Visualizzazione post con etichetta RAPPORTO UOMO ANIMALI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RAPPORTO UOMO ANIMALI. Mostra tutti i post

venerdì 6 settembre 2013

Consapevolezze, pratiche, sentimenti, teorie verso la liberazione di tutti gli esseri viventi.

VENAUS, VAL DI SUSA: INCONTRO PER LA LIBERAZIONE ANIMALE

Si avvicina il IX INCONTRO DI LIBERAZIONE ANIMALE

Quest'anno l'Incontro si terrà a Venaus, in Val di Susa, Torino, in data 6-7-8 Settembre.
Sul sito (http://solodolcezze.wix.com/liberazioneanimale) potrete trovare il programma dettagliato.
Ecco alcune indicazioni per raggiungere l'Incontro per la Liberazione Animale al presidio NoTAV di Venaus:

IN AUTO:
-       Da Torino - una volta immessi nella tangenziale di Torino, proseguire sull'autostrada A-32/E70 Torino-Bardonecchia-Frejus.

Noi consigliamo, per risparmiare e non dare soldi alla SITAF coinvolta nella realizzazione del TAV, di uscire dall'autostrada al primo casello di Avigliana. Di seguito prendere la SS 25 in direzione di Susa.
A Susa continuare sulla SS 25 direzione Moncenisio, dopo circa 2 chilometri usciti dal paese, seguire le indicazioni a destra per Venaus, sulla strada provinciale 210.
prima del paese di Venaus trovate il presidio NoTAV sulla destra e il parcheggio sarà sulla sinistra.

- Dalla Francia - dall'autostrada Frejus-Bardonecchia-Torino, uscire a Susa. A Susa proseguire sulla SS 25 direzione Moncenisio, dopo circa 2 chilometri usciti dal paese, seguire le indicazioni a destra per Venaus, sulla strada provinciale 210.
prima del paese di Venaus trovate il presidio NoTAV sulla destra e il parcheggio sarà sulla sinistra.

IN TRENO
Da Torino stazione Porta Nuova prendere la linea ferroviaria Torino-Bussoleno- Bardonecchia e scendere alla stazione di Susa.
Invitiamo controllare gli orari sul sito www.trenitalia.com Generalmente dalle 4.45 alle 22.45 c'è un treno ogni ora ai 45.
Per giungere da Susa a Venaus c'è l'autobus linea 286. Oppure mettiamo a disposizione un servizio navetta, contattateci al numero dell'infoline che sarà attivo nei giorni prima dell'Incontro e di cui potrai trovare il numero a breve sul sito.
--------------------------------------------------------

Quest'anno, il nono, dal 6 all'8 Settembre si terrà l'Incontro di Liberazione Animale.

Riteniamo importante cercare di dare continuità nel tempo ad un'iniziativa come questa. 
Una tre giorni articolata in diversi momenti di discussione e confronto riguardanti il tema della lotta per la libertà degli animali (umani e non) e della terra in cui tutti viviamo.

Un appuntamento in cui poter iniziare, proseguire, accrescere il percorso individuale e quello collettivo. La volontà di questa tre giorni è quella di prendersi il tempo per creare la possibilità di approfondire questioni che trovano poco spazio nei contesti attuali animalisti; quindi colmare alcuni vuoti di contenuto che altrimenti lasciano spazio a qualunquismi, banalizzazioni e rubano profondità e importanza alla questione della liberazione che tutti ci coinvolge.

Le tematiche proposte, che poi si svilupperanno speriamo grazie al contributo di molti, rispecchia la sentita esigenza  di ribadire che la lotta di liberazione animale è inscindibile dalle altre lotte di liberazione.

Dietro alla sofferenza e alle privazioni che gli animali non umani sono condannati a subire nel mondo specista vi sono le medesime logiche e rapporti di dominio delle altre forme di sfruttamento ed oppressione. La nostra pulsione è animata da un'avversione ad ogni autoritarismo, discriminazione, prevaricazione e sfruttamento di ogni essere vivente. Per questo riteniamo importante che l'antispecismo rivendichi la sua appartenenza ad una lotta più ampia e radicale. Perché non vi può essere libertà se le logiche che ci tengono imprigionate/i non vengono distrutte.
L'Incontro non pretende di esaurire la complessità e profondità della questione della liberazione animale, ma è anzi un tentativo di creare spunti e strumenti per inoltrarsi nella radicalità di questo concetto.

Le nostre azioni quotidiane non sono che una piccola parte di un percorso più ampio fatto di consapevolezze, pratiche, sentimenti, teorie verso la liberazione di tutti gli esseri viventi.

Una questione che non possiamo allontanare dalla nostra responsabilità e affidarla nelle mani di altri, poiché ci appartiene e da noi deve essere portata avanti. Perché desideriamo che sia dalla volontà di ognuno di noi che scaturisca il desiderio e il coinvolgimento nel cambiamento, piuttosto che da un'imposizione venuta da fuori di noi.

Viviamo su un pianeta bellissimo, dai  mille odori e paesaggi.
Un brulicare di forme di vita lo rende ancora più spettacolare.
Tra queste noi. La passione per la libertà si traduce in ribellione a ciò che la nega, a ciò che svuota la vita di meraviglia. Essere dalla parte degli animali e della Terra significa agire affinché ci sia un cambiamento che sradichi in profondità qualsiasi forma di schiavitù.

Per la liberazione..


lunedì 2 settembre 2013

L'ALIMENTAZIONE VEGANA E I DIRITTI DEGLI ANIMALI - UNA QUESTIONE COMPLESSA.




VEGANISMO: UNA NECESSITA’. MA PER CHI?
C’è chi riporta
Una goliardata:
Mangiamoci un vegano. E' alimentato ad erba, ecologico, non cancerogeno e a differenza delle lumache non lo devi mettere nel secchio con la menta per due giorni a spurgarlo. E' già pronto per l'uso.

Un opinione antropocentrica alquanto diffusa:
1) Tutto quello che mangiamo è pericoloso.
2) Possiamo solo tentare di limitare i danni ma non potremo mai avere cibo sano.
3) La sovrappopolazione è la causa principale del problema.
4) La speculazione commerciale è la seconda causa.

Oppure

Se potessi, la mia alimentazione sarebbe: 10% carne rossa, 10% carne bianca, 10% pesce, 30% farinacei, 40% verdure.

Alcune mie considerazioni
Opinioni come quelle esposte sopra non possono che confermare la “giusta” risposta, frutto della cultura che ci è stata data. Altri esempi significativi denotano come noi attraverso l’ideologia dei valori umani,  impostata dai potenti di ogni tempo (laici e religiosi), ci è stata propinata. La suddivisione di 10% carne rossa, 10% carne bianca, 10% pesce, 30% farinacei, 40% verdure non evidenzia il soggetto animale ma solo parte del loro organismo o un gruppo specifico: i pesci. Ed è evidente che quando si parla di animali in questo modo si parla solo per individuare una fonte di alimentazione: addirittura il 30%. E’ vero che piatti veloci come ajo, ojo e peperoncino possono sopperire ai tempi lunghi di preparazione rispetto a quelli con la carne o alternativamente con proteine vegetali (in genere i legumi). Possiamo trovarne altri e ce ne sono a centinaia, senza animali. Occorre solo la volontà di prepararli.  Purtroppo noi oggi (io ne sono uscito solo da qualche anno e spero di rimanerci per la difesa degli animali, compreso l’uomo, e del nostro pianeta) continuiamo a comportarci (seguiamo la tradizione imposta dai carnefici) come vuole chi sfrutta la situazione della nostra ignoranza impartita (ignoranza sui processi, non solo di produzione, ma di costruzione dell’imperialismo, così direbbero Marx e Lenin. Ignoranza dettata dalla cultura del falso amore (le famose “radici cristiane” ma non solo) che, come si sa è quella religiosa. Falso amore, perché è anch’essa basata sull’antropocentrismo: l’uomo “ad immagine e somiglianza di dio” e non sul rapporto interspecifico. Perché il rapporto d’amore si esprime quando ci sono almeno due individui, umani e non umani, e non tra sé e sé.  Ma chi decide qual’è la cultura utile per l’uomo? Si sa: chi si trova a gestire il potere, in un determinato tempo, opprimendo, sfruttando e discriminando i sottoposti.
L’esempio riportato nella storia di Ipazia nel film “Agorà”, secondo me tratteggia bene la realtà di quel  periodo orrendo (IV secolo e successivi). Il regista ha potuto dimostrare pubblicamente per la prima volta come si è sviluppata l’arroganza della religione cristiana, finalizzata alla presa del potere temporale del cristianesimo del falso amore e lo sterminio di centinaia e migliaia di pagani tra cui la scienziata atea Ipazia che non ha voluto aggregarsi al carro della maggioranza vincente e arrogante. Altro che diffondere la parola di un dio inesistente!  E oggi purtroppo ci ritroviamo ancora con questa cultura. Una cultura che non ha mai tenuto conto del rapporto etico tra umani e non umani (e non avrebbe potuto, perche l’inesistente dio aveva sentenziato  che l’uomo era il custode e il responsabile di tutti gli animali della terra; ma questo dopo il diluvio universale. Prima del diluvio la pensava esattamente all’opposto: gli animali, essendo sue creature nessuno poteva né ucciderli né mangiarli: e questo sempre detto da lui. Gli uomini dovevano mangiare solo bacche, funghi, frutti ed erbe. Come sempre io affermo che se esistesse, sarebbe un dio schizofrenico e ovviamene uno spietato criminale per tutte le morti dirette e indirette che ha provocato. Ma questa è un’altra “storia”. Il punto è che se la questione dell’alimentazione carnivora aveva un senso, in particolare per chi comandava, per gli altri c’erano solo bacche, funghi, frutti, erbe e, se andava bene qualche uovo di uccelli resi “galline e galli da cortile” dalle pretese umane giustificate dai potenti (capi tribù. clan, sacerdoti, ecc.) in quanto solo loro potevano andare a caccia e disporre di animali da sacrificare e mangiare. Si può obiettare che anche l’uomo primitivo, che ha vissuto in tempi precedenti a quello storico, andava a caccia. E’ vero. Ma la scienza paleontologica, attraverso la ricerca sul campo, è venuta a conoscenza che l’uomo è diventato carnivoro solo un milione di anni fa (riscontri fossili) dopo essere stato predato da altri carnivori,  inizialmente rubando i residui di carne rimasti sulle carcasse dei grandi predatori. Insieme ma anche precedentemente a questo periodo, si è scoperto che l’alimentazione di un “cespuglio” di ominidi africani era vegetariano (il Gorilla, scimmia di notevoli dimensioni  era ed è ancora vegetariano. Queste scoperte sono di poche decine di anni fa. Ed hanno fatto fatica ad emergere, proprio perché non si dovevano diffondere. Perché? Per motivi culturali legati anche e soprattutto agli interessi economici. Perché il mondo della macellazione, prima locale (la macelleria sotto casa) e poi globale, collegato alle multinazionali dell’alimentazione, allevamento, distribuzione e agli alti profitti che si generano, ha prodotto ormai da qualche centinaio di anni il settore ECONOMICO degli animali DA REDDITO. La pubblicità martellante giornaliera che passa in tv, radio, giornali, siti internet, volantinaggio porta a porta e cartellonistica stradale lo prova abbondantemente. Se si tocca o s’impedisce di far soldi con gli animali “da reddito” (quelli che ci hanno insegnato a mangiare) si è un uomo morto o espulso dalla comunità “cristiana” e “laica”. E lo sanno anche molte Associazioni animaliste, protezioniste e anche antivivisezioniste, insieme ai medici ufficiali della “cultura veterinaria”, necessaria ai controlli ai fini della “nostra salute”. Non viene detto che questi controlli servono soprattutto per garantire il non risarcimento di eventuali danni provocati da carni infette alla salute umana. Danni che potrebbero essere richiesti dai consumatori ai capitalisti che speculano e sfruttano altre vite senzienti. Controlli che si ripropongono allo stesso modo, senza evidenziare la stessa motivazione sottostante, fatta valere per le “cavie” degli istituti pseudoscientifici, dove si sacrificano inutilmente gli animali. E le associazioni cosiddette animaliste o protezionistiche non lo evidenziano più di tanto, altrimenti perdono il ruolo che il potere del capitale ha loro assegnato o riconosciuto come Associazioni che “difendono gli animali”. Cosa voglio dire. Voglio dire che senza un’analisi storica della ricerca scientifica sulla conoscenza degli altri viventi animali non si può decidere liberamene ma solo “tradizionalmente” come ci è stato insegnato. E la ricerca scientifica ci ha dimostrato che ogni specie vivente ha una sua intelligenza che serve alla sua sopravvivenza come ha dei sentimenti base simili a quelli umani (paura, amore, felicità, rispetto, ecc. ma non l’odio, l’invidia e la vendetta tipicamente e abominevolmente umani). La maggioranza degli umani ne sa qualcosa di questa questione del rapporto sconosciuto o nascosto uomo-animali? Sicuramente no. E comunque anche se si sapesse è difficile cambiare il proprio stile di vita dopo che ti hanno inculcato dalla più tenera età i VALORI DELL’”UOMO” SENZA PERALTRO DIRTI CHE SIAMO ANIMALI ANCHE NOI. Anzi bisogna nasconderlo, guai a dirlo a scuola. Anche se io lo affermo, con la specificazione che siamo una specie diversa per molti aspetti dalle altre, peraltro tutte diverse tra loro, ma con alcuni elementi comuni: l’intelligenza di specie e alcuni sentimenti di base. Riflettiamo e pensiamo se sia ancora corretto stare nella “tradizione” o iniziare un cambiamento epocale per il pianeta, pensando anche agli altri non umani e a quello che vorremmo lasciare alle nuove generazioni.

P.S. - Ringrazio un amico in FB che mi ha dato l’occasione di esprimere questa riflessione.

sabato 3 agosto 2013

ANTISPECISMO ED EDUCAZIONE POSSONO SCONFIGGERE LA MISTIFICAZIONE ANTROPOCENTRICA





La mia risposta ad un intervento in FB di un antispecista: 
Robby (Roberto Allemand).

PERCHE' NON MI PIACE L'ARTICOLO
di AnimAnimale

LA MISTIFICAZIONE E' UN POTENTE STRUMENTO USATO DAGLI OPPRESSORI UMANI PER NASCONDERE LA REALTA'

DOBBIAMO APPROPRIARCENE?

Ho letto l'articolo riportato di seguito. Non mi sembra che sia stata fatta una analisi corretta della realtà. Anzi si usano gli stessi mezzi e metodi della cultura dominante, sia pure per nobili fini. E' proprio questo metodo che non permette alle persone di appropriarsi di valori come la conoscenza, l'equità, la solidarietà, l'empatia e la compassione nel rapporto con gli altri, per contrastare lo sfruttamento, l'oppressione e la violenza sui più deboli.

Il mio consiglio:
INFORMIAMO E NON MISTIFICHIAMO

1) RIPORTIAMO  FATTI IN CUI GLI ANIMALI ABBIANO RICEVUTO TUTELE, NON APPREZZAMENTI O AZIONI CHE VORREBBERO TRASFORMARLI IN UMANI;

2) NOTIZIE MEDIANTE LE QUALI SI FA CONOSCERE LE LORO QUALITA' E GLI STUDI PER CONOSCERLI MEGLIO:

3) RICORDIAMO  CHE GLI ALTRI ANIMALI NON SONO TUTTI UGUALI, ANZI SONO ASSOLUTAMENTI DIVERSI GLI UNI DAGLI ALTRI E CON UNA LORO PECULIARE ETOLOGIA.

Affermare che:
"molte false convinzioni e discutibili pratiche del passato sono state FORTUNATAMENTE SPAZZATE VIA grazie alla determinazione di quei pochi la cui coscienza, ridestata dal torpore, ha ben compreso i meccanismi perversi della grande MISTIFICAZIONE,"
oppure
"..usi e costumi di massa, i quali, come vediamo stanno sgretolandosi intorno a noi lentamente ma inesorabilmente, perché fondati sull' ILLUSIONE"

- vuol dire che mistifichi una realtà (quella attuale) con quello che tu vorresti che fosse, perché non è affatto come la presenti.  
- quando Si fanno certe affermazioni o si riportano i dati e le singole fattispecie di fatti che si stanno modificando, oppure diventa MISTIFICAZIONE.

Affermare che:
Questo fenomeno del "non voler sapere pur sapendo" è comune a tutte le IDEOLOGIE SPECISTE;

- L'IDEOLOGIA SPECISTA E' UNICA: QUELLA DI CHI COMANDA. E questo è un dato storico riscontrabile ancora oggi in moltissime culture dominanti dell'antropocentrismo, siano esse laiche o religiose, cioè dell'ideologia secondo cui l'uomo è al centro del mondo e tutto il resto dipende dalle su scelte, compreso quelle razziste (applicare la superiorità a un singolo gruppo umano con l'invenzione e attribuzione di valore superiore della "razza" bianca), speciste (la specie "homo sapiens") domina sulle altre, di genere (il maschio rispetto alla femmina) e sessiste (gli eterosessuali rispetto agli omosessuali), e di qualunque altro valore che discrimini a favore dei pochi potenti contro i miliardi di impotenti, resi tale dall'educazione di una singola verità assoluta, sfruttati e oppressi.

Affermare che:
"Oramai tutti sanno, volendo saperlo, come stanno le cose su questo pianeta, ma SCELGONO di non esserne a conoscenza, optano per l'apatia morale, per una omertà narcotizzata."

- Anche questo aspetto che: "tutti sanno", è fuorviante e non aiuta chi vuole reimpostare il proprio stile di vita a prendere  consapevolezza o coscienza della realtà e delle modalità per modificare la propria etica (comportamento di vita in relazioni agli altri elementi del pianeta: umani e non umani).
Modificare il proprio comportamento non è un'azione facile o immediata di buona volontà. Occorre che questa scelta diventi consapevole a ciascuno di noi per potersi realizzare. E ciascuno di noi possa confrontarsi con gli altri. Cosa molto difficile, specialmente tra i diretti interessati: gli animalisti. E come sappiamo bene i nemici del cambiamento (le chiese, le massonerie, le multinazionali e i governanti che sono al loro servizio) non staranno a guardare che avvenga un qualsiasi cambiamento ma ogni giorno, e sempre di più, spingono la NON CONSAPEVOLEZZA verso sentieri più agevoli per le menti assopite, sentieri in cui non devi fare alcuno sforzo per capire, perché ti è già stato detto tutto quello che DEVI SAPERE. E se c'è qualcosa di nuovo deve essere reso compatibile con la via "antropocentrica" e non altre (per esempio quella antispecista e postumanista).

Come  vedi, se vogliamo creare una FORZA CONSAPEVOLE della necessità del cambiamento in senso antispecista dobbiamo incidere sulle parti sensibili della "nostra educazione", metterci in discussione, aver chiaro quale rischi comporta e agire collettivamente. E non certo diffondendo proclami MISTIFICATORI che lasciano il tempo che trovano. L'evoluzione dei costumi non può che avvenire attraverso più generazioni ma non dobbiamo perdere tempo o intraprendere scorciatoie che ci precluderebbero opportunità e l'uso di strumenti di azione che oggi abbiamo ma che gli altri (gli antropocentrici) continuano ad ostacolare e a tentare di chiudere.
----------------------------------------------------------------------------------------------
Ti piace · Giovedì 

ROBBY.

Sono più che convinto che molte persone vedono, sentono e capiscono solo ciò che vogliono, o meglio ciò che ordina il potere costituito.
Oramai tutti sanno, volendo saperlo, come stanno le cose su questo pianeta, ma SCELGONO di non esserne a conoscenza, optano per l'apatia morale, per una omertà narcotizzata.
Questo fenomeno del "non voler sapere pur sapendo" è comune a tutte le IDEOLOGIE SPECISTE; è come se esistesse un tacito accordo tra le parti di non occuparsi del male che ci circonda, se non, nella migliore delle ipotesi, per le tematiche più tenui, specchietti per allodole indolori per la sopravvivenza dello STATUS QUO. Questo sistema ci condiziona a tal punto da privarci della libertà di pensare con la nostra testa, di agire di conseguenza, e soprattutto ci sta togliendo un FUTURO.
In verità molte false convinzioni e discutibili pratiche del passato sono state fortunatamente spazzate via grazie alla determinazione di quei pochi la cui coscienza, ridestata dal torpore, ha ben compreso i meccanismi perversi della grande MISTIFICAZIONE, e ha rivolto la sua attenzione ai deboli, agli oppressi, alle minoranze perseguitate.
NO! Qui non si tratta più di essere onnivori o vegani; una nuova visione delle cose non si riassume solo nel non mangiare carne, anche se farlo viene da se; le abitudini del singolo forse non elimineranno lo sfruttamento, la fame nel mondo, la distruzione dell' ambiente, ma comunque il suo comportamento continuerà a conformarsi ai dettami della sua coscienza, ed è PALESE che un OLOCAUSTO non sia accettabile per chi rifiuta la violenza in quanto tale, perchè ai suoi occhi offende QUANTO DI PIU' SACRO C' E' NELLA VITA:
LA VITA STESSA.

Giustamente ha osservato Isaac Baslevis Singer:

"Spesso le persone sostengono che gli uomini hanno sempre mangiato animali, come se questo giustificasse la continuazione della pratica. Secondo questa logica, non dovremmo impedire nemmeno l' omicidio, perchè anch' esso è sempre stato praticato dall' inizio dei tempi".

QUI STA' IL PUNTO!! Per una coscienza liberata dal condizionamento, tutti, dico tutti i mezzi per ridurre al minimo la sua impronta ecologica su questo pianeta, sono ossigeno per l'anima e, ovviamente, CONTROCORRENTE rispetto agli usi e costumi di massa, i quali, come vediamo stanno sgretolandosi intorno a noi lentamente ma inesorabilmente, perché fondati sull' ILLUSIONE.

[Roberto Allemand]