GIANLUCA ALBERTINI - Alla ricerca della felicità individuale e collettiva di tutti gli esseri senzienti.
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giovedì 13 agosto 2020
giovedì 28 marzo 2013
Emilia Romagna LA REGIONE PIU' ANIMALISTA D'ITALIA
Regione: quando fido entra in corsia
mercoledì, 27 marzo 2013, (telesanterno.com)
mercoledì, 27 marzo 2013, (telesanterno.com)
L’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna con un voto all’unanimità da ieri è diventata la regione più animalista d’Italia modificando ed integrando la legge regionale 5/2005 “Norme a tutela del benessere animale”. Addio, dunque ai cani alla catena e sopratutto la possibilità di introdurre gli amici a quattro zampe negli ospedali e nelle case di cura. Una normativa che si pone così a tutela degli animali intravedendo anche la possibilità di introdurli in ospedali e case di cura vicino ai loro padroni.
“Viene migliorata ulteriormente una normativa che è già all’avanguardia a livello nazionale nella tutela del benessere degli animali”.
L’assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Carlo Lusenti, ha così commentato la legge approvata ieri dall’Assemblea legislativa regionale.
Importante e innovativo, ha osservato Lusenti, l’articolo che introduce la possibilità per la persona ricoverata di farsi portare il proprio animale da compagnia all’interno delle strutture di cura pubbliche e private accreditate nelle ore di visita.
“La presenza dell’animale – ha sottolineato l’assessore – agisce direttamente sul benessere fisico e psichico della persona malata. E’ questa una opportunità di portare sollievo, soprattutto nei casi di lungodegenza o nelle fasi più avanzate della malattia”.
“Non ci sono altre esperienze regolamentate in Italia – ha aggiunto – se non iniziative sporadiche introdotte in alcuni reparti o in alcune strutture. In questo senso, l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna è una assoluta novità”.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale approverà un provvedimento che disciplina l’accesso degli animali nelle strutture di cura.
“Viene migliorata ulteriormente una normativa che è già all’avanguardia a livello nazionale nella tutela del benessere degli animali”.
L’assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Carlo Lusenti, ha così commentato la legge approvata ieri dall’Assemblea legislativa regionale.
Importante e innovativo, ha osservato Lusenti, l’articolo che introduce la possibilità per la persona ricoverata di farsi portare il proprio animale da compagnia all’interno delle strutture di cura pubbliche e private accreditate nelle ore di visita.
“La presenza dell’animale – ha sottolineato l’assessore – agisce direttamente sul benessere fisico e psichico della persona malata. E’ questa una opportunità di portare sollievo, soprattutto nei casi di lungodegenza o nelle fasi più avanzate della malattia”.
“Non ci sono altre esperienze regolamentate in Italia – ha aggiunto – se non iniziative sporadiche introdotte in alcuni reparti o in alcune strutture. In questo senso, l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna è una assoluta novità”.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale approverà un provvedimento che disciplina l’accesso degli animali nelle strutture di cura.
martedì 22 gennaio 2013
DA IERI TOMMY E' STATO ADOTTATO COME CANE DI QUARTIERE
QUALE SARA' IL FUTURO DI TOMMY?
abbandonato per la morte della sua adottante
LA SOLIDARIETA' DA PARTE DEL COMUNE DI TRADATE
20 gennaio 2013
Ill.mo Signor Sindaco, ho rilanciato dalla
mia pagina facebook la notizia del cane Tommy. L’amico Gianluca Albertini, guardia
ecologica onoraria di Varese, ha risposto in questo modo:
“Gianluca Albertini L'adozione del paese è l'espressione di
un vero rapporto d'amore e come tale dev'essere tutelato. Un consiglio che
posso dare, ma penso che gli amministratori di San Donaci si siano già
informati, è quello di deliberare l'adozione sociale di Tommy. E questo perchè
occorre un atto amministrativo quando l'adottante è una persona giuridica come
la comunità rappresentata dal suo sindaco. I particolari relativi ai diritti e
ai doveri nei confronti di Tommy sono già previsti in alcuni regolamenti
comunali dei diritti degli animali. Se per caso i consiglieri fossero in
difficoltà per la predisposizione dei testi posso recuperarne alcuni. E
comunque l'adozione, oltre ad essere responsabile e in questo caso è l'intera
comunità, con ogni suo singolo, che deve responsabilizzarsi e tutelarlo, dicevo
l'adozione è sempre per l'intera vita del cane. In alternativa l'adozione
potrebbe essere fatta anche da una singola famiglia con la solidarietà
dell'intero paese. Auguri Tommy!”
Con l’occasione, se può esserle d'aiuto, allego la Carta dei
diritti degli animali del Comune di Tradate che però non ha previsto l’adozione
del cane di quartiere in quanto Tradate con i suoi 18mila abitanti non ha le
caratteristiche di un piccolo Comune, più familiare e solidale.
Cordiali saluti.
Carlo Uslenghi
LA RISPOSTA del sindaco di San Donaci
Tommy era un cane
microchippato, il suo vero proprietario, in termini di legge, era un cittadino
di San Donaci, oggi all'estero, e non era certamente la signora defunta (anche
se è vero che lo ha tenuto per un non precisato periodo di tempo) nè tantomeno
il figlio. Nella giornata di ieri, il figlio della signora defunta, attraverso
emissari, (un avvocato ed un personaggio di San Donaci a capo di un movimento
che si sta presentando alle prossime elezioni amministrative di San Donaci), hanno
tentato, in piazza e sotto le telecamere della RAI, di portare via il cane. I
cittadini si sono ribellati ed hanno impedito che ciò accadesse. Il ricovero
del cane, nei locali del comando della polizia municipale, si è reso necessario
per ovvie motivazioni. Da
QUESTA MATTINA IL CANE TOMMY E' UN CANE
DI QUARTIERE DI SAN DONACI ED E'
STATO LEGITTIMAMENTE AFFIDATO AD UN AFFIDATARIO CHE E' UN CITTADINO DI SAN
DONACI CHE ABITA NEL CENTRO STORICO. IL SOTTOSCRITTO
HA SEMPRE GARANTITO LA SALUTE ED IL BENESSERE DEL CANE TOMMY.
domenica 18 novembre 2012
FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO SULLA GESTIONE DI COLONIE FELINE A VARESE
FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO SULLA GESTIONE DI COLONIE FELINE A VARESE
Una
bella giornata, quella di ieri. A partire dalle parole d'incoraggiamento del Direttore
generale ASL Giovanni Daverio all'apertura
del corso: "Come gestire una colonia felina e migliorare il benessere dei
gatti in libertà" con un preciso auspicio: anche in questo settore, per lui tutto nuovo, "istituzioni e associazioni dovranno concordare obiettivi e
modalità individuando da 1 a 5 punti su cui collaborare". Ricordo che le associazioni animaliste della
provincia di Varese, riunite in coordinamento oltre che l'Ufficio Diritti Animali
del comune di Varese, già con i precedenti dirigenti, fin dal 2007 avevano
proposto questa forma di collaborazione (non da sudditi ma da co-partecipanti).
Speriamo di non doverla riproporre ancora in futuro, a discapito delle attività
di maggior benessere in favore dei gatti di colonia e dei tutor che li amano, quando
la legge regionale, e non solo quella lombarda, prevede la stipula di atti che
riconoscono la partecipazione di sussidiarietà (convenzioni e accordi) come
giustamente il dr. Giovanni Daverio ha auspicato.
Avete
perso il primo incontro con la dott. Borromeo, esperta comportamentalista a
Varese?
Ecco
i suoi video che ha postato pubblicamente in rete.
http://www.youtube.com/watch?v=AjQokcSSHLI&list=PLmSKe49by2XVM_1eDW-yUnmtBuJt6kQz1&feature=plcp
venerdì 14 settembre 2012
MILANO ACCESSO DEGLI ANIMALI AGLI UFFICI APERTI AL PUBBLICO
ANIMALI NEGLI UFFICI - NON
E' IL SINDACATO IL PROBLEMA, SONO LE POLEMICHE CHE NON AIUTANO
A CONOSCERE PER AVANZARE IN UNA SOCIETA' CIVILE E SOLIDALE.
L'appassionata
quanto pericolosa polemica che si è aperta nei confronti della inopportuna presa di posizione della
CGIL, a tutela dei propri iscritti, non depone a favore dei nostri amici
animali.
L'educazione,
o meglio l'assenza di educazione
relativa al rapporto uomo animali e la
conseguente formazione autoctona
diseducativa, che alberga nella maggioranza degli umani, fa emergere i lati più negativi dei nostri
caratteri. Non ci fa riflettere sull'obiettivo che vogliamo raggiungere nè
sulle azioni che vogliamo attivare ma soprattutto non ci fa riflettere sul
nostro comportamento e sulla relazione con gli altri.
Io penso che
nonostante tutte queste considerazioni negative ognuno di noi che veramente ama
non solo il proprio animale ma tutti gli esseri senzienti, anche umani,
dovrebbe forse farsi un esame di coscienza come dicono i credenti o una seria
autocritica come affermano i laici. Non serve a nessuno e nemmeno agli animali
offendere o accusare gli altri. Quello che serve è cercare di capire come
possiamo reimpostare un'etica interspecifica e migliorare i nostri rapporto con
gli altri umani.
E per capire
occorre un po' di tempo, contrariamente a ciò che oggi accade quando si pensa
di aver captato le informazioni date per via telematica. Non è sufficiente
cliccare su "mi piace", occorre riflettere e magari esprimere la
propria opinione, anche se diametralmente opposta.
Quando ho
letto il titolo del post di "Cuore" mi sono subito adirato anch'io
contro la CGIL ma questo dipende da come è stato impostata la notizia. E
ovviamente il dibattito è subito precipitato dall'amore per gli animali,
all'odio per i sindacati e per tutti i "falsi animalisti".
In quanti si
sono accorti che il problema era quello di analizzare come si può fare per non
interrompere i sentimenti che intercorrono con i nostri amici animali quando
abbiamo necessità di svolgere le nostre azioni nella vita civile di tutti i
giorni? Lo so che i problemi di tutti invece di risolversi si accumulano e
sembra senza via d'uscita. Ma quando una città come quella di Milano, dotata di
un regolamento per la tutela degli animali che non preveda l'accesso dei nostri
amici negli uffici pubblici o ne limiti la disponibilità in altri, si premura
di cambiare questa situazione in favore di un corretto rapporto uomo-animali e
di civiltà urbana, perché devono essere gli animalisti o i sindacalisti a
mettere i bastoni tra le ruote? Ci sono già coloro che non amano gli altri
animali a farlo.
Questa
polemica mi ha ulteriormente ferito perché non aiuta a venirne fuori. Quello
che potremmo fare ma non facciamo è informarci e proporre soluzioni. Avere
un'amministrazione locale, una tra le più importanti d'Italia, che decide di
dare accesso agli animali di affezione (cani, gatti, furetti, topolini, rettili,
ecc.) con la precisa responsabilità del proprio adottante dovrebbe essere un
vanto, un motivo per cercare di far capire agli altri umani, (quelli che non
conoscono le interazioni interspecifiche) che si può essere tutti dalla stessa
parte, quella che valorizza le relazioni con i diversi (umani e non umani)
superando le discriminazioni, le offese gratuite, e i comportamenti negativi di
rottura che fanno vivere male anche coloro che li mettono in atto.
Nel mio
piccolo ho voluto approfondire la materia, al di là della posizione della richiesta del sindacato della funziona
pubblica milanese. Ho scoperto informazioni interessanti alla base della scelta
del comune di Milano. Informazioni che non sono apparse con il dovuto rilievo
sulla stampa, nelle televisioni, nelle radio nazionali o quelle libere.
Mi chiedo: perché
nessuno dei polemisti ha parlato del
contenuto del comunicato del comune di Milano relativo alla scelta di
acconsentire l'accesso degli animali agli uffici aperti al pubblico?
Penso che
semplicemente non è arrivata loro la notizia.
Ma se veramente fossimo felici di
questo evento faremmo in
modo di rilanciarlo, prelevandolo dal sito web del comune, stampandone il testo
per portarlo con noi, negli uffici comunali e farlo conoscere in particolare a
chi, nelle code, non conosce ancora il
contenuto cioè uno dei modi per costruire il
sano rapporto esistente tra tutti gli animali: umani e non umani, purtroppo
soffocato dalla nostra plurimillenaria cultura.
Dopo aver letto
i commenti postati sul sito "Nel Cuore" e prima di immettermi nel
confronto ho chiesto e regolarmente ricevuto dall'assessorato milanese
competente il testo della comunicazione che potete scaricare qui
Con grande meraviglia
e soddisfazione, da questo
testo ho scoperto che il 26 giugno 2012 è stato sottoscritto un accordo tra
ANCI Nazionale e FIADAA sul rapporto esseri umani e animali d'affezione
in cui si fa
esplicito riferimento a 3 tipologie
di "Ordinanza sindacale" che tutti i comuni dovrebbero adottare:
E non
dimentichiamoci mai che questi strumenti giuridici: le ordinanze (come in parte è avvenuto con quelle, altrettanto
avanzate, del precedente governo, a firma dell'On Francesca Martini) potrebbero rimanere lettera morta se noi (e tutti coloro che vogliono vivere in un
mondo migliore) non
saremo in grado di sostenere, con qualsiasi mezzo lecito e non violento,
la loro concreta applicazione.
E questa è la mia esortazione alla
partecipazione attiva per tutti i cittadini italiani, sapendo che non sarà
facile e che troveremo potenti resistenze antropocentriche ad ogni livello.
D'altra parte queste preziosissime ordinanze
sono atti da far conoscere a tutti. Strumenti che, in un paese come il nostro,
che è considerato dai più seri intellettuali e docenti universitari, il primo
al mondo in cui la legislazione sulla tutela animale è la più avanzata, ci permetteranno di avere un diverso
rapporto con l'ente locale ma anche con gli altri umani che verranno a
conoscenza di norme, comportamenti, atteggiamenti, in poche parole di un'etica completamente nuova, fino
ad oggi ad appannaggio di pochissimi antispecisti ed animalisti empatici e
compassionevoli, quella della visione di
un mondo diverso sempre più simile a quello tratteggiato nel "Pianeta
verde"
dove la
felicità trova spazio e si diffonde anche se, nel film non è la nostra terra.
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