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lunedì 14 dicembre 2015

SORPENDIAMO GLI ALTRI (UMANI E NON UMANI) !


L’UMANO E’ CAPACE DI SORPRENDERE ED EMOZIONARE

SORPENDIAMO GLI ALTRI E INIZIAMO A
NON MANGIARLI, NON INDOSSARLI,  NON CACCIARLI, NON TORTURARLI E SFRUTTARLI

POSSIAMO VIVERE FELICI E IN PACE, TUTTI INSIEME

DIVENTARE  VEGAN SI PUO’ (Gradualmente!)


 (Video MUSICALE durata: 3m 7sec)


André Rieu: “la settimana scorsa eravamo a Parigi, dove abbiamo avuto un ospite molto speciale: Adeline de Senneville!  Per ricordare la sua nascita il padre compose la famosa 'Ballade pour Adeline'. Naturalmente a Parigi abbiamo suonato questo meraviglioso pezzo. E' stato un momento molto toccante per tutti noi!”

Paul de Senneville
Compositore
Data di nascita: 30 luglio 1933 (età 82), Parigi, Francia







venerdì 16 ottobre 2015

VUOI CHE TUA/O FIGLIA/O A SCUOLA, IN MENSA, ABBIA UNA DIETA VEGANA ? PUOI CHIEDERLO SEMPLICEMENTE E NON SARAI DISCRIMINATA/O

Bambini vegetariani a scuola, il vademecum
di Domenico D’Alessandro

E’ possibile chiedere un’alimentazione veg a scuola per i proprio bambini? 
Vegolosi.it ha interpellato Carlo Prisco, avvocato ed esperto di vicende legali che riguardano alimentazione e stile di vita vegani.
Ecco quindi un vademecum, nell’obiettivo di aiutare tutti i genitori veg che intendono iscrivere i propri figli in un istituto scolastico in cui è previsto il servizio mensa.

A chi rivolgersi?
Innanzitutto, è fondamentale comunicare la propria scelta all’istituto. Lo si deve fare al momento dell’iscrizione presso l’ufficio di competenza: in molti casi, a scuola o in Comune ci sono dei documenti che i genitori possono compilare per dichiarare le proprie volontà. In ogni caso, è sempre opportuno informarsi preventivamente all’iscrizione, chiedendo presso la segreteria dell’istituto scolastico. Questo perché formalmente il servizio mensa delle scuole pubbliche afferisce al Comune, ma la sua gestione concreta spetta alla scuola, dunque al Preside.

Quali documenti devono compilare?
Le linee guida del Ministero della Salute sulla ristorazione scolastica sono molto chiare: non è richiesta alcuna certificazione per menu particolari, basta la semplice richiesta. Qualunque altro documento richiesto dalla scuola o dal Comune rappresenta dunque un abuso, che i giudici hanno recentemente definito come atto discriminatorio (questo vale, soprattutto, nel caso in cui la scuola richieda documenti di sana e robusta costituzione: questo avalla la discriminazione, nonché la convinzione che l’alimentazione veg sia dannosa per gli individui).

Cosa dichiarare?
Come detto, basta la semplice richiesta. Al suo interno occorre dichiarare con precisione la propria scelta, e in alcuni casi anche cosa il proprio figlio può mangiare. Soprattutto nel caso di scelta vegana, infatti, è opportuno precisare in cosa consista e quali prodotti siano da escludere, sia per chiarezza delle informazioni sia perché non tutti conoscono nel dettaglio le caratteristiche di questo tipo di alimentazione. Questo elemento è fondamentale per qualsiasi eventuale iniziativa giudiziaria.

L’istituto scolastico può rifiutarsi di accontentare la richiesta dei genitori?
No, non può. L’istituto non può rifiutarsi, anche se questo accade molto spesso. Nella stragrande maggioranza dei casi, il rifiuto non è assoluto ma condizionato alla presentazione di certificati medici, menu stilati da professionisti. Si tratta, in questi casi, di documenti totalmente inutili a questo scopo, nonché – come sono stati definiti dai giudici – discriminatori.

Se questo accade, cosa possono fare i genitori?
Il primo passo è una diffida formale, anche tramite un legale. Se questo non è sufficiente, occorre passare alle vie legali: si può intraprendere una causa per chiedere che un giudice si pronunci, imponendo a chi di dovere di accogliere la legittima richiesta genitoriale.

Com’è la legge a riguardo?
La legge sostiene i genitori, ma più in generale chi decide di rispettare per sé e i propri cari un’alimentazione vegetariana o vegana. È espresso più che chiaramente nella Costituzione.
L’articolo 2, ad esempio, sancisce i diritti inviolabili, cioè quell’insieme di legittime aspettative ed esigenze che ciascuno ha diritto di coltivare, nel rispetto dei diritti altrui.
L’articolo 3 impone la rimozione degli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.
L’articolo 21 riconosce il diritto di manifestazione del pensiero attraverso qualsiasi mezzo.
L’articolo 30 impone il dovere morale dei genitori di educare i propri figli, riconoscendo loro il diritto di trasmettere i propri valori morale.
L’articolo 32, infine, incorpora il diritto alla salute tra quelli fondamentali ci ciascun individuo.
Le Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, pubblicate nel 2010 dal Ministero della Salute, sottolineano la necessità di differenziare i menu in relazione alla tipologia e necessità degli utenti, riconoscendo in particolare l’obbligo di garantire il diritto degli utenti con particolari esigenze sanitarie ed etico-religiose di accedere ai servizi senza discriminazioni.

In particolare, a pag. 22 delle suddette Linee di indirizzo, si legge che:

“Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a
ragioni etico-religiose o culturali.
Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”.

La legge, quindi, è chiaramente dalla parte dei genitori.

Ultimo aggiornamento:  22 SETTEMBRE 2015 Vegolosi.it –

martedì 28 luglio 2015

VEGANch'io 2015 - 10.edizione - 28 29 30 agosto 2015

AGOSTO 2015 menù vegano senza crudeltà € 10,00
Un'occasione per conoscere chi ama e si relaziona alla pari con gli altri animali, diversi da noi, lottando anche per la loro dignità. 

Non ci credete? 

ANDIAMO E SCOPRIAMOLO! 

La vita potrebbe cambiare e avere un senso laico e religioso, 
finalmente inclusivo!

                     

martedì 3 marzo 2015

IL VEGETARISMO TRA ETICA E MERCATO - QUANTA SOFFERENZA ABBIAMO PROVOCATO A CHI MANGIAMO!



Il vegetarismo tra etica e mercato
(CONSIDERAZIONI ETICHE E SOCIALI DI UN'ANTISPECISTA LAICA E COMPASSIONEVOLE: PAOLA RE)

Spettabile redazione,

ho appreso dalla lettura del vostro blog
lo svolgimento del convegno a cura di Confagricoltura Donna Alessandria “Vegetariane: perché?”, iniziativa inserita nel programma del Marzo Donna, tradizionale appuntamento della Città di Alessandria. Ho cercato qualche informazione sul sito web di Confagricoltura
Mi ha colpito la motivazione del convegno addotta da Maria Teresa Bausone, Presidente di Confagricoltura Donna: Non è certo per indicare una scelta, ma per prendere coscienza e soprattutto conoscenza di una domanda di mercato in continua via di sviluppo e divulgata da molti autorevoli mezzi di comunicazione Penso che tutte noi, in quanto donne, nutrici, siamo particolarmente recettive ed interessate ad una giusta ed equilibrata alimentazione per noi e per la nostra famiglia.”
Non si può certo negare che l’interesse per la cucina vegetariana sia in crescita ma ciò che stona nella motivazione del convegno è la riduzione del vegetarismo a una domanda di mercato. Ci sono motivi etici ben radicati alla base della scelta vegetariana, quella scelta che Confagricoltura sottolinea di non volere indicare, ma credo debbano essere presi in considerazione come motivi primari. Il vegetarismo non è una dieta ma una filosofia di vita che tiene conto innanzitutto della incommensurabile sofferenza animale in allevamenti, macelli, zone di caccia e di pesca, veri e propri lager da cui parte la trasformazione degli animali da esseri senzienti a ingredienti.
Visto che il convegno di Confagricoltura si occupa di cucina vegetariana, aggiungo che esiste la cucina vegana che, rispetto a quella vegetariana, esclude il consumo di latte, latticini e uova. Credo che Confagricoltura non escluda questi prodotti in quanto parte della propria attività ma è cosa nota che dietro la produzione di latte e uova ci sia sfruttamento di animali e, come per il consumo di carne e pesce, morte degli stessi.
Confagricoltura ha la competenza, e secondo me la fortuna, di occuparsi di agricoltura. La parola “agricoltura”, nel nome stesso della confederazione, significa “coltura dell’agro” e credo che bisognerebbe recuperare questo modo di coltivare per ottenere il necessario di cui cibarsi, senza coinvolgere nella catena alimentare gli animali, trasformando questa catena in una catena di morte. Ho visto sul sito le Federazioni di Prodotto
E’ il trionfo degli allevamenti avicoli, ovi-caprini, suini, equini, bufalini e la lattiero-casearia. Credo che tutto ciò non abbia nulla a che fare con la “coltura dell’agro” ma certamente ha a che fare col profitto. Se Confagricoltura iniziasse ad aprire qualche porta alla produzione di latte vegetale, frutto della “coltura dell’agro”, si risparmierebbe la vita a molti vitelli e si ridurrebbe la sofferenza a molte mucche, ridotte a rubinetti da cui far sgorgare latte tutta la vita.
Non è necessario essere animalisti estremisti fondamentalisti integralisti per capire che la cucina vegetale dovrebbe essere un dovere morale.
E’ una pretesa piuttosto ardita quella di aspettarsi da Confagricoltura un segnale di empatia nei confronti della vita animale. Ricordo nel Maggio 2013 la diffusione della petizione sulla caccia ai caprioli: un’autentica esortazione allo sterminio, e forse alle mangiate di polenta e capriolo che per qualcuno è un’autentica prelibatezza
http://www.confagricoltura.it/ita/territorio_nord/province/raccolta-firme-di-cia-e-confagricoltura-alessandria-per-limitare-il-numero-di-caprioli.php
Credo che Confagricoltura abbia intrapreso la strada giusta nel dedicare attenzione alla cucina vegetariana: ne è testimone anche un corso appena conclusosi con successo
Per questo consiglio di approfondire l’argomento e di invitare tra i relatori del prossimo eventuale convegno, oltre a produttore di verdure, pediatra, farmacista, nutrizionista, insegnante di danza, cuoco, una figura professionale che possa dare il suo contributo sul piano etico mostrando quanta sofferenza provochiamo a CHI mangiamo.
Cordiali saluti.
Paola Re
Via Virginio Arzani n.47
15057 Tortona (AL) 

mercoledì 26 marzo 2014

I VEGANI SONO COMPLOTTISTI? Una risposta e alcune riflessioni

I VEGANI SONO COMPLOTTISTI?

La mia risposta e alcune riflessioni sulle nostre convinzioni

Da una domanda posta in FB che si presenta

“Con tutta la gentilezza di questo mondo”

Con tutta la gentilezza di questo mondo penso che ognuno di noi debba porsi la domanda: sono veramente “gentile” quando ritengo che i vegani siano dei complottisti? Sono sicuro che la sperimentazione animale, che correttamente dovrebbe chiamarsi vivisezione, come il prelievo venatorio biociodio, la pesca tortura biocida, gli spettacoli con animali violenza specista, gli acquari, gli zoo prigioni a vita, gli allevamenti di animali da cortile o da batteria l’anticamera della morte con o senza supplizi, la tradizione del “sacrificio” dell’agnello nella pasqua di resurrezione del cristo un efferato biocidio ingiustificato specista e amorale, siano atti etici?
Una volta si diceva che dovevamo “fare un esame di coscienza”. Ma anche coloro che ci chiedevano questo sono in malafede perché ci danno per verità assoluta l’idea di un dio mentre lo è solo per chi vuole crederlo. E questa ha la stessa base ideologica che ci viene propinata continuamente dai potenti del mondo, attraverso la coercizione massmediatica con i loro mezzi d’informazione e il conseguente chiacchiericcio ignorante.
Così ci beviamo l’ideologia (l’insieme di valori inventati dagli interessati al profitto e al potere) in questo caso prodotta da Big Pharma e dai loro collaboratori (medici, ospedali e università laiche e religiose, politici corrotti, religiosi interessati, scienziati prezzolati, cittadini ciechi, sordi, muti, ecc.) e cioè che

1.    GLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI CONTRIBUISCONO A GUARIRE (ma non ci ridanno la salute, anzi lo sappiamo tutti che I FARMACI OTTENUTI provocano pesanti effetti collaterali, a volte fino alla morte, e che vengono ritirati dal commercio solo dopo un congruo numero di vittime umane).

2.     GLI ANIMALI SONO STATI “CREATI” PER ESSERE RISPETTATI MA ANCHE DOMINATI E UCCISI PER IL BENESSERE DELL’UOMO

      (Riporto solo tre esempi dal Catechismo della Chiesa Cattolica pubblicato nel 1993, che è un trattato di circa 800 pagine redatto a Roma, troviamo qualcosa in merito agli animali solo a pagina 588 e 597)

(capoverso nr. 2417)
Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. E' dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l'uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali, se rimangono entro limiti ragionevoli, sono pratiche moralmente accettabili, perché contribuiscono a curare o salvare vite umane.

(capoverso nr 2418)
E' contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. E' pure indegno dell'uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell'affetto che è dovuto soltanto alle persone.

(capoverso nr. 2457)
Gli animali sono affidati all'uomo, il quale deve essere benevolo verso di essi. Possono servire alla giusta soddisfazione dei suoi bisogni.


3.    L’ANTROPOCENTRISMO (la centralità assoluta dell’uomo in tutte le sue scelte) È UN ATTEGGIAMENTO SANO perché presuppone la libertà di tutti (una menzogna che non si può nascondere in quanto la libertà calata nella realtà, non quella filosofica, presuppone lo schiacciamento o l’abbattimento degli ostacoli che si frappongono sulla via del più forte). Quello che accade da millenni tra religioni, con i loro santoni, e il resto del mondo schiavizzato dalle loro ideologie; e che accade ancora oggi nel mondo postcapitalistico e imperialista con Big Pharma e le altre multinazionali del terrore ideologico e dei miliardi di dollari effettivi incassati, a mezzo di torture, violenze, inganni e sangue prodotto dei loro schiavi umani (malati e recentemente anche i sani) e non umani (le altre vittime animali).

4.    LA DIETA MEDITERRANEA È LA PIÙ EQUILIBRATA per la nostra salute (omettendo di far rilevare che presuppone l’uccisione di altre vite non meno importanti delle nostre. Bioicidi per i quali, parte della scienza alimentare asserisce, con prove incontestabili, non essere determinanti al nostro benessere, anzi..).

Le auguro pertanto di poter iniziare la profonda e difficile riflessione per la ricerca della felicità di tutti i viventi, compreso gli animali DA laboratorio, DA macellazione, DA caccia, DA pesca, DA abbigliamento, DA spettacolo, DA tradizione e DA affezione. Questi ultimi molto spesso abbandonati o torturati nell’assoluta convinzione antropocentrico-religiosa del diritto di poterlo fare indisturbatamente perché le norme “divine” ce lo consentono, come dice la chiesa-stato, Cattolica Apostolica Romana. 

Con l’auspicio del superamento della classificazione antropocentrica degli animali, determinata da quel “DA” e con l’approdo alla loro considerazione etica di esseri viventi senzienti, le auguro buona giornata accompagnata da una filastrocca di una brava “poetessa per caso” che si esibirà a Varese il 28 marzo 2014.

ANIMALI DA…

DA coccole, DA affezione,
col permesso di salir sulle poltrone.

DA reddito, DA allevamento,
con una vita che è quotidiano tormento.

DA pesca, DA caccia, DA macellazione
per farne un prelibato boccone.

DA circo, DA zoo, DA parco safari
Privati dei loro luoghi più cari.

DA palio, DA corsa, DA gara
ma nessuna di queste fatiche è a loro cara.

Non li dobbiamo classificare
per ciò che di loro vogliamo fare
perché tutti hanno cervello e cuore
percepiscono affetto e dolore.

Ogni DA si deve eliminare
tranne uno: DA rispettare.


Dott. Paola Re Antispecista