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giovedì 7 gennaio 2016

UNA SCELTA DI LAICITA' DA NORMARE L'eutanasia spiegata in 3 minuti








UNA SCELTA DI LIBERTA' E APPLICAZIONE DI
LAICITA'
, NEGATA DA PARLAMENTO E CHIESA CATTOLICA, ALLE MIGLIAIA DI
CITTADINI CHE L'HANNO RICHIESTA, CON FIRMA DI PARTECIPAZIONE ALL'INIZIATIVA
LEGISLATIVA, DEPOSITATA FIN DAL 2013. 


Continuiamo a firmare e a sostenere la
richiesta affinché i cittadini italiani 

NON SI SENTANO SCHIAVI DEI POTERI FORTI E OPPRESSI 
nel loro diritto alla dignità, 
prevista dalla più avanzata Costituzione del mondo e 
ancora disapplicata dopo quasi 70 anni.

martedì 6 gennaio 2015

BERGOGLIO SI - BERGOGLIO NO

BERGOGLIO SI - BERGOGLIO NO
(ovvero sull’opportunità di firmare in difesa della rivoluzione di Bergoglio e contro la chiesa clerico- fascista, al potere da quasi duemila anni)

Risposta al commento su FB di  FEDERICO BARTOLOZZI
Federico sul piano emotivo sono d'accordo con te. Ma è l'unico piano che CI UNISCE.
Come per ogni fatto che accade nella vita, non ci sono solo due visioni o versioni: Bene o Male, una causa e un effetto, buono o cattivo, democratico o dittatore, credente o ateo, animalista o non animalista. Ma in ogni relazione devono essere considerati anche altri elementi che sono presenti in questo dualismo, ma nascosti al nostro ragionamento. Dualismo impostato dalla stessa cultura religiosa che io, te e gli oltre 7 milioni di persone, solo in Italia, aborriscono.
NON CI UNISCE l'ASPETTO POLITICO (ridimensionare con azioni non violente il potere temporale della chiesa: una di queste è dividere la chiesa per ridurla alla sua missione spirituale, valida quanto quella dei non religiosi), quello DEMOCRATICO (partecipazione comunitaria e non individuale), quello EMPATICO (Un uomo sta trasformando un’istituzione terroristico-mafiosa da solo o con pochi compagni), quello DI POTERE DEL PIÙ FORTE SUL PIÙ DEBOLE (si firma motivando per fare che non si verifichino più gli atti e le azioni che hai elencato) e quello DI LIBERTÀ (si firma chiedendo di ottenere la libertà degli schiavi non umani: gli animali “creature” di quel dio di quella chiesa che vuole “eliminare” Francesco).
Comunque buon anno 2015 a te e agli altri che ti vorranno seguire e a quelli che dovessero pensarla come me.

 Commento su FB di Federico Bartolozzi

ECCO COME HO RISPOSTO ALL'APPELLO DI SOSTEGNO PER PAPA FRANCESCO:

"Finché Bergoglio non parlerà, urlando al mondo intero, in difesa dell’inviolabilità di ogni forma di vita esistente, umana e non umana;
finché Bergoglio non denuncerà alla magistratura ordinaria i preti pedofili;
finché Bergoglio non risarcirà economicamente coloro che hanno subito violenza dai preti pedofili;
finché Bergoglio non attuerà realmente la povertà apostolica;
finché Bergoglio non pagherà allo Stato italiano le tasse;
finché Bergoglio continuerà a sostenere che il movimento antispecista (Animalista), in difesa anche della vita degli Animali, è un fenomeno di "degrado culturale" (vedasi intervista rilasciata al Messagero del 12 luglio 2014.);
finché Bergoglio non imparerà ad onorare il nome, che ha scelto di portare alimentando le gioie e le aspettative del mondo animalista;
finché tutto questo continuerà ad accadere,
io, e certamente la stragrande maggioranza degli Animalisti Antispecisti (in numero di 7 milioni solamente in Italia),
NON gli darò alcun sostegno."

LA MIA RICHIESTA POSTATA IN FB  E AGGIORNATA
Lo pseudo cristianesimo del vaticano sta dimostrando la vera faccia: quella del potere dei più forti e anticristiani, a spese di chi crede nello spirito di libertà, giustizia, non discriminazione, amore e pace; e contro ogni uccisione di umani e non umani, come il nazareno aveva insegnato con la sua alimentazione vegetariana. Sono d'accordo con le comunità di base che hanno firmato a sostegno dell'opera iniziata da Francesco. Per il momento appena iniziata, ma che dovrà estendersi anche ai fraterni comportamenti etici tra umani e non umani, cancellando gli olocausti giornalieri e gli sfruttamenti continui dell’egoismo umano (mangiare e vestirsi con esseri senzienti) che in questo caso sono anche di Bergoglio e della maggioranza degli umani educata alla cultura delle religioni monoteiste come quella antropocentrico-cristiana.



Se vuoi veramente dare una mano a questa #causa: "FERMIAMO GLI ATTACCHI A PAPA FRANCESCO",...
FIRMIAMO.IT


venerdì 5 dicembre 2014

LO STATO CHIEDE SACRIFICI A TUTTI I CITTADINI MA MANTIENE I PRIVILEGI ALLA CHIESA CATTOLICA. Meccanismo di sperequazione e di attribuzione di privilegi A DANNO DELLA LAICITÀ E DELLA SOPRAVVIVENZA DEI CITTADINI ITALIANI

Un meccanismo di sperequazione e di attribuzione di privilegi a DANNO DI DELLA LAICITÀ E DELLA SOPRAVVIVENZA DEI CITTADINI ITALIANI (MECCANISMI INTATTI DA OLTRE 20 ANNI, SENZA NESSUNA VALUTAZIONE SUCCESSIVA) PUR DI NON MODIFICARE GLI IMMENSI PRIVILEGI RICONOSCIUTI ALLA CHIESA CATTOLICA (LA PIU’ RICCA E TESOREGGIANTE TRA LE CHIESE CONOSCIUTE).  
PARLAMENTO E GOVERNI (Renzi, Letta, Monti, Berlusconi, Prodi) DALLE “RADICI CRISTIANE” E LE ISTITUZIONI LOCALI (presidenti di regione e sindaci) HANNO CONCORSO E CONCORRONO A MANTENERE LE DISCRIMINAZIONI TRA CITTADINI CATTOLICI E NON CATTOLICI. Dopo l’articolo di Gim Cassano Spazioliblab.it si può leggere il comunicato stampa della Corte dei Conti e la sentenza in originale, scaricabile liberamente

di: Gim Cassano

Una recente delibera della Corte dei Conti mette il dito nella vergogna (certo la magistratura contabile non usa questo termine, ma esprime il medesimo concetto) del contorto meccanismo, non ben conosciuto ai più, che fa si che i soggetti ammessi (Stato, Chiesa Cattolica, Valdesi, ed altre confessioni) non ricevano solo le quote dell’8 per mille dell’IRPEF di coloro che hanno espresso la loro preferenza, ma anche, proporzionalmente alle preferenze espresse, la quota di chi non ha espresso alcuna preferenza.

In pratica, il meccanismo funziona così:
1- Si attribuiscono ai singoli soggetti destinatari le quote dell’8 per mille di chi ha espresso la propria indicazione [nel 2011, tale indicazione è stata espressa da solo il 46,1% delle denunce dei redditi: 37,9 % in favore della Chiesa Cattolica, 6,1% in favore dello Stato Italiano,1,5% in favore della Chiesa Valdese, il resto (0,6%) in favore di altre confessioni religiose].
2- La quota relativa a coloro che non ha espresso alcuna indicazione (il 53,9% del totale) viene ripartita tra tutti i soggetti aventi diritto in base alle percentuali delle indicazioni espresse.

L’effetto pratico è il seguente: la Chiesa Cattolica, con il 37,9% delle indicazioni esplicitamente espresse, riceve (dati 2011) l’82,3%dell’intera somma, e cioè 1.054 milioni su un totale di 1.279 milioni. In sostanza, l’8 per mille di quegli italiani che non ritengono di esprimere alcuna indicazione (il 53,9%) va per la massima   parte destinato alla Chiesa Cattolica in virtù del fatto che le indicazioni espresse in suo favore, pur essendo state manifestate solo dal 37,9% del totale dei contribuenti, rappresentano l’82% di quelle espresse.
Ciò spiega anche le martellanti campagne pubblicitarie della CEI, nelle quali si rappresentano preti e suore profusi in opere di bene: ogni incremento della percentuale di indicazioni espresse in favore della chiesa Cattolica, si traduce non solo nell’incremento diretto relativo a chi esprime un’indicazione in suo favore, ma anche nell’incremento della quota di attribuzione relativa all’8 per mille di chi non ha espresso alcuna indicazione.
Peccato che lo Stato Italiano non abbia mai svolto alcuna iniziativa promozionale per l’indicazione in proprio favore dell’attribuzione dell’8 per mille dell’IRPEF.
E’ da anni che associazioni e gruppi laici (tra cui, dimenticandone molti: UAAR, Critica Liberale, ItaliaLaica, le Consulte Laiche e, non ultimi, Alleanza Lib-Lab e questo sito) segnalano l’incongruenza e l’incostituzionalità di un sistema che, oltre che ledere principii costituzionali, rappresenta un indebito finanziamento pubblico a Santa Romana Chiesa, che si aggiunge a molti altri (IMU, contributi alla scuola privata, etc.), senza che, nei fatti, si sia mai aperto un dibattito pubblico al riguardo.
La Corte dei Conti, con una delibera estremamente approfondita ed imparziale, censura pesantemente questo meccanismo (e molti altri aspetti riguardanti i rapporti economici tra Stato e Chiesa) e, soprattutto, censura, insieme alla mancanza di controlli, l’inerzia ed il comportamento passivo dello Stato al riguardo: in definitiva, quello di chi amministra lo Stato, e cioè i governi che via via si sono succeduti.
Anche questo caso, come quelli delle pronunzie della Corte Costituzionale riguardanti la legge elettorale, la legge 40, la Fini-Giovanardi, evidenzia quanto la nostra politica sia distante dalla concezione di uno Stato di Diritto, che deve esserle continuamente rammentata da parte di Istituzioni di controllo e garanzia, il cui ruolo si vorrebbe veder ridotto. Oggi, dalla Magistratura Contabile.
Qui di seguito, riporto il Comunicato emesso al riguardo dalla Corte dei Conti il 28-11-2014, ed il “link” per accedere alla relativa, documentatissima, delibera, che rappresenta un vero e proprio atto di accusa su come lo Stato Italiano ha gestito i suoi rapporti economici con la chiesa Cattolica.
Gim Cassano, 29-11-2014 (gim.cassano@tiscali.it; 347-3013770)

Comunicato stampa del 28 novembre 2014
Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato
Relazione concernente la “Destinazione e gestione dell’8 per mille”

I beneficiari ricevono più dalla quota non espressa che da quella optata. Su ciò non vi è un’adeguata informazione, benché coloro che non scelgono siano la maggioranza e si possa ragionevolmente essere indotti a ritenere che solo con un’opzione esplicita i fondi vengano assegnati.
I contributi alle confessioni risultano ingenti, tali da non avere riscontro in altre realtà europee -avendo superato ampiamente il miliardo di euro per anno-, e sono gli unici che, nell’attuale contingenza di fortissima riduzione della spesa pubblica in ogni campo, si sono notevolmente e costantemente incrementati.
Nonostante ciò, la possibilità di accesso all’8 per mille per molte confessioni è oggi esclusa per l’assenza di intese, essendosi affermato un pluralismo confessionale imperfetto.
Manca trasparenza sulle erogazioni: sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri, infatti, non vengono riportate le attribuzioni alle confessioni, né la destinazione che queste danno alle somme ricevute.
Non ci sono verifiche sull’utilizzo dei fondi erogati - nonostante i dubbi sollevati dalla Parte governativa della Commissione paritetica Italia-Cei su alcune poste e sulla ancora non soddisfacente quantità di risorse destinate agli interventi caritativi -, né controlli sulla correttezza delle imputazioni degli optanti, né un monitoraggio sull’agire degli intermediari.
Lo Stato mostra disinteresse per la quota di propria competenza, cosa che ha determinato la drastica riduzione dei contribuenti a suo favore, dando l’impressione che l’istituto sia finalizzato solo a fare da apparente contrappeso al sistema di finanziamento diretto delle confessioni.
A ciò ha contribuito:
a) la totale assenza - negli oltre 20 anni di vigenza dell’istituto - di promozione delle iniziative, risultando lo Stato l’unico competitore che non sensibilizza l’opinione pubblica sulle proprie attività;  non si è proceduto in tal senso nemmeno per il 2014, nonostante la novità consistente nella possibilità di destinare risorse per l’edilizia scolastica, tema molto sentito dai cittadini;

b) la drastica riduzione delle somme a disposizione, dirottate su altre finalità, a volte antitetiche alla volontà dei contribuenti. La decurtazione è contraria ai principi di lealtà e di buona fede. Peraltro, sono penalizzati solo coloro che scelgono lo Stato e non gli optanti per le confessioni, le cui determinazioni non sono toccate, cosa incompatibile con il principio di uguaglianza;

c) l’aver veicolato verso enti religiosi molte risorse;

d) la scarsa coerenza delle scelte per l’erogazione ‘a pioggia’ ad enti, spesso privati.

Corte dei conti, Ufficio stampa
Questo è il “link” per accedere all’intero testo della delibera:


venerdì 7 novembre 2014

ITALIA - UNO STATO (POPOLO E ISTITUZIONI), INEDUCATO AI VALORI DELLA VITA, DELLA DIGNITA’ E DELLA MORTE


Perché il suicidio di Brittany non è indegno 
come dice il Vaticano

“Il suicidio assistito è un’assurdità perché la dignità è altra cosa che mettere fine alla propria vita.” Le gravi parole di Mons. Carrasco de Paula, presidente della Pontificia Accademia per la vita, nel severo commento alla vicenda di Brittany Maynard, meritano qualche riflessione. Innanzitutto, definire un’assurdità il suicidio significa ignorare deliberatamente un’illustre tradizione filosofica – la stoica – che rivendica il suicidio razionale come scelta doverosa da parte del saggio che non si sente più all’altezza del suo compito. Certo, si tratta di un pensiero che l’etica cristiana condanna in base al principio che la vita è un dono divino di cui l’uomo non può disporre. Il suicidio – ci è stato insegnato – è un peccato mortale: l’entrare nell’esistenza come l’uscirne non è nel diretto dominio dell’uomo, ma solo di Dio.
E tuttavia, che ci piaccia o no, è in nome della propria dignità che Brittany ha deciso di darsi la morte. C’è la dignità, rispettabilissima, di chi decide di sopportare la sofferenza fino all’estremo limite, in una volontaria espiazione o nell’abbandono fiducioso al volere divino, ma c’è quella, altrettanto rispettabile di chi rifiuta ogni concezione doloristica e in nome della propria autonomia,decide di prendere congedo dalla vita, “senza arrecar danno ad alcun altro”. Parole del filosofo David Hume, un moderno difensore del suicidio come atto di libertà. Ed è appunto un atto di libertà quello che ha compiuto Brittany, una decisione consapevolmente assunta. Ne conosciamo la storia: quella di una giovane donna che scopre di avere un tumore al cervello, si sottopone ad un intervento chirurgico che non riesce però a fermare la progressione del male e che, in assenza di ogni opzione di cura, decide di porre termine alla propria vita, sostenuta pienamente dalla famiglia e dal marito. Si trasferisce in Oregon, paese che consente il suicidio assistito, e , accompagnata dal medico, si consegna alla morte.“Non c’è una sola cellula del mio corpo che vuole morire – ha scritto -.voglio vivere. Proprio per questo, però, dovendo morire, ho deciso di farlo alle mie condizioni.”
A differenza di altri casi assai controversi, come quello ad esempio di Eluana Englaro, la vicenda di Brittany è estremamente limpida. Ci troviamo infatti dinanzi a una richiesta esplicita di eutanasia volontaria, una richiesta che proviene da una persona maggiorenne, nel pieno possesso delle sue facoltà, fermamente determinata nella sua scelta, che chiede di essere aiutata a morire. Qual è il timore? Che la richiesta di eutanasia di Brittany possa diventare un’eutanasia di stato, che da scelta personale si trasformi in una sorta di obbligo collettivo, un modello che saremo tutti invitati a seguire? Ancora una volta si deve constatare che parole come eutanasia – o, in altri contesti, eugeneticaportano con sé una carica ideologica così forte da evocare irresistibilmente i fantasmi del passato, del nazismo, della morte imposta a soggetti ritenuti indegni di vivere.
 Chi intenda resistere alla tentazione, fin troppo praticata nel dibattito bioetico, del cosiddetto ‘piano inclinato’, - ovvero ‘di questo passo, dove andremo a finire?-, potrebbe infine, interrogarsi sul ruolo del medico nel suicidio assistito. Argomento di straordinaria delicatezza e complessità che dovremmo tuttavia, anche nel nostro paese, cominciare ad affrontare pensando – perché no? – al grande Bacone. Il quale ammetteva l’eutanasia e riteneva che il medico, in talune condizioni, dovesse avere anche la possibilità di aiutare a morire, predisponendo tutto in modo che il transito avvenisse nella maniera meno dolorosa possibile. Una proposta indecente? Una provocazione scandalosa? Si ricorderà che, qualche anno fa, il presidente della repubblica, intervenendo sul caso Welby, aveva posto al Parlamento il problema del diritto di ciascuno di poter decidere della fine dignitosa della propria vita. In tal modo si era evidenziata la necessità di un incontro tra piano istituzionale ed esistenza umana: l’esigenza, in altri termini, di una politica sensibile alle richieste personali degli individui e attenta ai loro bisogni esistenziali più profondi. Una politica in cui si parli di ben vivere e, quindi, anche di ben morire.
Luisella Battaglia
Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica

Il Secolo XIX  5 novembre 2014 Prima pagina -  Il commento

mercoledì 26 marzo 2014

I VEGANI SONO COMPLOTTISTI? Una risposta e alcune riflessioni

I VEGANI SONO COMPLOTTISTI?

La mia risposta e alcune riflessioni sulle nostre convinzioni

Da una domanda posta in FB che si presenta

“Con tutta la gentilezza di questo mondo”

Con tutta la gentilezza di questo mondo penso che ognuno di noi debba porsi la domanda: sono veramente “gentile” quando ritengo che i vegani siano dei complottisti? Sono sicuro che la sperimentazione animale, che correttamente dovrebbe chiamarsi vivisezione, come il prelievo venatorio biociodio, la pesca tortura biocida, gli spettacoli con animali violenza specista, gli acquari, gli zoo prigioni a vita, gli allevamenti di animali da cortile o da batteria l’anticamera della morte con o senza supplizi, la tradizione del “sacrificio” dell’agnello nella pasqua di resurrezione del cristo un efferato biocidio ingiustificato specista e amorale, siano atti etici?
Una volta si diceva che dovevamo “fare un esame di coscienza”. Ma anche coloro che ci chiedevano questo sono in malafede perché ci danno per verità assoluta l’idea di un dio mentre lo è solo per chi vuole crederlo. E questa ha la stessa base ideologica che ci viene propinata continuamente dai potenti del mondo, attraverso la coercizione massmediatica con i loro mezzi d’informazione e il conseguente chiacchiericcio ignorante.
Così ci beviamo l’ideologia (l’insieme di valori inventati dagli interessati al profitto e al potere) in questo caso prodotta da Big Pharma e dai loro collaboratori (medici, ospedali e università laiche e religiose, politici corrotti, religiosi interessati, scienziati prezzolati, cittadini ciechi, sordi, muti, ecc.) e cioè che

1.    GLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI CONTRIBUISCONO A GUARIRE (ma non ci ridanno la salute, anzi lo sappiamo tutti che I FARMACI OTTENUTI provocano pesanti effetti collaterali, a volte fino alla morte, e che vengono ritirati dal commercio solo dopo un congruo numero di vittime umane).

2.     GLI ANIMALI SONO STATI “CREATI” PER ESSERE RISPETTATI MA ANCHE DOMINATI E UCCISI PER IL BENESSERE DELL’UOMO

      (Riporto solo tre esempi dal Catechismo della Chiesa Cattolica pubblicato nel 1993, che è un trattato di circa 800 pagine redatto a Roma, troviamo qualcosa in merito agli animali solo a pagina 588 e 597)

(capoverso nr. 2417)
Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. E' dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l'uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali, se rimangono entro limiti ragionevoli, sono pratiche moralmente accettabili, perché contribuiscono a curare o salvare vite umane.

(capoverso nr 2418)
E' contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. E' pure indegno dell'uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell'affetto che è dovuto soltanto alle persone.

(capoverso nr. 2457)
Gli animali sono affidati all'uomo, il quale deve essere benevolo verso di essi. Possono servire alla giusta soddisfazione dei suoi bisogni.


3.    L’ANTROPOCENTRISMO (la centralità assoluta dell’uomo in tutte le sue scelte) È UN ATTEGGIAMENTO SANO perché presuppone la libertà di tutti (una menzogna che non si può nascondere in quanto la libertà calata nella realtà, non quella filosofica, presuppone lo schiacciamento o l’abbattimento degli ostacoli che si frappongono sulla via del più forte). Quello che accade da millenni tra religioni, con i loro santoni, e il resto del mondo schiavizzato dalle loro ideologie; e che accade ancora oggi nel mondo postcapitalistico e imperialista con Big Pharma e le altre multinazionali del terrore ideologico e dei miliardi di dollari effettivi incassati, a mezzo di torture, violenze, inganni e sangue prodotto dei loro schiavi umani (malati e recentemente anche i sani) e non umani (le altre vittime animali).

4.    LA DIETA MEDITERRANEA È LA PIÙ EQUILIBRATA per la nostra salute (omettendo di far rilevare che presuppone l’uccisione di altre vite non meno importanti delle nostre. Bioicidi per i quali, parte della scienza alimentare asserisce, con prove incontestabili, non essere determinanti al nostro benessere, anzi..).

Le auguro pertanto di poter iniziare la profonda e difficile riflessione per la ricerca della felicità di tutti i viventi, compreso gli animali DA laboratorio, DA macellazione, DA caccia, DA pesca, DA abbigliamento, DA spettacolo, DA tradizione e DA affezione. Questi ultimi molto spesso abbandonati o torturati nell’assoluta convinzione antropocentrico-religiosa del diritto di poterlo fare indisturbatamente perché le norme “divine” ce lo consentono, come dice la chiesa-stato, Cattolica Apostolica Romana. 

Con l’auspicio del superamento della classificazione antropocentrica degli animali, determinata da quel “DA” e con l’approdo alla loro considerazione etica di esseri viventi senzienti, le auguro buona giornata accompagnata da una filastrocca di una brava “poetessa per caso” che si esibirà a Varese il 28 marzo 2014.

ANIMALI DA…

DA coccole, DA affezione,
col permesso di salir sulle poltrone.

DA reddito, DA allevamento,
con una vita che è quotidiano tormento.

DA pesca, DA caccia, DA macellazione
per farne un prelibato boccone.

DA circo, DA zoo, DA parco safari
Privati dei loro luoghi più cari.

DA palio, DA corsa, DA gara
ma nessuna di queste fatiche è a loro cara.

Non li dobbiamo classificare
per ciò che di loro vogliamo fare
perché tutti hanno cervello e cuore
percepiscono affetto e dolore.

Ogni DA si deve eliminare
tranne uno: DA rispettare.


Dott. Paola Re Antispecista

domenica 10 novembre 2013

PERCHE' DA ATEO AMO DON FARINELLA? PERCHE' E' UN PRETE COERENTE CON LA SUA LEGGENDA DI CRISTO

Da Micromega del 9 novembre 2013

“Può un vero cattolico militare in un partito di corrotti?”
di don Paolo Farinella
Martedì 12 novembre 2013, ore 10,30 (c/o il Tribunale Penale Genova, Piazza Portoria 1, Piano 7° sezione Prima, giudice Vignola Alessandra), sono convocato dal giudice in sede penale per rispondere dell’accusa di diffamazione nei confronti di Pierluigi Vinai, membro dell’Opus Dei e candidato sindaco di Genova del Pdl nell’elezioni del 2012. 
In prima battuta il PM ha chiesto l’archiviazione, la controparte si è opposta e siamo al giudizio. Sotto accusa è un articolo del 10 maggio 2012 apparso su MicroMega col titolo «A Genova ha vinto la morale» e una serie di articoli su la Repubblica/Il Lavoro di Genova (13 e 27 maggio; 10 e 17 giugno 2012). 
In questi scritti contesto a Vinai di essersi presentato come candidato del Pdl, proposto direttamente da Claudio Scajola, in quanto cattolico e dicendo di rappresentare i cattolici e facendo capire che vi era la benedizione della curia di Genova. Da cattolico, credente e praticante, mi sono sentito tirato in ballo e ho contestato duramente che un cattolico possa rappresentare e/o militare in un partito pieno di corrotti, corruttori, delinquenti, indagati, accusati anche di omicidio e di collusione con la delinquenza organizzata. 
Non è necessario scomodare la storia, basta vedere com’è andata a finire con il capo/padrone di quel partito, Silvio Berlusconi, condannato in 3° grado per evasione fiscale, cioè per furto non allo Stato, ma ai suoi stessi elettori per creare fondi neri finalizzati alla corruzione per destabilizzare le Istituzioni democratiche. Costoro poi si presentano anche come «moderati», ma non si fanno scrupolo di votare in silenzio tutte le leggi-porcate in favore del loro padrone, restano indifferenti di fronte alla compravendita di senatori per fare cadere un governo democratico e legittimo, occupano i tribunali e giurano (o spergiurano?) anche fedeltà alla Costituzione italiana.
Il mio avvocato, Emilio Robotti, del foro di Genova ha preparato una lista d’indagati, corrotti, condannati di quel partito che ancora siedono in parlamento. L’elenco è corredato da un grafico. Ritengo che questo giudizio possa fare giurisprudenza e cioè stabilire se in campagna elettorale si possa usare la religione come materia di scambio o appellarsi in difesa dei «principi non negoziabili», dichiarandosi «cattolico tutto d’un pezzo» e poi rappresentare un aggregato micidiale che nulla ha di etico e di consonanza con la stessa dottrina sociale e morale della Chiesa.
Il mio avvocato ha chiesto che vengano sentiti come «periti» il Cardinale Angelo Bagnasco e il Vicario Giudiziale, cioè il Presidente del Tribunale Ecclesiastico Ligure, che fu anche docente di morale, mons. Paolo Rigon.
Essi non devono testimoniare a mio favore, né sulla moralità mia o del mio accusatore, ma solo e semplicemente devono dire sotto giuramento se uno che si proclama cattolico e se ne vanta, può dal punto di vista della morale e della dottrina comune della Chiesa cattolica candidarsi o farsi candidare da una formazione politica, proprietà privata di un signorotto, in cui militano corrotti, corruttori, indagati per ogni delitto, a cominciare dal capo che è il capo dei delinquenti, dal momento che un tribunale lo ha definito «propenso naturalmente a delinquere».
Se Vinai si fosse presentato come semplice cittadino e avesse detto che sta col Pdl perché non sopporta i comunisti che mangiano i bambini, nessuno avrebbe potuto dire nulla se non contestarlo eventualmente sul programma. Così ho fatto con Enrico Musso, già senatore del Pdl e poi fuoriuscito. A lui ho contestato il suo «liberalismo» nel senso che non può essere liberale chi milita nel Pdl di Berlusconi per cinque anni, sapendo che la sua immoralità arriva al punto di manipolare il mercato con tangenti e corruzioni. Ho votato Marco Doria proprio perché, pur presentandosi come non credente e ateo, ha dichiarato pubblicamente che aveva due obiettivi: la laicità dello Stato e il rispetto per tutte le fedi. 
A Genova sta succedendo il finimondo: il cardinale e mons. Rigon hanno nominato l’avvocato Michele Ispodamia, perché li rappresenti e stanno già facendo di tutto per non essere convocati, dicendo che sono tenuti al segreto professionale e non possono testimoniare sulla «moralità» di qualcuno.
Io non chiedo che testimonino sulla moralità mia o del mio accusatore, ma li convoco come periti per dire «astrattamente» se un cattolico coerente può essere sodale di Berlusconi e del suo mondo senza sporcarsi mani e piedi. Questa sentenza credo che si importante perché deve venire fuori che la laicità dello Stato deve essere in forza e in nome della Costituzione che stiamo difendendo con le unghia e con i denti – questo sì! – un principio non negoziabile da chi si candida a rappresentare le Istituzioni democratiche.

(9 novembre 2013)