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martedì 8 settembre 2015

Gufi Somari e Bestie. Termini del linguaggio medievale del presidente Renzi che vorrebbe "rottamre" tutto ma non le "tradizioni linguistiche" obsolete, dannose per i bambini.

 
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Dr. Matteo Renzi
 
7 settembre 2015
 
Oggetto: ‘Bestiari’.
 
Egregio Presidente,
 
            il 17 aprile 2014 Le inviai una lettera a proposito dell’appellativo di ‘gufi’ da Lei usato verso quanti criticavano certe sue iniziative in campo economico, e un mese prima, il 17 marzo, a proposito dell’utilizzo da Lei fatto del termine ‘somari’, in occasione della Sua visita in Germania, per indicare (si presuppone) che gli italiani (o perlomeno il Governo che lei presiede) non sono ‘allievi’ che non imparano la ‘lezione’. Oggi mi ripeto per la terza volta, a distanza di più di un anno, in occasione del termie ‘bestie’ usato per indicare gli umani che non accolgono i rifugiati, o i ‘migranti’, come vengono chiamati quanti per ragioni politiche, economiche o belliche fuggono dai loro paesi d’origine per trovare ricovero altrove. Il lessico che Lei disinvoltamente e  volontariamente usa a tutto campo per identificare i cattivi comportamenti degli animali umani come tipici degli  animali non umani dimostra purtroppo una radicata zoofobia. Questa non può non derivare da un’altrettanto radicata cultura non propriamente ‘moderna’. Nei così detti ‘bestiari’ di origine medievale, infatti, venivano rappresentate le immagini e le caratteristiche (in genere negative) delle altre specie, con commenti moralistici e riferimenti biblici. All’epoca, per analogia si tendeva ad attribuire a vizi e crimini umani origini ‘animalesche’, nel vano tentativo di dimostrare che l’irrazionalità e la perversione non sono caratteristiche umane, ma delle ‘bestie’.
            Cosa ben lontana dalla realtà, quant’è vero che negli umani si possono riscontare, in assai maggior misura che negli altri animali, comportamenti aberranti, e i più efferati delitti, per non parlare di guerre, torture, stupri e molto altro. I bestiari medievali che si sfogliano da bambini possono però al momento generare un senso di ripugnanza per le così dette ‘bestie’, e tale sentimento può rimanere impresso nella mente ove successivamente non si apprenda, tramite lo studio, quanto ci sia di falso in tali credenze. 
            Non mi ripeto per quanto ricordato nelle precedenti lettere a proposito dei gufi, considerati simbolo di saggezza in molti paesi, ma aborriti come ripugnanti da alcune religioni, né a proposito dei somari, considerati ignoranti (chi ha diffusa tale idea lo era certo più di loro, ..) e usati nell’antichità solo come mezzi di locomozione (vedi nel Vangelo), mentre oggi è riconosciuta la loro intelligenza e la loro empatia verso gli umani.
            Resta il fatto che il riferirsi ad animali non umani per indicare comportamenti abominevoli  nasce da credenze religiose che vedono in essi il simbolo del male, ed è non solo indice di assoluta non conoscenza dell’etologia, ma di una mentalità zoofoba. Citare vizi e i crimini umani come tipici degli altri animali, usando espressioni che li denigrano, contribuisce inoltre a radicare nelle popolazioni l’odio e la paura per il “diverso” (rifugiati e/o migranti inclusi), motivandone il rifiuto. Tali espressioni sono inoltre offensive dei “sentimenti dell’uomo per gli animali” tutelati (al posto dei diretti interessati) dalla legge sui maltrattamenti n. 189 del 2004.
Mi ero augurato, dopo le precedenti lettere, che Lei riflettesse sulle conseguenze dell’utilizzo disinvolto di tali similitudini (considerata la diffusione che le Sue parole hanno per effetto dei  media) specialmente per quanto riguarda l’educazione dei bambini, che non dovrebbe essere influenzata da credenze e luoghi comuni appartenenti ad un oscurantismo culturale ormai superato. E me lo auguro ancora, sebbene abbia ormai perso la speranza che Lei possa modificare il suo linguaggio.     
 
Cordiali saluti
Movimento Antispecista                                                       IMM_MOV_firma_paint
ma@movimentoantispecista.org                                             (Massimo Terrile)
www.movimentoantispecista.org
Via Principale, 11
Correzzana (MB)
 

domenica 26 luglio 2015

FINALMENTE QUALCUNO rompe l'assurdo e pilotato silenzio. La suprema CORTE DI CASSAZIONE afferma che anche LE SCUOLE CATTOLICHE DEVONO PAGARE L'ICI ora IMU E TASI



NELL’ULTIMO 20ENNIO ABBIAMO AVUTO GOVERNI, COMPRESO QUELLO ATTUALE (BERLUSRENZI) CHE SI SONO INCHINATI ALLA CHIESA PER NON APPLICARE LA COSTITUZIONE! E questo vale non solo per i  finanziamenti “non dovuti” alla scuola privata ma anche e soprattutto per la TASSAZIONE DI IMMOBILI POSSEDUTI da ENTI LAICI O RELIGIOSI. E come sempre, quando si tratta di chiesa, si perpetua un’ingiustizia rispetto ai semplici cittadini che invece devono pagare fino all’ultimo euro per case e terreni, anche se non sono utilizzate. La costituzione fa distinzione tra scuola PUBBLICA e PRIVATA. La prima è gratuita e svolge una funzione laica (non parteggia per alcuna concezione di vita) e generale (per tutti) verso tutta la popolazione di uno stato. Anche per questo motivo alla scuola pubblica non può essere richiesta alcuna IMPOSTA IMMOBILIARE per la sua attività. La seconda invece, LA SCUOLA PRIVATA, oggi furbescamente chiamata PARITARIA, per evidenziare la stessa funzione  della scuola pubblica, e quindi essere esente da tasse, in realtà è una preparazione confessionale e/o di “parte”, e quindi A PAGAMENTO PER CHI LA SCEGLIE.


LA COSTITUZIONE ASSOGGETTA OGNI ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE, COMMERCIALE, FINANZIARIA O DI SERVIZIO, CHE PRODUCE REDDITO, ALLE RELATIVE IMPOSTE. “CONTRIBUTO” SEMPRE DOVUTO DA CHI SVOLGE UNA DI QUESTE 'ATTIVITA' d'intrapresa che, per legge, DEVE SEMPRE ESSERE MESSA A BILANCIO. Quindi al di là delle inconsistenti lamentele di preti, politici e credenti, anche questa attività dev’essere assoggettata, come tutte le altre, a PRELIEVO FISCALE, compreso QUELLO LOCALE (ICI-IMU e TASI) sugli immobili e terreni di proprietà, indipendentemente da chi ne sia il titolare. E, a questo proposito, sarebbe utile conoscere QUANTI E QUALI SONO I SINDACI ITALIANI CHE HANNO RILEVATO IL PATRIMONIO DELLA “PIOVRA” CHIESA CATTOLICA, per identificare dove si svolgono attività commerciali, visto che il bilancio dello stato del Vaticano o Santa Sede non ha mai fatto emergere la sua integrale proprietà immobiliare. Sembra proprio che la chiesa NON  VOGLIA PROPRIO REDERLO PUBBLICO, nelle sue peculiarità (NUMERO DI IMMOBILI SUL TERRITORIO ITALIANO, UBICAZIONE E TIPO DI ATTIVITA’). Perché allora non chiediamo al sindaco del comune di residenza, ognuno con la propria e-mail, di RENDERE PUBBLICO, AGLI EFFETTI DELLA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA, CONTRIBUTIVA E FISCALE, il numero degli immobili della chiesa cattolica e delle altre confessioni e di poter verificare numero ed esisti dei controlli effettuati sulle attività svolte, ai fini dell’imposizione tributaria ai beni FANTASMA DEGLI IMMOBILI DELLE ISTITUZIONI RELIGIOSE ed in primis la CHIESA CATTOLICA?

IL TESTO DELL'ARTICOLO DI LETTERA43

mercoledì 20 maggio 2015

Contro la Malascuola di Renzi tre giorni di mobilitazione davanti alle prefetture


Contro la Malascuola di Renzi tre giorni di mobilitazione davanti alle prefetture
Pubblicato il 18 mag 2015
di Giovanna Capelli*

Il grande movimento contro la “malascuola”di Renzi non si ferma: dopo lo straordinario sciopero del 5 maggio con scuole vuote e piazze piene, grazie ad una inedita unita’ sindacale e a una visibile nuova connessione fra lavoratori e lavoratrici della scuola, studenti, genitori, cittadini si appresta ad affrontare altre scadenze di lotta, nell’imminenza della discussione parlamentare di un DDL di cui si chiede il ritiro.
Nessuno si è lasciato ingannare dalle aperture e dagli incontri con i sindacati, ne’ intimidire dalla repressione del dissenso a Renzi, come le denunce di chi a Bologna ha osato contestare il Presidente del Consiglio alla festa dell‘ Unita. Così la vastità della protesta si è sperimentata  ancora il giorno delle prove Invalsi delle superiori, il 12 maggio: il boicottaggio dei test si è articolato in modo significativo in tutto il territorio nazionale, testimoniando l’allargamento della consapevolezza del significato dei test, sia dal punto di vista strettamente didattico come trionfo del tecnicismo valutativo che esclude relazioni, contesto e differenze di punto di partenza, sia dal punto di vista simbolico.

Quel tipo di sistema  valutativo allude a un capovolgimento della funzione della scuola.

La pratica del valutare e punire,dividere e selezionare secondo una feroce logica gerarchica e di classe si scontra  con il modo di essere della scuola italiana, con le sue fondamenta costituzionali ma anche con la sua costituzione materiale, con le pratiche didattiche e pedagogiche che ne hanno fatto un sistema capace di essere contemporaneamente scuola di massa e scuola di eccellenza, in grado di resistere per forza autonoma, grazie alla libertà di insegnamento e alle pratiche di collegialità e di democrazia, a 20 anni di attacco neo liberista.

Gli ispiratori di questo attacco (di Moratti, Gelmini, Profumo ma anche di Luigi Berlinguer) sono stati gli articoli del trattato di Maastricht 127,128,129 che attraverso una visione economicistica della formazione e il mantra della razionalizzazione miravano a trasformare  la scuola da istituzione pubblica a servizio a domanda individuale sempre più sottratta  alle funzioni dello stato e quindi messa a disposizione del “libero” mercato.

Renzi porta a compimento questo processo: dopo
la immissione nel sistema pubblico delle paritarie private,
la distruzione del tempo pieno e del tempo prolungato (modello di scuola di base invidiato da tutto il mondo),
i tagli ai bilanci,
il mantenimento dei precari come dato strutturale dequalificante,
il dimensionamento delle scuole,
il colpevole abbandono della edilizia scolastica,
il continuo aumento dei fondi alle private
Renzi cancella la scuola della Costituzione.

Il DDl sulla buona scuola fa scomparire diritti e  poteri di studenti e docenti, trasformando in potenziale precario anche chi è in ruolo, suddito nelle mani del preside sceriffo, è una riorganizzazione della “governance “della scuola /servizio con al centro la rete dei dirigenti.

Il decreto  sulla buona scuola inoltre ha al suo interno clausole che

sottraggono al Parlamento, alle Commissioni parlamentari e allo stesso CSPI, organismo di rappresentanza interno alla Pubblica Istruzione ogni potere di controllo successivo in rapporto alle future deleghe che toccheranno punti dirimenti per la democrazia e la qualità della istruzione.

Si azzera così la funzione di quello che Calamandrei chiamava il quarto organo costituzionale cioè il sistema scolastico pubblico unico strumento per attuare nel vivo della vita sociale a partire dall’infanzia quel processo di rimozione della disuguaglianze che è il cardine su  cui si fonda il patto sociale nato dalla Resistenza.

La mobilitazione dunque continua in questi giorni  18, 19, 20 maggio con presidi davanti alle prefetture per manifestare al Parlamento la contrarietà al contenuto della legge e al metodo  antidemocratico con cui e stata elaborata.

Come Partito della Rifondazione Comunista siamo impegnati a partecipare, a sostenere, a moltiplicare questi momenti di controinformazione e di lotta.

* segreteria nazionale PRC-SE


sabato 25 aprile 2015

IL "BATTERIO KILLER" DELL'ULIVO - GOVERNO RENZI AL SERVIZIO DELLA MORTE DELLA VEGETAZIONE

Considerazioni condivisibili e da diffondere.  Superficialità culturale o scelta politica di governo del cattolico Renzi? 
Da RMF
IL BATTERIO KILLER E FACEBOOK
di DANIELE ZANZI - 24/04/2015


Xylella fastidiosa. Questo il nome scientifico del batterio “killer” che “ufficialmente” sta facendo strage di piante di ulivo in Puglia arrecando un danno incalcolabile sia all’economia che al paesaggio del Salento.
Una vera piaga, tant’è che tutti i mass media ne hanno parlato a lungo e ne stanno parlando; tutti si sentono autorizzati ad esprimere pareri e commenti: ministri, ricercatori, politici, Commissione Europea; pure il Governo francese mette il becco sui nostri affari e sulle nostre disgrazie.
Il Governo emana Decreti di lotta obbligatoria al supposto patogeno nell’illusione di fermare “il contagio”; così esemplari arborei secolari sono abbattuti preventivamente, sfidando le ire popolari, dalle impietose motoseghe del Corpo Forestale nell’illusione di formare un cordone sanitario ed isolare il batterio.
 Insomma un bel pasticcio e, come spesso accade nel nostro Paese, una gran confusione dove la scienza e la tecnica cedono il passo ai luoghi comuni, all’improvvisazione e al sentito dire.
Non potevo starmene zitto su un tema tanto spinoso e non espormi. E così, di getto, la settimana scorsa ho affidato alcune mie considerazioni, certo fuori dal coro, a Facebook. Apriti cielo: il popolo virtuale si è scatenato e in poco più di tre giorni, con mia grande sorpresa, le mie parole hanno raggiunto oltre 35.000 lettori, migliaia di navigatori interessati hanno condiviso e commentato le mie considerazioni tecniche e tutt’ora sono tempestato da centinaia di messaggi da ogni dove d’Italia e del mondo.
Potenza dei social network e della loro capacità di diffondere in un battibaleno pensieri, idee e iniziative!
A beneficio dei socialnetwork – scettici, di chi non vuole o non può navigare su Fb, riporto anche su RMF le stesse mie considerazioni sul batterio “killer “ degli ulivi, sperando che anche questo serva a fermare questa ennesima prova della follia e della faciloneria italiana.
“Su pressante invito di molti amici e colleghi vorrei manifestare qui, condividendola apertamente, la mia opinione, che per molti sarà fuori dal coro – ma non me ne importa nulla -, sul problema della moria degli ulivi pugliesi imputata ad un batterio.
Da tempo seguo la vicenda del cosiddetto “batterio killer” cui viene imputato il deperimento delle piante in Puglia. Seguo con apprensione soprattutto quello che sta accadendo in termini di lotta obbligatoria alla malattia con l’emanazione di Decreti Legge che sanciscono l’abbattimento preventivo di alberi per evitare il “contagio”.
Una logica degna di Erode che nel timore che nasca Gesù Cristo attua la soppressione di tutti i nuovi nati.
Non ho mai capito questo modo di guardare e affrontare le problematiche del mondo vegetale.
Un mondo in cui lavoro da oltre trent’ anni accumulando un’ esperienza pratica e teorica riconosciuta ovunque.
Il vecchio detto “la malattia rende l’uomo professore “ è sicuramente appropriata al caso specifico ed è il frutto di un approccio accademico e superato di affrontare i problemi degli alberi.
Alcune considerazioni:
·        Vi è un grande confusione nel campo della fitopatologia e dell’arboricoltura dovuta al fatto che si pensa e si equipara una pianta a ciclo breve o brevissimo ad un albero che può vivere per secoli.
Così molti ritengono che l’anatomia di una giovane pianticella sia eguale a quella di un albero maturo, che ambedue abbiano gli stessi tipi di apparati radicali, che il modo di difendersi di un pisello o di un pomodoro sia uguale a quello di un platano o di un ulivo, che il modo di trasmettersi di una malattia sia il medesimo, ecc.
Così ricerche svolte in laboratorio su piante giovani o erbacee sono estese e ritenute per assonanza valide anche per gli alberi maturi e centenari.
Tutto questo non È VERO; è una pericolosa superficialità e approssimazione che poi porta praticamente ad interventi sbagliati.
·        A cavallo degli anni 2000 fui chiamato dall’Ordine provinciale degli Agronomi del Salento, in collaborazione con l’Università di Lecce, a tenere alcuni seminari teorico-pratici sulla biologia degli alberi ornamentali. Casualmente la sede – veramente unica e splendida – degli incontri era localizzata in una masseria circondata da olivi centenari. Fui così “costretto” ad analizzare le condizioni di queste piante secolari e mi confrontai in realtà con organismi vegetali profondamente debilitati. Da cosa? …. dall’uomo principalmente con le sue scorrette pratiche – potature intense che costringevano l’albero continuamente a difendersi, abuso di fertilizzanti che uccidevano nel terreno ogni forma di vita utile, abuso di diserbi e trattamenti inutili con fitofarmaci.
Si era in presenza di individui deboli con scarsissime riserve energetiche, facili prede dunque di qualsiasi cosa – insetti, patogeni, batteri e virus -. In quelle piante si sarebbe trovato ogni sorta di patogeno …. bastava andare a cercarlo!
Era una storia che avevo già visto una quindicina d’anni prima per il cosiddetto “cancro colorato “ del platano che, per alcuni soloni teorici, avrebbe dovuto far scomparire completamente la specie dai nostri viali e giardini e contro cui si emanò uno scellerato Decreto di lotta obbligatoria che imponeva l’eliminazione anche delle piante sane vicine a quelle supposte “infette” e tutta un’altra serie di amenità profilattiche.
I platani non sono scomparsi e il Decreto Legge, nei fatti, ha provocato più morti della supposta malattia.
·        Nella fitopatologia italiana, e non solo, vi è una sorta di pericolosa emulazione al campo medico. Questo è frutto di approssimazione ed ignoranza:  dovendo curare un albero lo si fa con le stesse metodiche e profilassi che si riserverebbero al proprio caro. Sbagliando, perché un albero è diverso da un cristiano. Troppe volte ho visto piante secolari uccise da cure antropizzate.
Dietro questo comportamento vi è anche l’indubbio desiderio per qualcuno di rivestirsi di una surrettizia professionalità.
·        Ci si deve rendere conto dell’assurdità di eventualmente voler combattere l’ultra piccolo, il microscopico – un batterio – con un Decreto Legge.

È pure supponenza umana questa: il problema del deperimento degli ulivi si risolve riportando energia e vigoria nel sistema albero, non uccidendo piante sane nel timore del contagio o per fermare un’epidemia.
Qualcuno è rimasto troppo influenzato dalle letture manzoniane su monatti, untori e peste bubbonica.
Negli alberi non è così. Fermatevi!”.
E FB si scatenò!

lunedì 23 febbraio 2015

JOB Act – CALATA DEFINITIVAMENTE LA MANNAIA SULLA FORZA LAVORO




Governo Renzi - imbrogliare i deboli e sostenere i poteri forti - sbattendosi degli impegni politici presi dal partito che lo ha eletto segretario e dell’indirizzo dato dal parlamento.

JOB Act – CALATA DEFINITIVAMENTE LA MANNAIA SULLA FORZA LAVORO

la prima delle tante ambizioni di Renzi



Ora si capiscono meglio le ambizioni dell'uomo forte RENZI, alleato delle istituzioni internazionali non democratiche e delle multinazionali. Non c'è dubbio che il tiranno dalle radici cristiano-cattoliche Renzi si comporterà allo stesso modo nei due prossimi accordi internazionali capestro, i cui lavori procedono in segreto,

USA-UE (TTIP: LIBERTA’ NEGLI INVESTIMENTI Transatlantic Trade and Investment Partnership) e USA-UE (TISA:  LIBERTA’ NEI SERVIZI Trade in Services Agreement)

di cui  Renzi se ne guarda bene dall’INFORMARE L’OPINIONE PUBBLICA ITALIANA (questa è la trasparenza voluta da Renzi, anche in rete). Solo Report e  l’Espresso ne hanno parlato in termini di pericolo (e un blogger sulla Stampa “solo dubbi”) di 7 grossi dubbi sul Trattato di Parternariato Transatlantico di cui poco si parla  In realtà sono 7 ERRORI E SCELTE ANTIDEMOCRATICHE. Accordo che ci renderanno ulteriormente schiavi dalle multinazionali e delle banche economiche e finanziarie.

LA CHIUSURA DEL CERCHIO DELLA GLOBALIZZAZIONE

voluta, impostata, diretta e gestita dalla massoneria internazionale e dai suoi alleati e collaboratori nazionali (Prodi: quand’era in Europa  “la Germania e la Francia mi dissero di non parlare del debito greco”), Berlusconi (prima i miei interessi e poi quello dei fratelli P2 e P3), Monti (modifica costituzionale che azzera i diritti sociali: con il voto del PD) , Letta (il nulla) e Renzi (il coraggio di non ascoltare il parlamento, tradire l’unità del partito che rappresenta e di stare con i più forti).
(Quello che a scuola, in parrocchia, in chiesa, sui  mass-media, nei partiti di centrodestra e ora anche centrosinistra non si dice)