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venerdì 29 giugno 2012

AGGIORNATI SULLA TUA VITA E TUTELA LA VITA DEGLI ALTRI ANIMALI



Tieniti aggiornato sulla malasanità e sugli gli effetti dei farmaci,
che dovrebbero curare ma che invece procurano danni, invalidità e morti,

unico dato positivo:

ARRICCHISCONO LE INDUSTRIE, I LORO FEDELI RICERCATORI
E I POLITICI COMPIACENTI.

IL TUTTO CON IL SILENZIO DELLE AUTORITA' DEPOSITARIE DELLA MORALE CRISTIANA SUGLI ECOCIDI DELLE CREATURE DI DIO

perché, non dimentichiamolo, i farmaci:

 sono sperimentati su animali

E QUINDI NON POSSONO ESSERE PREDITTIVI PER L'UOMO

una "falsa ricerca scientifica" che diversi scienziati nel mondo hanno cominciato a denunciare!
clicca sulla stringa qui sotto
 

giovedì 24 maggio 2012

I TEST SUGLI ANIMALI RAPPRESENTANO UN OSTACOLO ALL'AVANZAMENTO SCIENTIFICO


COMUNICATO 14.05.12
Un chiarimento con i veterinari
Il Comitato Scientifico EQUIVITA e la LEAL, Lega Antivivisezionista, esprimono profondo sdegno e rammarico per l'appello che l'Associazione nazionale medici veterinari italiani (ANMVI) e la Società italiana veterinari animali da laboratorio (SIVAL) hanno ritenuto di dover indirizzare al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sostenendo la necessità della vivisezione ai fini del progresso scientifico. In questo appello, facendo ricorso all’articolo 9 della Costituzione Italiana (tutela della ricerca scientifica), ANMVI e SIVAL auspicano che la Direttiva 2010/63/UE sulla sperimentazione animale venga recepita in modo pedissequo e rifiutano l'introduzione di qualsiasi misura più favorevole agli animali, dichiarandosi preoccupate per la tutela della salute umana e per la libertà di ricerca scientifica.

EQUIVITA e LEAL, incredule di fronte a una simile presa di posizione, si sentono tuttavia rassicurate nell’apprendere che l’ANMVI, nata come federazione delle società veterinarie scientifiche, non si può ritenere organo di rappresentanza dei veterinari italiani, i quali non hanno alcuno strumento di controllo sull’operato politico dei suoi dirigenti. Si sentono ancor più rassicurate dalla netta presa di distanza di numerosi medici veterinari che in questi giorni segnalano, nelle sedi più diverse, la propria contrarietà all’appello in questione: sullo stesso forum dell'ANMVI e su numerosi social network.

A differenza di quanto sostenuto nell’appello al presidente della Repubblica firmato ANMVI e Sival,  molti medici veterinari sostengono che il maggiore ostacolo all'avanzamento scientifico è rappresentato proprio dal perdurare della sperimentazione animale quale modello di riferimento nella ricerca biomedica e tossicologica. Ecco alcune delle dichiarazioni raccolte in queste ore:
 

Enrico Moriconi, presidente AVDA, Associazione Veterinari per i Diritti Animali.
"Stupiscono le dichiarazioni a favore della sperimentazione animale, dal momento che voci autorevoli esprimono motivate critiche sull'efficacia di tale pratica.  Sperimentare sugli animali non significa accrescere la sicurezza delle persone perché spesso induce false certezze. Dovremmo impegnarci piuttosto per trovare metodi sostitutivi che diano maggiori sicurezze senza comportare indicibili sofferenze per gli animali".

Cristina Crespi, veterinario:
"Sono un veterinario e, come molti altri della mia categoria, mi dissocio completamente da ciò che ANMVI ha pubblicato. Posso garantire che é in atto una sorta di sommossa popolare da parte nostra. Non abbiamo idea di cosa sia successo né del motivo per cui abbiano preso questa posizione. Siamo sconcertati..."

Liliana Luciani, veterinario:
"Nel mondo veterinario si sta scatenando una vera bufera a causa delle affermazioni dell'ANMVI non autorizzate dai suoi iscritti! Moltissimi colleghi stanno chiedendo a gran voce una smentita da parte dell'associazione".

Piero Brovazzo, veterinario:
ANMVI non rappresenta i Medici Veterinari, di certo non rappresenta me!

Massimo Raviola, comitato bioetica di ASSOVET, (Associazione italiana medici veterinari titolari di struttura privata).
Finchè non capiremo in coscienza che solo con il rispetto e la tutela degli altri esseri viventi, potremo finalmente pensare di marciare verso un mondo migliore e più sano, il nostro destino sarà, come possiamo già ben vedere oggi, di vivere in una società in cui, nonostante tutta questa grandiosa ricerca a scapito degli animali, la malattia è sempre più presente, la cronicizzazione delle patologie che ci interessano è sempre più diffusa e di fatto il benessere umano è sempre più deficitario”.

Oscar Grazioli, consigliere di ASSOVET, in una sua precedente dichiarazione “Da Cartesio in poi non siamo mai riusciti ad abbandonare un tragico errore metodologico che costringe l’umanità a sprofondare nel buio dell’Alzheimer, del Parkinson, della sclerosi e delle distrofie, studiate su cani, ratti, scimmie e anfibi, organismi completamente diversi dal nostro. Milioni di animali, ogni anno, subiscono nei laboratori avvelenamenti con sostanze chimiche, farmaci e cosmetici, induzione di malattie di ogni genere che sono solo uno specchio deformante, un’imitazione farlocca di quelle umane. Subiscono esperimenti senza senso, utili solo a gonfiare i punteggi per concorsi e stipendio […] La ragione umanitaria per cui questi sacrifici sono “necessari” rappresnta la più tragica balla che vi hanno mai raccontato".

EQUIVITA e LEAL ravvisano nell'appello di ANMVI alla Presidenza della Repubblica un modo per eludere il confronto sui termini reali della ricerca scientifica. Come già argomentato nella LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SALUTE RENATO BALDUZZI
(http://www.equivita.it/index.php/it/12-comunicati/446-comunicato-090112)  dello scorso gennaio noi sosteniamo che la sperimentazione animale rappresenta un ostacolo all'avanzamento della scienza; un enorme sperpero di risorse economiche; uno sperpero ancora più grave di vite umane.  E perciò auspichiamo, insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche statunitense, una “svolta epocale”, nella cultura come nella pratica scientifica, che sostituisca la sperimentazione sugli animali con le più moderne tecnologie di ricerca, con immenso beneficio:
· per l'affidabilità dei risultati
· per la quantità dei dati che si riescono a ottenere
· per la rapidità delle risposte e la riduzione dei costi
· per la sicurezza degli esseri viventi, umani e non.

Per informazioni:

Comitato Scientifico EQUIVITA:
Via P.A. Micheli, 62 – 00197, ROMA
+ 39.06.3220720, + 39.335.8444949

domenica 20 maggio 2012

IL NUOVO PENSIERO SCIENTIFICO CONDANNA I TEST SUGLI ANIMALI


COMUNICATO EQUIVITA
7/5/2012

VIVISEZIONE O SCIENZA
Nessuna sperimentazione condotta su di una specie può essere estrapolata ad un’altra, uomo compreso.
 

Il Comitato Scientifico EQUIVITA presenta la campagna
“La Sperimentazione Animale è come il lancio di una monetina”
insieme alla LEAL, Lega Antivivisezione

Il Comitato Scientifico EQUIVITA (già CSA, Comitato Scientifico Antivivisezionista), promosso dal “Fondo ‘Imperatrice Nuda’ contro la sperimentazione animale” dedica con orgoglio questa campagna al suo passato presidente Pietro Croce e al passato presidente onorario Hans Ruesch, che hanno gettato le basi del movimento antivivisezionista mondiale, offrendo all’umanità i loro studi scientifici e storici, ai quali hanno dedicato una vita intera.
Il nuovo pensiero scientifico oggi emergente, che condanna i test su animali in quanto ‘cattiva scienza’, è quello di Hans Ruesch ( il cui nome figura tra quelli di B. Shaw, Stendhal, Pascal, Orwell, Proust, Kennedy e molti altri che hanno segnato la storia nell’antologia per l’Università americana di Stuart e Terry Hirschberg Dal passato al presente: le idee che hanno cambiato il Mondo) e di Pietro Croce, membro del College of American Pathologists.
E’ il pensiero sul quale si stanno allineando sempre più le maggiori istituzioni scientifiche mondiali.
Quali portavoce di questi grandi maestri e anche della società civile, che oggi in Europa esprime a gran voce il suo sdegno crescente contro le atrocità della vivisezione, pretendiamo il rispetto sia dei diritti umani - relativi alla salute e all’ambiente - che dei principi etici basilari fondamento di ogni democrazia.
Per informazioni:
Comitato Scientifico EQUIVITA:
Via P.A. Micheli, 62 – 00197, ROMA
+ 39.06.3220720, + 39.335.8444949

domenica 15 aprile 2012

LA VITA INASPETTATA - il fascino dell'evoluzione che non ci aveva previsto


Darwinday 2012

Telmo Pievani
"La vita inaspettata"
Il fascino dell'evoluzione che non ci aveva previsto

1859 pubblica la sua rivoluzione scientifica  "L'origine delle specie" (torna alla fine del viaggio nel 1836). Un evoluzionista riluttante: una delle ragioni che lo induco al ritardo della pubblicazione  la sua vera paura era di non essere appoggiato dai suoi stessi colleghi scienziati.
Charles Dyle, padre della geologia inglese, riceve una lettera da Darwin. E questo lo sprona  incoraggiandolo a pubblicare, pur non condividendola, ma dicendogli che lo avrebbe difeso purché non trattasse ne applicasse le sue idee all'evoluzione umana. Di fronte a questa dichiarazione Darwin non pubblica se non 15 anni dopo.
1871 "l'origine dell'uomo" Darwin non aveva nessuna conoscenza paleontologica e non ha informazioni dirette sull'uomo ma ipotizza sulla base della somiglianze con le scimmie, in particolare con le scimmie scimpanzé.
Dopo Darwin si sono fatte altre scoperte:
Per esempio I fossili umani non si sono trovati se non negli anni '20 del 900
Cosa fanno gli scienziati? Fino a poco tempo fa hanno ritenuto che l'evoluzione umana fosse un'eccezione. Tutti gli esseri viventi sono apparentati tra loro e il modello era l'albero. Gli stessi evoluzionisti fino a 20 anni fa usavano il modello "lineare":  LO SCIMMIONE CHE DIVENTA SEMPRE PIU' UMANO.
Una specie di ossessione. Immagini "ICONE" che ci piacciono ma che sappiamo che è sbagliata.
In questa immagine ci sono dietro delle cose che si piacciono:
·         la grande idea del progresso, la specie che viene dopo sostituisce la precedente;
·         l'ideo che l'evoluzione va dal più semplice al più complesso dal meno adattato al più adattato
·         i'idea che l'evoluzione sia un processo uniforme
·         c'è sempre una sola specie (gli stati dell'evoluzione umana).

Fino a pochi anni fa gli stessi scienziati hanno pensato di raccontare la "nostra" storia dell'evoluzione come una "eccezione".

Cosa è successo negli ultimi 15 anni che ci ha permesso di scardinare l'evoluzione lineare?
Un accumulo di successive scoperte scientifiche
Periodo di resistenza al cambiamento da parte degli scienziati. Ma siccome queste anomalie diventano troppe e ingombranti e la vecchia immagine crolla. E si sostituisce
l'immagine A CESCPUGLIO
6 MILIONI DI ANNI FA LO CIMPANZE'  (6, e 6,5 MILIONI DI ANNI FA)  E' VISSUTA UNA POPOLAZIONE DI TRANSIZIONE CHE HA DATO ORIGINE A: 1) SCIMPANZE' NATURALI, E L'ALTRO RAMO 2) OMINIDI nella PARTE ORIENTALE, IN CUI SONO PROBABILMENTE ESISTITE 26 SPECIE e quasi mai ci sia state una specie per volta.
Ciascuna delle 26 forme ominide poi umane presenta un mix unico.
Diverse forme di bipedismo, conformazione morfologica, l'ultimo è stato l'Archipiteco. Non un adattamento per liberare gli arti superiori ma un forte adattamento per spostarsi negli spazi aperti. ma anche di arrampicarsi sugli alberi e correre e nuotare. C'è stato anche una transizione: bipedismo ibrido
 Noi per la stragrande maggioranza l'abbiamo vissuto come prede e il nostro problema è stato quello di non farci mangiare: Grossi felini e le Aquila).
Reperti trovati in sud africa con due fori sul cranio. Si pensava che fossero trapanati dai loro simili per succhiato fuori il cervello.
I due fori corrispondevano ai due canini del leopardo che cacciavano gli ominidi. Prede le più deboli (vecchi, malati).  Si è capito anche che gli adattamenti  tipici umani della socialità sono tipici della specie PREDA
Una grande storia di diversità
Il nostro cervello comincia a crescere 2 milioni di anni fa, forse legato al cambiamento della dieta. Abbiamo cominciato a mangiare "carne" rubandola dalle carcasse degli altri predatori (strategia di caccia opportunista). E questo ha permesso la formazione di un metabilismo diverso dal precedente.
Da 2 milioni di anni fa iniziano le novità. La nostra evoluzione smette di essere solo evoluzione nel tempo ma inizia ad essere anche l'evoluzione nello spazio come nessuna forma umana aveva fatto prima (una storia di buoni piedi). Dall'Africa corno d'africa) cominciano ad usciere e a conquistare il caucaso, e seguendo le coste arrivano fino in Indocina (il primo homo erecturs). E' stata la prima grande diaspora ma non sappiamo il perché è successo.
2 grande diaspora 780 mila anni fa. Forse all'instabilità  climatica. Homo Emergensis
Un'altra specie umana  Il carattere geografico diventa importante: Homo Neanderthalensis
Il Shaara periodi aridi (respingeva le mandrie) ma anche periodi fertili (le mandrie si avvicinavano) sempre con periodi di oscillazioni. Ha fatto da pompa e ha espello
L'ultimo quarto d'ora della storia evolutiva l'homo sapiens (noi) nasciamo in africa solo 200.000 anni fa.
E cominciano le stranezze. I primi erano uguali a noi ma un po' più alti con un cerlello più grande. Siamo una specie che ha iniziato a fare delle cose particolari: out africa 3 diaspora (uscita dall'africa) intorno a 120 000 anni fa, in più ondate successive. Sempre dagli stessi posti (penisola arabica)  Capisce di non essere da solo scopre i discendenti delle diaspore prevedenti: la 1 e 2 diaspora. E' una storia di convivenza (in medio oriente, balcani spagna Russia, fino sui molti Altai che sono nella Siberia meridionale, quasi in Cina e ovviamente in Italia.  E in tutto questo territorio arrivano i Sapiens che convivono con i Neanderthal, già presenti da 800.000 anni, di pelle chiara. I sapiens in Italia arrivano 40.000 anni fa. Noi sapiens siamo stati i primi immigrati di colore arrivati in Europa dai 25.000 ai 12.000 anni fa legati allo sviluppo dell'agrcoltura.
Un ominino nano nell'isola di Flores rimasto bloccato per 900.000 anni, rimpicciolendosi (tipico dei mammiferi di grossa taglia intrappolati, la selezione naturale fa consumare meno e riprodursi velocemente. In Sicilia c'erano gli eleganti nani in Sardegna i mammut nani. Ma i piccoli animali piccoli  2 metri di cicogne e toponi di 2 metri. La popolazione pigmea un Erectus che è passato per andare in Australia, che si è spinto in avanti ma quando è arrivato a Flores è intervenuta una fase interglaciale, i ghiaccia si sono sciolti ed è rimasto sull'isolato, staccato dalla terra ferma.
SESSO (sì, occasionali ibridazioni ci sono state)
Ci potevamo accoppiare  tra popolazioni diverse?  Sorpresa fino a qualche anno fa non era possibile. L'anno scorso si è scoperto che grazie a potenti sequenziatori, si sono accorti che tutti i non africani (noi) non africani, hanno nel proprio DNA un 4 al 6 per cento ci sono dei geni di Neanderthal (probabilmente l'ibridazione è avvenuta in medio oriente con l'accoppiamento dei neandertaliani mentre uscivano dall'africa per recarsi in Asia). In una mostra c'è un cucciolo di di Neanderthal 28.000 29.000 anni con caratteristiche sapiens. L'ibridazione ci ha reso più forti ed è quello che ci ha fatto rimanere fino ad oggi.
MORTE Perché noi sapiens siamo rimasti da soli da 40.000 anni fa se fino allora c'erano 5 specie umani? Non lo sappiamo in questo momento. Molti hanno il sospetto che una concausa almeno siamo noi. Ma non c'è mai stata una di violenza di accampamenti di guerre o di stermini. Potrebbe essere stata una competizione demografica lenta. E da parte degli altri una lenta agonia. Ma un dato non torna. Sapiens esce dall'africa più volte convivendo con altre specie. Quando poi invece 50.000 anni fa escono dall'Africa gli ultimi "sapiens 2.0"  (con un comportamento diverso: linguaggio articolato e intelligenza simbolica) e da 50.000 a 15.000 anni fa si estinguono tutte le altre. Si ipotizza che sia avvenuto quando siamo diventati "mentalmente Sapiens" siamo anche rimasti da soli. Oggi Sapiens è l'unica forma umana sul pianeta che si è  distribuito in: America settentrionale e meridionale 20-25000 anni fa (Amerindi) ma anche ad attivare fino in Australia 50.000 anni fa. Si compie così il processo di umanizzazione di Homo Sapien sulla terra: Una storia biogeografica e CONTINGENTE. Cioè una storia in cui IN TEMPI RECENTI si sono verificati  episodi e condizioni ambientali che erano del tutto indipendenti dal maggiore o minore valore adattativo dell'uomo.
Fino all'altro ieri c'eravamo 5 forme o specie umane che ragionava in modo diverse da noi. Non siamo mai stati soli se non da 40.000 anni fa.
Freud definì Ferite narcisistiche della modernità: la rivoluzione copernicana, la rivoluzione darviniana e la sua (la psicanalisi e l'interpretazione dei sogni) ma anche, aggiunge Pievani, si può pensare a un'altra piccolina che è data dal fatto che noi "sapiens" non siamo mai stati soli sulla terra.
Non saremmo qui dice Gould (altro importante evoluzionista) se:
·         Non si fosse prodotta la Reev valley,
·         Non si fosse prodotto l'asteroide che ha estinto i dinosauri,
·         Non si fosse chiuso l'istmo di panama che ha modificato il clima con la formazione di correnti calde e fredde,
·         l'asse terrestre non avesse dato inizio alle oscillazioni glaciali 
·         73.000 anni fa il vulcano Topak non avesse risparmiato alcune popolazioni africani