Visualizzazione post con etichetta PEDOFILIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PEDOFILIA. Mostra tutti i post

domenica 27 marzo 2016

Violenza e abusi su minori di preti cattolici. Le vittime: 200 casi insabbiati

Violenza e abusi su minori di preti cattolici.

 Il Caso Spotlight Solo in Italia Le vittime:“200 casi insabbiati”

(Video durata 1m 31sec)
Pedofilia, sesso con minori in cambio di soldi per comprare la droga: sospeso parroco di Milano
Written by Redazione Web on 26 marzo 2016
L’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha sospeso da ogni incarico in Diocesi don Alberto Paolo Lesmo, fino ad ora parroco a Milano S. Marcellina e decano di Milano – Baggio. Il reato ipotizzato a carico di don Lesmo è quello di prostituzione minorile, con più azioni, e con l’aggravante di aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro di culto. I fatti contestati si sarebbero verificati tra il 2009 e il 2011.
A don Alberto Paolo Lesmo, viene contestata l’accusa di prostituzione minorile per rapporti sessuali in cambio di denaro con un minorenne, ma non quella di cessione di sostanze stupefacenti, come era stato, invece, riferito in precedenza. Il parroco, infatti, stando alle indagini, sarebbe stato a conoscenza del fatto che il ragazzo usava i soldi ricevuti per comprare in particolare cocaina, ma non ha mai ceduto direttamente droga. Come emerge ora dagli atti dell’inchiesta, infatti, l’accusa di cessione di stupefacenti, assieme a quelle di violenza sessuale e prostituzione minorile, è contestata all’altro indagato (non è un religioso) nel procedimento.
Don Lesmo, avrebbe adescato il minorenne online su una chat. Il ragazzo, dunque, non era stato avvicinato dal religioso perchè frequentava la parrocchia. È quanto emerge dagli atti dell’inchiesta del pm di Milano Giovanni Polizzi che ha chiesto il processo per il prete e anche per un’altra persona. Come emerge dall’imputazione, Lesmo avrebbe compiuto «atti sessuali» con il ragazzo, tra il 2009 e il 2011, quando l’ adolescente aveva tra i 15 e i 17 anni, «in cambio di corrispettivi in denaro variabili da 150 a 250 euro per volta». L’inchiesta sarebbe scattata dalla segnalazione di un ospedale nel quale il ragazzo venne visitato nel 2011, anche perchè avrebbe tentato il suicidio. Nel procedimento sono state messe a verbale le stesse dichiarazioni del giovane che ora sta studiando e sta cercando di rifarsi una vita.
La parrocchia è stata assegnata ad un amministratore parrocchiale e il decanato di Baggio ad un decano facente funzioni. Nel contempo per l’accusato è stabilito l’avvio della indagine previa relativa al «delitto di peccati del ministro sacro con minorenni» (di cui all’art. 6 delle norme canoniche sui delicta graviora) con la misura cautelare (in base all’art. 19 delle stesse norme) della sospensione dal ministero. La notizia dell’indagine a carico di don Lesmo è pervenuta all’Arcidiocesi di Milano nei giorni scorsi. Solo di recente è stato possibile appurare la facoltà per l’Arcidiocesi di intervenire con questi provvedimenti così che non configurassero intralcio alle indagini.
L’Arcidiocesi, si legge in una nota «apprende solo ora che nel 2013 don Lesmo fu raggiunto in parrocchia da una perquisizione ordinata dagli inquirenti, senza però che il sacerdote ne desse in alcun modo notizia ai suoi superiori diocesani. Nessuna notizia in merito al reato ipotizzato è mai stata a conoscenza dell’Arcivescovo e dei suoi collaboratori. Si attendono ora sia l’esito del procedimento giudiziario da parte delle Autorità civili che l’esito del procedimento canonico, per il quale saranno coinvolti gli organismi competenti della Santa Sede».
Il cardinale Scola e i suoi collaboratori esprimono «il proprio sconcerto e dolore per l’accaduto e pregano fin da ora per la vittima dei fatti contestati e i suoi familiari e per don Lesmo. Una preghiera particolare anche per i fedeli della comunità cristiana di S. Marcellina, ai quali si domanda di offrire spiritualmente la sofferenza causata da questo scandalo e di restare uniti intorno al Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo che si stanno celebrando in questi giorni santi».


domenica 17 marzo 2013

Francesco Zanardi, vittima di pedofilia religiosa ora combatte contro le impunità nella chiesa

 
Pedofilia nella Chiesa: è giusto parlarne? 
 NON SOLO E' GIUSTO MA BISOGNA 
DARE GIUSTIZIA ALLE VITTIME. 

Una delle prime cose che il nuovo parlamento e governo dovranno fare, se sono coerenti con il valore della "giustizia uguale per tutti". E i parlamentari che non riterranno di creare degli strumenti affinchè la chiesa sia responsabilizzata, saranno colpevoli di connivenza e di coprire i più forti, come è sempre avvenuto in questo paese colonizzato dall'ideologia dei potenti laici e religiosi. Una situazione incancrenita da almeno 2000 anni e  che per questo deve CAMBIARE IMMEDIATAMENTE.

Francesco Zanardi BLOG: mercoledì 20 marzo ore 18 Libreria Ubik Savona: ...:  mercoledì 20 marzo  ore 18  Libreria Ubik Savona: Pedofilia nella Chiesa: è giusto parlarne? 
 Partecipano: don Giampiero Bof, teolo...

venerdì 4 maggio 2012

ANCHE IN IRLANDA PRETI PEDOFILI NASCOSTI DALLA CHIESA. IL CARDINAL BRADY SI SCUSA PER NON AVER DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA LA CONFESSIONE DI UNA VITTIMA. TUTTO QUI! E NON SI DIMETTE. E NON VIENE PROCESSATO DALLE AUTORITA' CIVILI? NON BASTA DIRE CHE E' SOLO UN RICORDO DEL PASSATO. LA VITTIMA RIMANE VITTIMA. DEV'ESSERE RISARCITA DAL SACERDOTE O DALLA CHIESA CORRESPONSABILE DEL SILENZIO


3/05/2012 

La Bbc: “Il cardinale Brady coprì un prete pedofilo” Rss Feed Twitter Facebook Print

Il cardinale Sean Brady
Il cardinale Sean Brady

Polemiche in Irlanda tra il primate della Chiesa Cattolica e il colosso delle comunicazioni per il caso del sacerdote Brendan Smyth

redazione
roma


E' polemica in Irlanda tra il primate della Chiesa cattolica, il cardinale Sean Brady, e la Bbc, che ha ritirato fuori l'accusa, già sollevata contro il porporato nel 2010, di aver insabbiato, nel passato, le accuse ad un prete pedofilo, aggiungendo alcuni dettagli sulle sue responsabilità.

Nel pieno dello scandalo sugli abusi sessuali del clero avvenuti nei decenni passati, nel 2010, emerse che il cardinal Brady, ora arcivescovo di Armagh, aveva preso parte, quando era semplice sacerdote, all'interrogatorio di una vittima di un prete pedofilo seriale, padre Brendan Smyth. Interrogatorio che, intimando il silenzio alla vittima, si era concluso con un insabbiamento delle accuse. Ora il programma 'This World' della Bbc, in onda il primo maggio col titolo 'La vergogna della Chiesa cattolica', ha reso noti gli appunti presi in quell'occasione da Brady, rivelando che l'attuale primate della Chiesa irlandese venne a conoscenza dei nomi e degli indirizzi di altre vittime dello stesso prete pedofilo, senza prendere alcuna misura per proteggerli.

In una lunga nota diffusa oggi dalla conferenza episcopale irlandese, il cardinale afferma che "il programma 'This World' ha deciso di esagerare e travisare volutamente il mio ruolo in questi eventi". Dopo aver ribadito il ruolo notarile da lui svolto durante l'interrogatorio (da "note taker") ed aver sostenuto - con il sostegno di una dichiarazione di mons. Charles J. Scicluna, promotore di Giustizia della congregazione vaticana per la Dottrina della fede - che la responsabilità per il prete pedofilo non era sua, ma dei superiori gerarchici dello stesso sacerdote, il card. Brady ha affermato di essere "profondamente dispiaciuto che persone che avevano l'autorità e la responsabilità per affrontare in modo adeguato il caso di Brendan Smyth, non lo hanno fatto con conseguenze tragiche e dolorose per quei bambini che poi ha così crudelmente abusato".

"Come altri - ha scritto ancora l'arcivescovo - mi sento tradito da chi aveva l`autorità nella Chiesa per fermare Brendan Smyth e non ha agito sulla base delle prove che ho dato loro. Tuttavia, accetto il fatto di aver fatto parte di una non benefica cultura di deferenza e di silenzio nella società e nella Chiesa, che fortunatamente è ormai un ricordo del passato". Per Brady "è importante riconoscere che oggi sia la Chiesa che lo Stato hanno procedure adeguate e robuste in atto per rispondere alle accuse di abusi contro i bambini. Appoggio pienamente queste nuove procedure che includono l`obbligo di segnalare tempestivamente queste accuse alle autorità civili. Ho lavorato con gli altri nella Chiesa per mettere in atto queste nuove procedure e non vedo l`ora di continuare quel lavoro fondamentale negli anni a venire". Quando la storia dell'interrogatorio fini sui mass media, nel 2010, il card. Brady affermò di aver preso in considerazione le dimissioni da primate della Chiesa irlandese.