Visualizzazione post con etichetta Abusi e pedofilia religiosa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abusi e pedofilia religiosa. Mostra tutti i post

martedì 15 ottobre 2013

L'irresponsabilità della chiesa cattolica nella prevenzione degli abusi sessuali sui minori

Basta discorsi vuoti. Passiamo ai fatti
QUESTO ARTICOLO E’ LEGATO ALLA PUNTATA DE LE IENE CHE ANDRA’ IN ONDA QUESTA SERA. IN PARTICOLARE AL SERVIZIO DI PABLO TRINCIA CHE SARA’ TRASMESSO ALLE 22,40 CIRCA. IN RELAZIONE A QUEL SERVIZIO E’ APPENA STATA ATTIVATA UNA PETIZIONE, PER FIRMARLA


Il movimento a sostegno delle vittime degli abusi sessuali del clero Rete l’Abuso è stanco di gesti mediatici, vuoti discorsi, direttive fumose lasciate all’arbitrio di vescovi omertosi e conniventi con gli ecclesiastici criminali.
Abbiamo bisogno di fatti concreti, non per salvare l’immagine di una chiesa cattolica il cui clero è responsabile di tremende sofferenze alle vittime e ai familiari, ma per rendere loro giustizia.
Facciamo delle richieste precise.

1 - Espulsione dal clero degli ecclesiastici criminali, anche quando il reato è prescritto e non ci sono state condanne.
2 - Denuncia di ogni notizia di reato, passata, presente e futura, alle autorità giudiziarie, senza alcun preventivo vaglio della loro veridicità, ossia senza sostituirsi alla magistratura nel verificarne la fondatezza.
3 - Risarcimenti economici da parte delle diocesi e degli ordini e congregazioni religiose.
4 - Apertura degli archivi diocesani e vaticani e consegna dei fascicoli riguardanti notizie di reati, anche prescritti, di ecclesiastici, all’autorità giudiziaria e all’opinione pubblica.
E finalmente una analisi scientifica e criminologica delle cause degli abusi sessuali del clero e loro rimozione. Non a forza di preghiere e atti di contrizione.
Noi non crediamo a nessun discorso o gesto mediatico o direttiva ecclesiastica. Crediamo esclusivamente a fatti concreti.
Nel frattempo continueremo a smascherare tutti gli ecclesiastici criminali e a sottoporli al giudizio della magistratura e dell’opinione pubblica, chiedendo alle vittime e ai testimoni gli unici gesti utili: le denunce dei crimini alla magistratura e all’opinione pubblica.
Rete nazionale L’Abuso
Il portavoce nazionale Francesco Zanardi

Dott. Sergio Cavaliere
Sede centrale di Savona 15 ottobre 2013
Contenuti correlati:



sabato 25 febbraio 2012

LA PEDOFILIA TRA I PRETI ESISTE MA QUELLI CHE CONOSCO NON LO SONO: QUESTE LE RISPOSTE DEI CATTOLICI DAVANTI AL DANNO INCOMMENSURABILE CHE VIENE FATTO A PIU' DI UN BAMBINO OGNI GIORNO DAI PRETI CATTOLICI PEDOFILI


I CATTOLICI NON VEDONO I DANNI SUBITI DAI BAMBINI COLPITI DA ATTI DI PEDOFILIA O VIOLENZA SESSUALE. LA LORO RISPOSTA, INDOTTA DALLA CHIESA E': PREGHIAMO! (SALVO QUANDO LE VITTIME SONO I LORO BAMBINI)

Seguito del post 

Mentre condivido la religiosità e le considerazioni del prof. Federico Bartolozzi*,  le successive due risposte, di cui quella di un amico, rappresentano proprio la COSCIENZA DELLA MAGGIORANZA degli italiani data dall'educazione che ha prodotto questa chiesa: VEDERE SOLO DAL PROPRIO PUNTO DI VISTA QUELLO CHE SUCCEDE A CASA PROPRIA e NON VEDERE quello che succede agli altri, a meno che L'ALTRO non sia il PROPRIO BAMBINO/A.
 
E' PER QUESTA EDUCAZIONE CHE LA CHIESA E' RIUSCITA PER DUEMILA ANNI A FARE QUASI TUTTO CIO' CHE HA VOLUTO IN OGNI DIREZIONE (educativa, sociale, ricerca ideologica, falsi dialoghi con le altre religioni, mantenimento dei privilegi, NON PAGARE L'EVASIONE DELL'ICI PER GLI ANNI ARRETRATI (privilegio concesso come ultima perla dal Cattolico presidente del consiglio Monti e degli altri membri cattolici del suo governo), avendo imbavagliato e accecato i fedeli, suoi schiavi. E ancora oggi, anche se in buona fede suppongo,  non si accorgono del male che proprio loro come schiavi della chiesa contribuiscono a mantenere, insieme alle gerarchie cattoliche perverse. 

NON BISOGNA MAI DINENTICARE (lo dico a quelli che non vogliono né vedere né sapere)  CHE ogni giorno A PIU' DI 1 BAMBINO, anche se non è il vostro,  VIENE TOLTO LA DIGNITA' E LA SERENITA' DI ESSERE UMANO, CON CONSEGUENZE PSICOLOGICHE DISASTROSE PER LA REPRESSIONE DELLE PULSIONI SESSUALI ESISTENTI NELL'ORGANIZZAZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA in nome di dio. E lo sanno anche i bambini cui sono oggetto di questi atti delittuosi perché sono stati condizionati a pensare che non è possibile che sia "male" quello che accade loro perché il partner (prete pedofilo) è un rappresentante di dio. 

E COMUNQUE ANCORA NESSUN COMUNICATO DALLA CHIESA. MENTRE OGGI, l'Avvenire, IL GIORNALE DEI VESCOVI, SI SCAGLIA CONTRO IL GIOCO D'AZARDO (giustamente) MA INGIUSTAMENTE NON DENUNCIA ALLE AUTORITA' QUELLO CHE SA SULLA PEDOFILIA; si dovrà aspetta a maggio PERMETTENDO COSI' CHE ALTRI BAMBINI VENGANO COLPITI E DEFRAUDATI DEL LORO DIRITTO AD UNA VITA  DIGNITOSA E FELICE.

 
* (Federico Bartolozzi commento da FB) "Niente di nuovo! I preti pedofili sono criminali e quindi vanno denunciati all'autorità giudiziaria dalle famiglie e dalla chiesa. Poiché il fenomeno è ormai noto da svariati anni i veri responsabili delle violenze sui figli sono i genitori, perché, nonostante tutto, continuano a far frequentare la chiesa dai figli. Ma essi possono addurre come motivazione che non tutti i preti sono pedofili criminali! E questo è vero. Ma nell'incertezza farebbero bene a tenersi i figli in casa e ad insegnare loro che Dio può essere amato e onorato pregandolo nel segreto del proprio cuore e della propria mente. E per quanto riguarda l'eucarestia, non sarà certamente quel frammento di ostia a rendere Dio più benevolo, visto che si predica che Dio è Amore!

domenica 12 febbraio 2012

UN BAMBINO AL GIORNO VIENE ABUSATO DA PRETI CATTOLICI



GLI ABUSI SU MINORI DEGLI ECCLESIASTICI

 Pedofilia, bilancio del Vaticano: 4mila casi
L'ammissione del cardinale Levada: «Drammatico aumento»

Joseph William Levada, prefetto della Congregazione
per la Dottrina della Fede

 












MILANO - «Nel corso dell'ultimo decennio sono arrivati all'attenzione della Congregazione per la Dottrina della Fede oltre 4.000 casi di abusi sessuali compiuti da ecclesiastici su minori». La stima è quella ufficiale, stilata dal Vaticano, e svelata dal cardinale Joseph William Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, al simposio internazionale sull'abuso sessuale riservato a vescovi e superiori religiosi che si è aperto lunedì pomeriggio. «Un drammatico aumento», così lo ha definito, del numero di casi di reato di abusi sessuali su minori da parte di chierici denunciati negli ultimi anni anche sull'onda della crescente indignazione mondiale e la relativa copertura mediatica che questi scandali hanno avuto in tutto il mondo.

I DOVERI DELLA CHIESA- Nel suo intervento il cardinale Levada ha delineato anche quali devono essere, a suo avviso, i doveri della Chiesa dinanzi a denunce di abusi o molestie su minori a carico di prelati: «I vescovi devono collaborare con i giudici per reprimere e prevenire gli abusi. Il principio deve rimanere lo stesso».

IL MONITO DEL PAPA - Nel suo messaggio al simposio il Papa ha sollecitato le iniziative a favore della guarigione delle vittime degli abusi: «Devono essere di estrema importanza nella comunità cristiana», ha detto il pontefice. E questo impegno «deve andare di pari passo con un profondo rinnovamento della Chiesa ad ogni livello».

Redazione Online 6 febbraio 2012 (modifica il 7 febbraio 2012)

sabato 14 gennaio 2012

Camilleri: ''Racconto il rifiuto della conoscenza della verità'' - VIDEO

Mediacenter; Video News;





Palermo, 24 nov. (Adnkronos/Ign) - ''Non è un libro anticlericale. Racconta un fatto storico ma soprattutto quello che mi interessava era puntare l'indice su un fenomeno assai diffuso nel nostro paese: il rifiuto della conoscenza della verità''.
Andrea Camilleri presenta così il suo nuovo romanzo 'La setta degli Angeli' (Sellerio editore Palermo, 233 pagg., 14 euro) con cui lo scrittore torna al romanzo storico. Al centro del libro ''un fatto storico realmente accaduto in un paese della Sicilia nel 1910 che ebbe risonanza nazionale".
E' lo stesso scrittore agrigentino che, alla fine del libro, in una nota spiega: "Un prete, Rosolino Martino, viene deferito all'Autorità giudiziaria per corruzione di ragazze minorenni. Un ex farmacista del luogo, poi diventato avvocato, Matteo Teresi, che dalle pagine di un suo giornaletto, "La Battaglia," combatte le prepotenze dei mafiosi, degli agrari e del clero, comincia un'indagine su quel fatto e arriva alla strabiliante scoperta che

i preti di Alia hanno fondato una setta segreta che ''mobilita giovani fanciulle ancora vergini ed inesperte, e giovani spose, a cui si fa credere che il rapporto sessuale o le stesse pratiche sessuali preparatorie del rapporto, sono uno strumento per acquisire indulgenze divine ed aprire le porte del Paradiso'',

come spiega Gaetano D'Andrea, ex sindaco di Alia".

E' sempre Camilleri a scrivere: "La scoperta della setta e del suo statuto, reso noto da Teresi, scoppia come una bomba, oltrepassa lo Stretto e suscita lo sdegno di molti esponenti politici e religiosi tra i quali Turati e Sturzo. Il prete Rosolino Martino conferma quanto ha scritto Teresi sul suo giornale. Ma il clero, gli agrari e la mafia fanno quadrato. Da un lato attaccano Teresi, dall'altro impongono alla popolazione, anche ai familiari delle giovani donne vittime degli abusi, il più completo silenzio sulla vicenda".

domenica 18 settembre 2011

Abuso sessuale all'interno della chiesa: le vittime pretendono il riconoscimento

Abus sexuels au sein de l'Eglise: les victimes réclament de la reconnaissance


Abuso sessuale all'interno della chiesa: le vittime pretendono il riconoscimento

Venerdì 16 settembre 2011 a 12:43
(Belgio) Venerdì mattina la class action contro i vescovi belgi, le più alte autorità della Chiesa cattolica belga e la Santa Sede è stata introdotta dinanzi al giudice del processo"Quello che vogliono le vittime è il primo riconoscimento", ha detto il loro avvocato, Christine Mussche.
La denuncia del collettivo "class action" è stata presentata dallo studio legale Van Steenbrugge, e Van Acker Mussche. "Noi allo stato attuale abbiamo circa 70 vittime", ha detto l'avvocato. "Abbiamo anche contatti con una cinquantina di altre vittime che non hanno ancora deciso se unirsi alla class action". 
Nella citazione in tribunale, non c'è dubbio che le 39 vittime, ha detto Fernand Keuleneer parte sua, l'avvocato dei vescovi belgi. 
Una dozzina le vittime erano in tribunale di prima istanza di Ghent. 
"Quello che richiamano in primo luogo è il riconoscimento. E 'chiaro che la chiesa è civilmente responsabile per gli abusi sessuali che sono stati commessi su minori. Il colpevole era solitamente trasferito ad un'altra parrocchia, dove l'abuso poteva ancora essere perpetrato", ha detto l'avvocato.(PVO)
Fonte: Belga

(Traduzione automatica con Crome)