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martedì 28 gennaio 2014

2011 GOVERNO BERLUSCONI-BOSSI - I LOMBARDI DIVENTERANNO TICINESI E CONSEGUIRANNO L'IMPUNITA' FISCALE?




2011 GOVERNO BERLUSCONI BOSSI - SI TENTA LO SCORPORO DELLA LOMBARDIA DALL'ITALIA. I LOMBARDI DIVENTERANNO TICINESI?


domenica, 26 gennaio 2014 ore 20:40 (UTC+1)

Operazione Lombardia

Di Fulvio Bernasconi

26 marzo 2012. In una conferenza stampa a Biasca, il ministro della difesa Ueli Maurer dichiara: "Annettere la Lombardia per noi non sarebbe un problema. La Lombardia rappresenta circa il 90% del totale di tutti gli scambi commerciali con il nostro paese”.
La dichiarazione del consigliere federale UDC sembra una provocazione, ma il giorno dopo due esponenti di spicco delle Lega Nord, Roberto Maroni e Matteo Salvini, rilanciano e lanciano una petizione per far passare la Lombardia alla Svizzera. In poche ore sono raccolte migliaia di firme. Una coincidenza? In realtà, dietro questi due avvenimenti passati quasi inosservati potrebbe nascondersi una delle più grandi manovre politiche del dopoguerra: l’annessione della Lombardia alla Svizzera.
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OPERAZIONE LOMBARDIA DEL 2011

In Italia si raccolgono via internet, attraverso una petizione, 22.000 firme  per annettere la Lombardia alla Svizzera

La LOMBARDIA avrebbe dovuto diventare una MACROREGIONE. I Nuovi cantoni della macroregione lombarda sono stati individuati e denominati in:

  • Insubria inferiore, 
  • Bassa Rezia, 
  • Orobia,   
  • Cenomania, 
  • Leponzia


Con l’annessione della Lombardia la Svizzera, acquisendo anche la pianura padana, diventa una nuova potenziale Silicon Valley nel cuore dell’Europa.

La svizzera ha però proposto le seguenti condizioni al governo Berlusconi
  1. I lombardi saranno senza diritto di voto nei referendum per 10 anni;
  2. I lombardi dovranno rinunciare alla sanità pubblica e sottoscrivere polizze di assicurazione private;
  3. I lombardi dovranno imparare almeno una lingua nazionale oltre la loro;
  4. Mediaset non potrà trasmettere i suoi programmi su tutta la Svizzera e nella macroregione svizzera Lombarda
Silvio Berlusconi dapprima furente accetta l’idea in quanto in svizzera l’evasione fiscale non è reato.


(ma la storia non finisce qui continuate a vedere il filmato)
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venerdì 4 maggio 2012

GLI SCANDALI DELLA CHIESA PIU' INCRIMINATA DEL MONDO: QUELLA CATTOLICA CON IL SUO POTERE AMORALE E CRIMINALE COMPRENDENTE ORA ANCHE CL

Scandalo sanità e affari ciellini in Lombardia, Simone interrogato parla di Daccò

Altre rivelazioni sullo scandalo del sistema sanitario lombardo targato Cl, che coinvolge nomi come il manager Pierangelo Daccò, l’ex assessore Antonio Simone e sfiora il governatore Roberto Formigoni. Secondo i pm, si tratta di un “flusso di denaro abbastanza clamoroso” e di una rete di conoscenze e favori, all’insegna di una sussidiarietà ‘malata’ a spese dei cittadini.
Dopo quello di Daccò, stavolta vengono diffusi stralci dell’interrogatorio a Simone, già esponente del Movimento Popolare, il partito di Comunione e Liberazione. Simone dice che lui e Daccò sono “complementari”. Nel senso che il primo metteva le “idee sanitarie” e il secondo “i clienti”. E i clienti erano soprattutto “frati e ordini religiosi”. Daccò si presenta per la prima volta a Simone, quando questi era assessore negli anni Novanta, “col priore del Fatebenefratelli, come rappresentante presso le istituzioni per l’ordine religioso”. E da lì si amplia la rete di conoscenze con altri ciellini impegnati nel settore sanitario e con agganci nel pubblico.
Simone dice c’era “bisogno di rivalorizzare il patrimonio di ordini religiosi che non sanno cosa fare”. Daccò e Simone tentano il business coi frati, specie nel settore della riabilitazione e dell’assistenza agli anziani. Ma si creano dissapori, quindi si passa al San Raffaele di don Luigi Verzè e Mario Cal.
Secondo i giudici, Daccò e Simone avrebbero creato conti ad hoc dove veicolare fondi di provenienza sospetta. Ma Simone respinge gli addebiti. Sta di fatto che nemmeno lui e Daccò non sanno bene nemmeno quanti soldi siano in ballo, visto che si tratta di finanziamenti gestiti in maniera poco trasparente. Di sicuro, alcune decine di milioni. L’interrogato parla anche di uno “scontro” con lo stesso Formigoni e coi direttori generali, che avevano delle resistenze a favorire in maniera così smaccata il duo Daccò-Simone.
Ma ora i sospetti si vanno addensando proprio su Comunione e Liberazione, una strutturata lobby religiosa e politica che ha ‘colonizzato’ di fatto la Regione Lombardia. E persino don Juliàn Carròn, presidente della Fraternità di Cl ed erede di don Giussani, con una lettera a Repubblica ammette che “qualche pretesto dobbiamo averlo dato” se il movimento è “continuamente identificato con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che fare con quello che abbiamo incontrato”.
Tanto che tra gli stessi ciellini si diffonde l’imbarazzo e l’idea che certi comportamenti spregiudicati e affaristici siano molto dannosi per l’immagine del movimento. Ma c’è anche chi senza vergogna, come Renato Farina sulla rivista ciellina Tempi, contrattacca parlando di “crociata mediatica antiformigoniana” con “uno slippino da spiaggia è diventato il legno su cui inchiodare le coscienze dei loschi ciellini”.