda le implicazioni di quest’ultima l’Uffcio Diritti Animali istituito nel 2008 e tuttora esistente ma invisibile,  evitando di cadere in slogan antagonisti;
·       Attivando il progetto iniziato e affossato dei tempi e orari di lavoro e di vita;
·       Riattivando il progetto internazionale della valorizzazione dei Siti geologici esistenti nel comune di Varese
·       Qualificando i parchi cittadini e dei rioni nella cura, tutela e gestione attraverso la sussidiarietà responsabile e non schiavistica
·       Istituire il progetto “Città delle bambine e dei bambini” per coinvolgere anche i più giovani nelle scelte e responsabilità come scuola di vita e dignità (vedere Tradate e Malnate).
·       Istituire una consulta giovanile per sviluppare la partecipazione e il confronto della società civile per interrompere lo sviluppo di  bullismo, omofobie, razzismo, sessismo e  specismo, che diventano sempre più problemi della scuola, della vita extrascolastica, di nuove formazioni sociali e familiari.

4.     Sottoporre ad audit e rendere efficiente l’amministrazione pubblicarotazione dei dirigentie le aziende collegate e/o partecipate;
5.     Piano triennale di riduzione della tassazione e stretto controllo e monitoraggio di tutte le unità immobiliari di Fondazioni, Onlus, APS  e istituzioni religiose;
6.     Ridisegnare il polo universitario puntando sulle discipline del futuro e liberandosi dalle baronie, e promuovere la ricerca senza animali, per motivi etici (rispetto del diritto alla vita e alla dignità di ogni animale), applicando i modelli sostitutivi già validati dal Centro ricerche di Ispra, dichiarando Varese città senza vivisezione.
7.     Recupero della centralità delle Castellanze;
8.       Culto della trasparenza e della competenza;
9.       Dimezzare emolumenti di tutto il personale politico (Sindaco, Assessori, eccetera) istituendo un fondo di solidarietà per i meno fortunati; ma anche istituendo uno specifico servizio come il progetto decollato in questi giorni di “MILANO ABITARE” per sviluppare, oltre che assistere i più bisognosi,  l’incontro di domanda e offerta di unità abitative a canone agevolato, premiando proprietari, con riduzioni di tasse e bonus e inquilini con detrazioni fiscali (in parte già previste dalla legge)


Gianluca Albertini 

martedì 23 settembre 2014

SCUOLA: CONSIDERAZIONI SU PROBLEMI CHE SI RIPETONO E SI AGGRAVANO DI ANNO IN ANNO (prima parte)

Da Radio Missione Francescana  RMF:  Attualità
CARISSIMI RAGAZZI
MARGHERITA GIROMINI - 12/09/2014


Tempo di scuola: bambini, ragazzi e giovani tornano sui banchi. Si riprende il ritmo regolare della quotidianità. “I nostri ragazzi” è anche il titolo del film presentato a Venezia 2014, ora nelle sale cinematografiche di Varese e di tutta Italia, film da cui ho ricavato un profondo senso di disagio e di inquietudine.
Proviamo ad approfittare dell’interesse che pone la scuola, per qualche decina di giorni al centro dell’attenzione mediatica. Anche se, stando alle notizie, pare non ci sia molto di nuovo: classi sovraffollate, aule fatiscenti, strutture edilizie degradate (tante: intorno al cinquanta per cento), nomine in ritardo, carosello dei docenti fino a Natale, libri dal prezzo sempre in lievitazione. Già sentiti, come ogni precedente anno, anche gli annunci ministeriali di grandi riforme epocali.
Vorrei portare l’attenzione su un argomento più duraturo della breve stagione autunnale: la relazione educativa insegnante / studente. Uno spiraglio sull’importanza, in assoluto, del nodo dell’educazione costituito dall’adulto che educa/istruisce/insegna e dal ragazzo che impara/apprende/cresce/ trova motivazione. Uno spunto per riflettere sull’essenza dell’insegnamento. Ciò che nessun tipo di test attitudinale, così come nessun concorso, sapranno verificare in modo oggettivo sono le attitudini di un aspirante insegnante a stabilire relazioni efficaci, a provare e suscitare empatia con chi apprende.
L’educazione è un atto delicato e complesso
Bravi insegnanti si nasce o si diventa? In parte si nasce, cioè si è o meno portati alla relazione educativa, e in parte lo si diventa, con lo studio, la formazione permanente, l’esperienza sul campo e il lavoro di équipe. Educare e istruire diventa un compito arduo in assenza di preesistenti doti di sensibilità, di empatia, di capacità di cura nei confronti dell’individuo in formazione, insieme con l’amore per la propria disciplina e per la cultura che ne deriva.
Un esempio. Non basterà essere geniali matematici, e nemmeno, con la frequenza di corsi abilitanti e professionalizzanti, docenti bravi nella didattica, esperti nelle metodologie, accurati nelle prassi valutative, per essere dei validi insegnanti.
Non a caso la parola “insegnare” affonda l’etimologia nel termine “segno”: chi insegna, se lo sa fare nel modo giusto, lascia un segno, riconoscibile nel tempo. Altrimenti trasmette notizie e informazioni, utili e spendibili nell’immediato ma soggette all’usura e alla dimenticanza. Lontane dal risuonare nel profondo dell’individuo in crescita.
Nelle interviste a personaggi famosi ricorre spesso la domanda: “Chi le ha insegnato ad amare … la poesia … la matematica … le lingue … il nuoto?. Quasi sempre l’intervistato risponde citando un maestro, anzi il Maestro, che, a scuola o a bottega d’arte, o sui campi dello sport, gli ha trasmesso la passione che oggi caratterizza la sua vita di successo.
E il film presentato a Venezia, “I nostri ragazzi” del regista De Matteo? A parte il fatto, tutto personale, di avermi regalato sonni inquieti, la storia affronta con durezza e linearità il problema dei valori che trasmettiamo alle nuove generazioni: problema che riguarda chiunque rivesta un ruolo educativo: a scuola e a casa, nei diversi luoghi di aggregazione giovanile, per la strada.
Nel film assistiamo ad un colloquio scuola famiglia, durante l’ora di ricevimento degli insegnanti.
Di qua, il professore di matematica che lamenta lo scarso rendimento del ragazzo e altro non vuole sapere o capire delle eventuali cause dell’insuccesso scolastico; di là, una madre amorevole e protettiva, pronta a capire e a giustificare. Ragazzi curati e amati, ma sconosciuti agli adulti che li hanno in consegna, nonostante l’apparente serenità borghese delle loro case e delle loro vite.
Dopo aver compiuto un atto gravissimo, i giovani protagonisti non manifestano né consapevolezza né pentimento. E nella nostra mente si affollano tante domande. Davvero viviamo in un mondo senza valori? Di chi è la responsabilità? Chi si sarebbe dovuto accorgere? Dove alberga il potenziale male di due normali studenti di liceo? Dov’erano la scuola o la famiglia? Non sarà “colpa” della rete e delle sue mille insidie? Dei video “estremi” che girano su You Tube?
Forse agli educatori, ai genitori e agli insegnanti servono anche riflessioni di sociologia e di psicologia che aiutino a leggere la società. Serve acquisire nuovi strumenti per cogliere il disagio, e non solo quello legato alle povertà materiali; ma anche, oggi più che nel passato, quello derivante dalle povertà culturali e affettive.

È tempo di un passo diverso. Non ci risultano, al momento, formule socio politiche risolutive. Che però andrebbero studiate e sperimentate perché il cambiamento epocale della scuola passa anche dalle risposte alle tante domande trascurate. Senza dimenticare che alla scuola servono più risorse, e un PIL da primi posti nelle graduatorie europee, se si vuole restituirle dignità e considerazione sociale.

domenica 8 dicembre 2013

2011 L’ICI ALLA CHIESA? IL CATTOLICO MONTI RISPONDEVA “NON CI ABBIAMO PENSATO” 2013 evasione fiscale internazionale attraverso lo IOR IL GOVERNO CATTOLICO LETTA E’ ASSENTE. Occorrono denunce sulla stampa e interrogazioni del M5S


Il bello dei mezzi informatici è che ti permettono di fare una ricerca immediata non solo di pagine ma anche nei singoli testi. E quindi ho voluto verificare la presenza di impegni nelle 70 pagine del libretto del determinato Giuseppe Civati con l'uso di vocaboli che mi stanno a cuore: Chiesa, privilegi, animali, esseri senzienti, sperimentazione animale, vaticano, ecc. Ebbene nessuna di queste era presente. Ma nemmeno fatti, come quelli attuali o di questi giorni peraltro pubblicati sul Fatto Quotidiano e come giustamente hanno denunciato i grillini in parlamento. Il governo (del cattolico Letta) HA DOVUTO AMMETTERE CHE LA CHIESA NON COLLABORA nemmeno sul controllo, stabilito dalla legge all'evasione fiscale, dei suoi "fedeli" (circa 3700 cittadini italiani o stranieri). Una continua "non curanza" dei responsabili politici del governo italiano, sempre rappresentato da cattolici pii e delle "omissioni o silenzi" del governo vaticanoIl tutto con la PROTEZIONE DELLE LEGGI conseguenti ai Patti lateranensi, vero “vulnus” alla democrazia italiana, ma coerente con la “legge divina” dell'ingiustizia tra gli uomini e tra questi e gli altri animali: legge prioritaria rispetto a tutte quelle umane. E questo lo si può leggere nel decreto che rafforza la parola di dio nel nascondere gli interessi materiali dei cattolici, che si ritengono esenti dalle regole democratiche. La nota che interpreta la loro tutela: “Le norme di diritto civile vigenti nel territorio sui contratti sia in genere sia in specie, e sui pagamenti, siano parimenti osservate per diritto canonico in materia soggetta alla potestà di governo della Chiesa e con gli stessi effetti, A MENO CHE NON SIANO CONTRARIE AL DIRITTO DIVINO O NEL DIRITTO CANONICO SI PREVEDA ALTRO, e fermo restando il disposto del can. 1547”. Riporto l’estratto del decreto che permette la difesa imperiale e antidemocratica dello stato-chiesa cattolica

Decreto generale
Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza
 Approvato dalla XLVI Assemblea Generale (17-21 maggio 1999) e promulgato con decreto del Presidente della CEI in data 20 ottobre 1999 (in NCEI 1999, 10/377-397).
……..Omissis…..
Art. 4
Elenchi e schedari
L’uso dei dati personali contenuti negli elenchi e negli schedari è soggetto, nel rispetto della struttura e della finalità degli enti ecclesiastici, alle specifiche leggi dello Stato Italiano, ai sensi del comma 3 dell’art. 7 dell’Accordo che apporta modificazioni al Concordato Lateranense del 18 febbraio 198421.
Art. 5
Elaborazione dei dati
         L’elaborazione dei dati di norma è effettuata direttamente dai soggetti che legittimamente li acquisiscono o li detengono.
         L’affidamento dell’elaborazione dei dati a un soggetto non appartenente all’ordinamento canonico deve essere fatto attraverso un contratto stipulato a norma del can. 129022, fermo restando anche per l’affidatario il dovere di osservare la normativa del presente decreto.

21 “Le attività diverse da quelle di religione o di culto, svolte dagli enti ecclesiastici, sono soggette, nel rispetto della struttura e della finalità di tali enti, alle leggi dello Stato concernenti tali attività e al regime tributario previsto per le medesime”.
22Le norme di diritto civile vigenti nel territorio sui contratti sia in genere sia in specie, e sui pagamenti, siano parimenti osservate per diritto canonico in materia soggetta alla potestà di governo della Chiesa e con gli stessi effetti, a meno che non siano contrarie al diritto divino o nel diritto canonico si preveda altro, e fermo restando il disposto del can. 1547.

Allora come si può invitare chi non è del PD a votare nelle primarie elementi di questo tipo, anche se viene considerato il meno peggio? C'ero già cascato altre volte in passato. Ma adesso basta!






lunedì 4 novembre 2013

LA CRITICA AL LEGHISMO NON PUO’ ESSERE DISGIUNTA DA QUELLA DEL BERLUSCONISMO



LA CRITICA AL LEGHISMO NON PUO’ ESSERE DISGIUNTA DA QUELLA DEL BERLUSCONISMO
e della sinistra che non c’è più come tale  
ma esiste come cogestrice dei poteri forti e 
tutti insieme con la medesima matrice culturale

Commento al post del 4 settembre 2013 di Valerio Crugnola su FB
Ho notato che la tua critica è stata focalizzata sulla politica della lega ma non su quella delle altre formazioni politiche di destra, che sono state, e lo sono ancora, a lei alleate. Sono d’accordo sulla critica oggettiva degli aspetti che hai messo in evidenza. Lo sono in parte anche per quei due temi che hai rilevato poter essere un terreno di scambio tra forze politiche diverse,  ma con una grossa riserva per la presenza, purtroppo quasi totalizzante, della cultura dominante del “campanile”, e non solo strutturale ma anche spirituale, che si trasforma quasi “naturalmente” in cultura politica.
Fa parte ormai della storia l’annessione dei partiti liberale, repubblicano, oltre a una parte consistente di quello socialista  in Forza Italia. Raggruppamento noto fin dall’inizio come forza padronale e populista, alleata di ferro con Leganord e Alleanza nazionale, tutti e tre ben presenti a Varese. Partiti e dirigenti, questi, altrettanto criticabili quanto quelli leghisti e corresponsabili dello “stupro” culturale e territoriale, non solo varesino.
La critica, secondo me, non esenta neppure quegli illusi dirigenti degli ex comunisti che da quando hanno fatto l’alleanza con gran parte della ex DC, togliendo dal simbolo, dapprima i riferimenti marxisti e poi anche la terminologia (da PDS a PD eludendo la parola sinistra) hanno lasciato cadere volutamente la tutela dei più deboli, salvo propagandando che non era così, per collocarsi al centro, aumentando così la tutela della classe media. Per non parlare poi della inesistenza di tutele concrete, in tutte le forze politiche, dei senza voce, senza zampe, o con 2, 4 o più zampe, perché diversi dall’idea di uomo, creata ad immagine di dio, od evolutasi dai cespugli dei primi ominidi africani.
Eppure, come tutti possiamo vedere, i valori principali della vita di ciascun essere viventi non sono mai stati il mercato, il capitalismo, l’accumulazione, la discriminazione e l’oppressione. Questi sono tutti valori dei regnanti, degli stregoni, degli imbroglioni, dei sacerdoti e dei vescovi-conti cristiani, oltre che delle nuove forme di organizzazione della famigerata piovra: chiesa cattolica (per fare solo un esempio, apparso in questi ultimi tempi solo su pochissimi giornali e in rete:  la comunità dei legionari di cristo, che si sta espandendo con gli stessi mezzi utilizzati dalla loro casa madre (chiesa cattolica): alleanza con i politici messicani e non solo, corruzione e gestione dello sfruttamento dei poveri. (“Non c’é miglior affare che i poveri” sentì dire il sacerdote Pérez Guajardo a Marcial Maciel… Maciel aveva scoperto decenni fa che i poveri, nonostante le loro risorse enormemente limitate, potevano essere un gran affare. Per questo fu creata la Banca Compartamos, uno dei pezzi chiave in questo labirinto interminabile di società,  fondazioni ed aziende che costituiscono il centro nevralgico del potere economico della Legione..)*.  Una chiesa, quella cattolica, che ha saputo accumulare terreni e unità immobiliari, ricchezze mobiliari e non, in tutto il mondo in cui è maggiormente presente, salvo in quelle parti (e sono ancora molte) in cui l’islam le impedisce di espandersi.
Quindi la critica dovrebbe comprendere le cause non solo le scelte delle formazioni politiche, al cui primo posto si trova la tradizione antropocentrica, rafforzata ovviamente dai regnati e dalle tre grandi religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam. Dove i capi svolgono ovviamente le loro scelte per portare la parola di un dio inesistente ma utile alla propria espansione spiritual-politica. In queste attività non c’è e non si deve sviluppare l’etica tra le specie, l’empatia con l’altro, la solidarietà e l’equa distribuzione del reddito tra tutti gli umani. Al loro posto troviamo sempre più i valori contrari, dove il rapporto con gli altri è sostituito dall’ “autostima” o il rapporto con dio per la propria salvezza, sponsorizzati con tutti i mezzi possibili,  leciti, illeciti e anticostituzionali (vedi come esempio l’art 7 della costituzione italiana, di cui auspico e combatto per una veloce abrogazione, che fa rivivere un accordo discriminatorio tra i cittadini italiani, firmato con una monarchia divina: il vaticano, e controfirmato da un regime che non esiste più e per di più instaurato, paradossalmente, in una repubblica democratica e laica). Con questa cultura di potere discriminatorio, rafforzata dal vaticano (ricordo che la chiesa non ha ancora sottoscritto ne ratificato la dichiarazione dei diritti dell’uomo, né quella contro la tortura e la dichiarazione dei diritti dei bambini) l’equità non sarà mai possibile raggiungerla. E quindi al posto dell’empatia  c’è l’indifferenza dell’altro (umano e non umano), se non addirittura il biocidio per i non umani, al posto della solidarietà umana c’è il pietismo gestito dalle Onlus, Fondazioni, Congregazioni Compagnie e più di recente le Associazioni di Promozione sociale, tutte invenzioni che permettono ai potenti e in particolare alla chiesa cattolica, che ha formato le coscienze cristiane, di entrare in ogni ambito del welfare, distrutto dalle politiche di destra o meglio del capitale finanziario. Si sono così volutamente liberati spazi politici e istituzionali in cui è possibile inserirsi con il mercato (penso alle scuole, all’università, alla sanità, e non solo) per effetto della voluta contrazione delle spese messe a bilancio, relative alla gestione dei diritti civili e sociali.  Conquiste realizzate, almeno sulla carta, con dichiarazioni e trattati internazionali ed europei. I diritti all’ambiente, a fatica emersi, dopo l’incontro dei 184 paesi, nel 1982 a Rio de Janeiro,  e più di recente i diritti degli altri animali, riconosciuti, finalmente, quali esseri senzienti, cioè dotati di sentimenti, oltre che dotati di intelligenze specifiche.
Occorre quindi che si pervenga, nel confronto democratico, a una politica  che tenga conto non solo dei diritti personali, sociali e ambientali, che stanno sempre più evanescendo, ma anche degli obblighi nei confronti dell’ambiente e della vita su questo pianeta. Ma soprattutto occorre limitare l’intransigenza  del sistema capitalistico, detto capitalismo di cui, pur non essendocene traccia nella costituzione americana*1, come in quella italiana, impone a tutti noi un modello di gestione delle risorse che ammazza qualsiasi valore universale e aspirazione alla felicità individuale e collettiva.  
Secondo me un tentativo di cambiare le cose può e deve essere realizzato coniugando TRE VALORI FONDAMENTALI DELLA VITA: la DIGNITA’ umana e non umana, i RAPPORTI ECOLOGICI COMPRENDENDO L’ETICA INTERSPECIFICA e l’ECONOMIA SOCIALE con un’attenzione particolare alla decrescita felice, come peraltro,  ho scoperto che propone anche Filippo Schillaci. (…. l’indissolubilità fra i tre pilastri il legame e la necessità reciproca, strutturale e profonda, fra antispecismo da una parte, ecologismo e decrescita dall’altra. Il primo contesto concentra la sua critica sul modello culturale, gli altri due sulle pratiche e, limitatamente alla decrescita, sui rapporti sociali, ma nessuno di questi particolari punti di vista può tradursi in un’alternativa reale se non ci si rende conto che, come già detto, si sta guardando da tre punti di vista diversi uno stesso, indivisibile processo storico). *2
* SPECIALE INCHIESTE; La mafia finanziaria dei legionari di Cristo  http://www.m-x.com.mx/2013-06-09/la-mafia-financiera-de-los-legionarios-de-cristo-int/
*1Capitalism.a.love.story.Michael.Moore.ITA  Capitalismo Una storia d'amore - Audio in italiano
*2  http://asinusnovus.wordpress.com/2013/08/17/antispecismo-decrescita-ecologismo-tre-parti-di-un-intero-inesistente/