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domenica 10 novembre 2013

PERCHE' DA ATEO AMO DON FARINELLA? PERCHE' E' UN PRETE COERENTE CON LA SUA LEGGENDA DI CRISTO

Da Micromega del 9 novembre 2013

“Può un vero cattolico militare in un partito di corrotti?”
di don Paolo Farinella
Martedì 12 novembre 2013, ore 10,30 (c/o il Tribunale Penale Genova, Piazza Portoria 1, Piano 7° sezione Prima, giudice Vignola Alessandra), sono convocato dal giudice in sede penale per rispondere dell’accusa di diffamazione nei confronti di Pierluigi Vinai, membro dell’Opus Dei e candidato sindaco di Genova del Pdl nell’elezioni del 2012. 
In prima battuta il PM ha chiesto l’archiviazione, la controparte si è opposta e siamo al giudizio. Sotto accusa è un articolo del 10 maggio 2012 apparso su MicroMega col titolo «A Genova ha vinto la morale» e una serie di articoli su la Repubblica/Il Lavoro di Genova (13 e 27 maggio; 10 e 17 giugno 2012). 
In questi scritti contesto a Vinai di essersi presentato come candidato del Pdl, proposto direttamente da Claudio Scajola, in quanto cattolico e dicendo di rappresentare i cattolici e facendo capire che vi era la benedizione della curia di Genova. Da cattolico, credente e praticante, mi sono sentito tirato in ballo e ho contestato duramente che un cattolico possa rappresentare e/o militare in un partito pieno di corrotti, corruttori, delinquenti, indagati, accusati anche di omicidio e di collusione con la delinquenza organizzata. 
Non è necessario scomodare la storia, basta vedere com’è andata a finire con il capo/padrone di quel partito, Silvio Berlusconi, condannato in 3° grado per evasione fiscale, cioè per furto non allo Stato, ma ai suoi stessi elettori per creare fondi neri finalizzati alla corruzione per destabilizzare le Istituzioni democratiche. Costoro poi si presentano anche come «moderati», ma non si fanno scrupolo di votare in silenzio tutte le leggi-porcate in favore del loro padrone, restano indifferenti di fronte alla compravendita di senatori per fare cadere un governo democratico e legittimo, occupano i tribunali e giurano (o spergiurano?) anche fedeltà alla Costituzione italiana.
Il mio avvocato, Emilio Robotti, del foro di Genova ha preparato una lista d’indagati, corrotti, condannati di quel partito che ancora siedono in parlamento. L’elenco è corredato da un grafico. Ritengo che questo giudizio possa fare giurisprudenza e cioè stabilire se in campagna elettorale si possa usare la religione come materia di scambio o appellarsi in difesa dei «principi non negoziabili», dichiarandosi «cattolico tutto d’un pezzo» e poi rappresentare un aggregato micidiale che nulla ha di etico e di consonanza con la stessa dottrina sociale e morale della Chiesa.
Il mio avvocato ha chiesto che vengano sentiti come «periti» il Cardinale Angelo Bagnasco e il Vicario Giudiziale, cioè il Presidente del Tribunale Ecclesiastico Ligure, che fu anche docente di morale, mons. Paolo Rigon.
Essi non devono testimoniare a mio favore, né sulla moralità mia o del mio accusatore, ma solo e semplicemente devono dire sotto giuramento se uno che si proclama cattolico e se ne vanta, può dal punto di vista della morale e della dottrina comune della Chiesa cattolica candidarsi o farsi candidare da una formazione politica, proprietà privata di un signorotto, in cui militano corrotti, corruttori, indagati per ogni delitto, a cominciare dal capo che è il capo dei delinquenti, dal momento che un tribunale lo ha definito «propenso naturalmente a delinquere».
Se Vinai si fosse presentato come semplice cittadino e avesse detto che sta col Pdl perché non sopporta i comunisti che mangiano i bambini, nessuno avrebbe potuto dire nulla se non contestarlo eventualmente sul programma. Così ho fatto con Enrico Musso, già senatore del Pdl e poi fuoriuscito. A lui ho contestato il suo «liberalismo» nel senso che non può essere liberale chi milita nel Pdl di Berlusconi per cinque anni, sapendo che la sua immoralità arriva al punto di manipolare il mercato con tangenti e corruzioni. Ho votato Marco Doria proprio perché, pur presentandosi come non credente e ateo, ha dichiarato pubblicamente che aveva due obiettivi: la laicità dello Stato e il rispetto per tutte le fedi. 
A Genova sta succedendo il finimondo: il cardinale e mons. Rigon hanno nominato l’avvocato Michele Ispodamia, perché li rappresenti e stanno già facendo di tutto per non essere convocati, dicendo che sono tenuti al segreto professionale e non possono testimoniare sulla «moralità» di qualcuno.
Io non chiedo che testimonino sulla moralità mia o del mio accusatore, ma li convoco come periti per dire «astrattamente» se un cattolico coerente può essere sodale di Berlusconi e del suo mondo senza sporcarsi mani e piedi. Questa sentenza credo che si importante perché deve venire fuori che la laicità dello Stato deve essere in forza e in nome della Costituzione che stiamo difendendo con le unghia e con i denti – questo sì! – un principio non negoziabile da chi si candida a rappresentare le Istituzioni democratiche.

(9 novembre 2013)

giovedì 31 ottobre 2013

LA SIGNORA DELLE STELLE AMANTE DEI GATTI

La Signora delle Stelle
di Piergiorgio Odifreddi,

Margherita Hack, la Signora delle Stelle, se n’è andata a 91 anni. Era da tempo gravemente malata, ma aveva deciso di non curarsi più, lasciando alla Natura la decisione di quando richiamarla a sé.
Fino all’ultimo, dunque, è rimasta coerente con la sua  figura di intellettuale impegnata: da un lato, concentrata nello studio e nell’apprezzamento delle bellezze del cosmo, e  dall’altro lato, incurante delle convenzioni stabilite e insofferente delle superstizioni condivise.
Fin dalla giovinezza, aveva imparato a vivere sana. Era nata in una famiglia vegetariana e non  aveva mai mangiato carne, facendo sua la motivazione esposta dal filosofo Peter Singer nell’ormai classico libro Liberazione animale (Mondadori, 1991): il fatto, cioè, che mangiare gli animali richiede di causar loro enormi sofferenze, dalla nascita alla morte, e rende complici di quella che la Hack chiamava una “ecatombe giornaliera”.
Ai  difensori dell’inciviltà dei McDonald’s, che provavano a  sostenere con lei che un bambino  necessita di carne per crescere, la Hack rispondeva che  non solo lei era cresciuta benissimo, senza mai aver avuto malattie serie, ma aveva potuto praticare Sport agonistici, diventando in gioventù  campionessa di salto in alto e in lungo. E ancora a ottant’anni faceva giri In bicicletta di 100 chilometri e giocava a pallavolo.
L’altra faccia del vegetarianesimo della Hack era il suo famoso  amore per i gatti, dai quali viveva circondata in casa, e che spesso si vedevano gironzolare attorno a lei, o sederle vicino, durante le interviste registrate o gli  interventi in videoconferenza. Come quello nel quale l’abbiamo vista l’ultima volta, il 9 maggio  scorso a Pisa, nei “Dialoghi dell’Espresso” dedicati al tema Perché la ricerca è indispensabile. Questo intervento non fu che l’ultima testimonianza pubblica di una grande affabulatrice, che col passare del tempo aveva dedicato sempre  più energie a raccontare, a voce e per iscritto, le meraviglie delle stelle e dell’universo. E Poiché lo faceva con grande passione  e altrettanta chiarezza, era  ormai diventata la più famosa divulgatrice scientifica italiana, contendendo alla Levi  Montalcini il primato per la popolarità. Le sue conferenze erano affollate come concerti, e sentirla raccontare le ultime scoperte astronomiche  era un vero piacere per le orecchie e per la mente. D’altronde, era quello il suo vero lavoro, forse più nascosto e meno noto al  pubblico. Aveva cominciato a interessarsene fin dalla sua tesi di laurea, nell’ormai lontano 1945, sulle Cefeidi. Aveva poi insegnato astronomia a Trieste, dove tuttora viveva, dirigendone per quasi venticinque anni l’Osservatorio  Astronomico. Il suo valore scientifico era testimoniato dalla sua appartenenza all’Accademia Nazionale dei Lincei, di Galileiana memoria, e dalle sue collaborazioni con l’Ente Spaziale Europeo e la  Nasa statunitense.

Ma fin dagli anni ’70 aveva iniziato il suo impegno per la disseminazione del sapere scientifico in una società come quella italiana, succube di preti e idealisti, che rimane ancor oggi preda di un  atteggiamento antiscientista e superstizioso. Fin dagli inizi aveva dunque collaborato con il CICAP, il Comitato per il controllo delle Affermazioni sul Paranormale, fondato nel 1989 da Piero Angela. E la sua verve toscana le era servita spesso, per mettere alla berlina le credenze più retrograde e sciocche, spesso propagandate dai media. E non solo, visto che solo qualche settimana  fa l’intero Parlamento italiano ha votato all’unanimità a favore della sperimentazione della cura medica Stamina proposta da  uno psicologo di professione (sic!), rendendoci ancora una volta gli zimbelli del mondo scientifico  internazionale e facendoci sbeffeggiare per ben due volte dalla rivista “Nature”. Oltre che contro le  superstizioni antiscientifiche, la Hack combatté coraggiosamente anche contro quelle religiose e organizzate.
Era presidente onoraria dell’UAAR, l’Unione  degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, che si propone di dar voce a quel 15% della popolazione italiana che non  crede nelle favole  mediorientali, ma che certo non riceve il 15% della visibilità sui media e non ottiene l’8 per 1000 di finanziamento statale.


Da: l’Ateo bimestrale dell’UAAR 5-13

domenica 25 agosto 2013

LAICITA' IN U.S.A. ?
"in 7 stati usa la legge proibisce l’accesso a cariche pubbliche  a chi neghi l’esistenza di dio".
La mistificazione religiosa di democratici e repubblicani USA sovverte il primo emendamento della costituzione americana.  Credenti (anche di comodo) del dio che dice di essere AMORE PER L’ALTRO e approvano leggi cosiddette “laiche” escludendo dalla tutela e partecipazione al confronto democratico 1/5 dei cittadini che non appartengono ad alcuna religione. Busch jr. il famoso petroliere e sfascista della costituzione americana, post 11 settembre, rispondendo ad una domanda di una giornalista si espresse così: “NON CREDO CHE GLI ATEI DOVREBBERO ESSERE CONSIDERATI CITTADINI” violando il precetto contrario contenuto nella democratica disposizione della costituzione americana.
L’ America non si smentisce mai: viene colonizzata da credenti, trucidando i nativi che non accettavano il dio del nulla e delle discriminazioni bibliche  e continua oggi a governare permettendo gli olocausti di miliardi di animali con conseguenze letali sulla salute degli umani discriminando inoltre i non credenti nel dio fasullo a cui credono politici e religiosi a fini di mero potere e oppressione materiale sulle altre forme di vita
Gianluca Albertini.
"4/5 della popolazione mondiale vedono tutti gli aspetti della vita attraverso “un prisma di fede”
"Che ne è di quel quinto di cittadini che non appartengono ad alcuna religione?"
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Pubblicato da Corto Maltese a 13:40
sabato 24 agosto 2013
Stati Uniti: prove tecniche di multiculturalismo
(ovvero come si attua da parte dei governi USA, alla pari delle “larghe intese” italiano,
la discriminazione tra cittadini con lo strumento di potere della fede religiosa)

John Kerry

Il rapporto tra gli Stati Uniti e i culti religiosi è sempre stato controverso. Dal punto di vista della Costituzione la separazione tra la sfera istituzionale e quella religiosa viene sancita dal primo emendamento che, oltre a garantire ai cittadini la libertà di stampa e quella di parola, proibisce esplicitamente al Congresso, oltre che agli organi legislativi dei vari stati, di emanare leggi per il riconoscimento di qualsiasi religione. Ciò tuttavia non si traduce in una laicità veramente compiuta, gli USA sono e rimangono una nazione decisamente ancorata ad una visione teistica, al punto che si ritrovano riferimenti a Dio ovunque, dalle banconote ai giuramenti ufficiali. Del resto, la colonizzazione di quell’area è pur sempre partita con i religiosi della Mayflower.
"la legge proibisce l’accesso a cariche pubbliche a chi neghi l’esistenza di Dio"

Particolarmente avversati sono i non credenti, percepiti generalmente come persone da emarginare e addirittura discriminati ufficialmente da ben sette stati del sud; in questi, infatti, la legge proibisce l’accesso a cariche pubbliche a chi neghi l’esistenza di Dio. Significativo a tal proposito quanto disse l’ex presidente George W. Bush rispondendo ad un giornalista: «Non credo che gli atei dovrebbero essere considerati cittadini». Radicalmente diverso l’approccio di Barack Obama, ad oggi l’unico presidente che abbia citato i non credenti ponendoli sullo stesso piano dei credenti, e per giunta nel suo discorso d’insediamento: «Siamo una nazione di cristiani e musulmani, di ebrei e indù… e di non credenti».

Oggi, però, proprio l’amministrazione Obama sembra aver intrapreso una strada nettamente in contrasto con il contenuto di quel discorso.
Il Segretario di Stato, John Kerry, ha appena annunciato l’istituzione di un “Ufficio per i rapporti con le comunità di fede” pensato per rivolgersi alle comunità religiose di tutto il mondo. Secondo Kerry ci sono punti in comune tra le religioni abramitiche, e tra queste e tutte le altre religioni e filosofie, «che si parli di indù, o confuciani, o qualunque altro dei tanti approcci alla nostra esistenza terrena e alla nostra relazione con un essere supremo». È evidente che chi non si relaziona con un essere supremo non è nemmeno preso in considerazione. La direzione di questo ufficio è stata affidata a Shaun Casey, docente di etica cristiana al Wesley Theological Seminary, un’organizzazione universitaria protestante.

"4/5 della popolazione mondiale vedono tutti gli aspetti della vita attraverso “un prisma di fede” "

A sentire puzza di bruciato in questa operazione è Austin Dacey, rappresentante presso le Nazioni Unite dell’IHEU, federazione internazionale umanista di cui anche l’Uaar fa parte. Dacey sostiene che questa baracca sembra essere stata pensata apposta per emarginare ulteriormente i non credenti, e lo fa in un articolo in cui spiega alcuni punti discutibili dell’iniziativa. Dacey inizia citando un articolo di qualche mese fa di in cui la giornalista Amy Frykholm faceva notare che il lavoro di coinvolgimento delle comunità religiose iniziò quando a capo della diplomazia statunitense c’era Hillary Clinton. Su iniziativa della ex first lady venne costituito, in seno al Congresso, un gruppo di lavoro su Religione e Politica Estera che lo scorso ottobre presentò un libro bianco in cui proponeva l’istituzione di un ufficio permanente, quello che appunto ha adesso istituito Kerry. In quel documento si poneva l’accento sul fatto che 4/5 della popolazione mondiale vedono tutti gli aspetti della vita attraverso “un prisma di fede”, e che sebbene la fede sia spesso causa di conflitti, essa contribuisce al bene della società civile e può promuovere “il progresso umano e la coesistenza pacifica”.

Infine, il libro bianco chiudeva con il consiglio di sviluppare apposite linee guida in ottemperanza al primo emendamento della Costituzione. Questa è secondo Casey la parte più sospetta, perché denota che la preoccupazione di contravvenire alla Costituzione è effettivamente fondata. Finora vi sono state interpretazioni diverse in questo senso, Casey cita in particolare un giudice della Corte Suprema (O’Connor) secondo cui quando un governo intrattiene eccessivamente rapporti con le religioni si è in presenza di una violazione del primo emendamento, in quanto si trasmette il messaggio che chi non è affiliato ad alcuna religione non fa pienamente parte della comunità politica. D’altro canto, però, c’è anche un precedente di segno opposto; una causa intentata da Freedom From Religion Foundation contro un ufficio che aveva organizzato un programma di supporto rivolto a comunità religiose, e in quel caso la Corte Suprema non ravvisò violazioni del primo emendamento in quanto non vi era stato un finanziamento diretto da parte di organi legislativi.

"che ne è di quel quinto di cittadini che non appartengono ad alcuna religione?"

Rimane il fatto che l’istituzione di canali di dialogo nei confronti delle religioni comporta necessariamente il riconoscimento indiretto di alcune religioni ed il disconoscimento di fatto di altre. Ma chi può stabilire, in modo oggettivo, quando un gruppo di cittadini, o un’associazione, che magari ha formulato un minimo di regole dottrinali, sia da considerare una religione e quindi in un ente che può rapportarsi con lo Stato? Se la distinzione viene fatta in modo arbitrario allora si è non solo in presenza di una violazione della Costituzione, ma addirittura di una patente forma di discriminazione. È quello che avviene in Italia con il sistema delle intese, dove è il governo a decidere con chi e in che tempi addivenire ad un’intesa con lo Stato, e infatti all’Uaar l’intesa è stata negata basandosi sull’assunto che non rappresenta una religione. Inoltre, rapportarsi con una religione significa anche individuare degli interlocutori, e anche in questo caso non è affatto detto che il procedimento sia semplice e scevro da problemi. E infine, domanda fondamentale, che ne è di quel quinto di cittadini che non appartengono ad alcuna religione?
Evidentemente rimangono tagliati fuori da questa iniziativa, e se questa non è discriminazione cos’altro potrebbe esserlo?


mercoledì 29 febbraio 2012

PER L'AMOR D DIO - UN VIDEO SVIZZERO SUGLI ATEI


Presentato documentario svizzero 

su attivisti Uaar

Si intitola Per l’amor di Dio il nuovo documentario realizzato dallo svizzero Vito Robbiani, e che vede come protagonisti due attivisti Uaar: la tesoriera Isabella Cazzoli e il socio bolognese Fernando Santagata, mostrando all’opera anche tanti altri militanti dell’associazione, nonché la presidente onoraria Margherita Hack. Il film è stato presentato ieri sera in anteprima, a cura dell’associazione dei liberi pensatori della Svizzera italiana, al cinema Lux di Massagno (che per ironia della sorte apparteneva un tempo alla parrocchia), alla presenza di Isabella Cazzoli e di Silvano Vergoli, responsabile della comunicazione esterna Uaar. La sala, scrive Ticino Libero, era “piena in ogni ordine di posto”.

venerdì 9 dicembre 2011

I fondi pubblici e le esenazioni cui gode la chiesa cattolica. Inchiesta UAAR

€ 6.086.565.703
clicca sul numero o sull'immagine
per leggere i singoli capitoli e importi
di REGALO ALLA CHIESA 
fatta da pii parlamentari e governi italiani 
per ingraziarsi delle false verità che propina agli italiani
in modo da mantenere entrambi al potere) 
(cifra sottostimata. 
Altre stime arrivato a 11 miliardi) 
 

Quanto ci costa la Chiesa?
le leggi dello stato 
Non sono elencate le deliberazioni 
di scelte autonome di 
comuni e province solo perchè non si conoscono 
non esistendo un monitoraggio in materia.

lunedì 21 novembre 2011

Il Consiglio di Stato dà ragione all’UAAR: la richiesta di Intesa torna al Tar

Il Consiglio di Stato dà ragione all’UAAR: la richiesta di Intesa torna al Tar

Anche l'UAAR (UNIONE ATEI AGNOSTICI RAZIONALISTI) potrebbe firmare un'intesa con lo stato per l'applicazione di principi di laicità. Ossia di specifiche rivendicazioni dell'associazione  come per esempio:
la presenza della religione a scuola, 
l’assistenza morale nelle strutture obbliganti, 
il diritto matrimoniale, 
la libertà di espressione, 
la tutela penale del sentimento religioso.