Visualizzazione post con etichetta papa francesco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta papa francesco. Mostra tutti i post

lunedì 15 settembre 2014

Siamo nella QUARTA GUERRA MONDIALE scatenata dagli USA



Siamo in una nuova guerra mondiale, ma non è la Terza, come ha detto Papa Francesco, bensì la Quarta, quella per il dominio globale scatenata da Washington. Questo, almeno, è il pensiero del filosofo Diego Fusaro, che per spiegare la politica statunitense in Libia, Iraq e Siria scomoda Shakespeare: “C’è del metodo in questa follia”

Fusaro, ha ragione il Papa a dire che siamo nella Terza guerra mondiale?

«È vero, siamo in una guerra mondiale, su questo concordo con Bergoglio, solo che io, seguendo il mio maestro Costanzo Preve, credo che siamo nella Quarta guerra mondiale».

Quale sarebbe stata, allora la Terza?

«La Terza è stata la Guerra fredda. La Quarta guerra è quella che gli Usa hanno dichiarato al mondo che resiste alla globalizzazione, cioè alle mire imperialistiche statunitensi. Come diceva quella canzonetta “And the world will be as one”…».

Siria, Libia, Iraq: tre stati passati dal nazionalismo laico alla cappa fondamentalista dopo interventi Usa. Ma gli Usa ci sono o ci fanno?

«Citando il principe Amleto, direi che “c’è del metodo in questa follia”. Si tratta di distruggere i governi sovrani degli stati che resistono, creando del disordine organizzato per poi intervenire in modo permanente in quelle aree che, si dice, non sono in grado di governarsi da sole».

Obama pochi mesi fa voleva bombardare Assad. Ora vuole bombardare i nemici di Assad. Sicuro che si tratti solo di un piano e non anche di una certa impreparazione di fondo?

«La situazione è in parte sfuggita di mano, non c’è dubbio, c’è una incomprensione generale di alcune dinamiche, ma c’è anche la ferrea volontà di mantenere il proprio potere imperialista».

Cosa rimane, oggi, delle “primavere arabe”?

«Le primavere arabe, come le rivoluzioni colorate, sono episodi interni alla Quarta guerra mondiale. Sicuramente vanno fatti dei distinguo, in Egitto e Tunisia la rivolta non è stata la stessa che in Libia, per esempio. C’è tuttavia un filo rosso che è il passaggio dal panarabismo nazionalista all’occidentalismo capitalista».

A questo punto dobbiamo interrogarci sul significato dell’esportazione della democrazia. Cosa non ha funzionato? Era una bella idea applicata male? Era il concetto stesso di democrazia pensato male?

«Già il concetto in sé di esportare la democrazia implica una reificazione: la democrazia si “esporterebbe” come i telefonini o i deodoranti. Ma la democrazia non è una merce, è la fase dello sviluppo di un popolo che matura nella sua autocoscienza, nella sua storia. In realtà l’esportazione della democrazia era solo una maschera per coprire l’imperialismo nella sua triade ben spiegata da Preve: interventismo umanitario, bombardamento etico, embargo terapeutico. Del resto aveva ragione Schmitt: chi parla in termini di diritti umani si sta già arrogando il diritto di stabilire chi è umano e chi no…».


martedì 15 ottobre 2013

L'irresponsabilità della chiesa cattolica nella prevenzione degli abusi sessuali sui minori

Basta discorsi vuoti. Passiamo ai fatti
QUESTO ARTICOLO E’ LEGATO ALLA PUNTATA DE LE IENE CHE ANDRA’ IN ONDA QUESTA SERA. IN PARTICOLARE AL SERVIZIO DI PABLO TRINCIA CHE SARA’ TRASMESSO ALLE 22,40 CIRCA. IN RELAZIONE A QUEL SERVIZIO E’ APPENA STATA ATTIVATA UNA PETIZIONE, PER FIRMARLA


Il movimento a sostegno delle vittime degli abusi sessuali del clero Rete l’Abuso è stanco di gesti mediatici, vuoti discorsi, direttive fumose lasciate all’arbitrio di vescovi omertosi e conniventi con gli ecclesiastici criminali.
Abbiamo bisogno di fatti concreti, non per salvare l’immagine di una chiesa cattolica il cui clero è responsabile di tremende sofferenze alle vittime e ai familiari, ma per rendere loro giustizia.
Facciamo delle richieste precise.

1 - Espulsione dal clero degli ecclesiastici criminali, anche quando il reato è prescritto e non ci sono state condanne.
2 - Denuncia di ogni notizia di reato, passata, presente e futura, alle autorità giudiziarie, senza alcun preventivo vaglio della loro veridicità, ossia senza sostituirsi alla magistratura nel verificarne la fondatezza.
3 - Risarcimenti economici da parte delle diocesi e degli ordini e congregazioni religiose.
4 - Apertura degli archivi diocesani e vaticani e consegna dei fascicoli riguardanti notizie di reati, anche prescritti, di ecclesiastici, all’autorità giudiziaria e all’opinione pubblica.
E finalmente una analisi scientifica e criminologica delle cause degli abusi sessuali del clero e loro rimozione. Non a forza di preghiere e atti di contrizione.
Noi non crediamo a nessun discorso o gesto mediatico o direttiva ecclesiastica. Crediamo esclusivamente a fatti concreti.
Nel frattempo continueremo a smascherare tutti gli ecclesiastici criminali e a sottoporli al giudizio della magistratura e dell’opinione pubblica, chiedendo alle vittime e ai testimoni gli unici gesti utili: le denunce dei crimini alla magistratura e all’opinione pubblica.
Rete nazionale L’Abuso
Il portavoce nazionale Francesco Zanardi

Dott. Sergio Cavaliere
Sede centrale di Savona 15 ottobre 2013
Contenuti correlati: