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lunedì 17 febbraio 2014

LA SOTTOCULTURA RELAZIONALE, SIMBOLICA E SPECISTA È UN PILASTRO FUNZIONALE DEL POTERE DOMINANTE NEL SISTEMA CAPITALISTICO MATURO MONDIALE




Le parole usate da chi ha ideato le foto, che sono state postate in FB (“porcata” più “porcata” meno, ma anche “Addio Peppa”, raffigurante la testa di un maialino legato a salsicciotto) attestante una delle situazioni politiche peggiori del nostro paese, è usata strumentalmente per non dire la vera essenza dell’evento. Usare nomi  e o animali per evidenziare eventi negativi  deprecabili, ma anche quelli meno pesanti, ci riporta alla cultura dell'uomo della pietra. Quella cultura, che fa parte della “tradizione”, che ci viene propinata giornalmente dai pochi potenti del mondo e tra questi ha un ruolo predominante la chiesa cattolica e le religioni in genere.
Dobbiamo imparare (e io lo sto facendo purtroppo solo da qualche anno) che il fare riferimento agli animali per qualsiasi motivo, solitamente negativo e quindi da non attribuire all'uomo, ma solo alle specie erroneamente ritenute inferiori, mantiene volente o nolente la cultura dell'oppressore, cioè di chi sfrutta e opprime i più deboli, umani e non umani. E, in questo modo, diamo una mano ai soliti potenti che vogliono farci rimanere nelle deiezioni puzzolenti (generalmente quelle degli umani carnivori o degli animali costretti a vivere innaturalmente in gabbie o segregati in batterie). Scherzando scherzando, noi continuiamo ad essere schiavi degli umani più forti, che se la ridono, perché non prendiamo consapevolezza dei meccanismi usati dalle loro strategie ed azioni, siano esse materiali che culturali (come la denominazione della foto). La loro oppressione non verrà mai meno perché noi siamo i "perfetti" schiavetti che ricordano a loro gli altri animali che utilizzano come e quando vogliono. Quelli oggetti del loro piacere, del loro cibo, del loro vestiario, delle loro pratiche di morte con armi sempre più sofisticate contro gli esseri più deboli del pianeta, e dei loro sporchi esperimenti a fini di lucro, altro che “nell'interesse della nostra salute”. Su quest'ultimo motivo sanno bene che se dovessero smettere di fare esperimenti sugli animali non potrebbero più sfornare farmaci per i quali ricevono da tutti i governi centinaia di miliardi d’incasso all’anno senza che nessuno si possa permettere di addebitare loro responsabilità penali o risarcitorie: anche se sono farmaci che NON GUARISCONO ma prorogano la malattia e/o ne causano altre; e questo fino alla morte. Conseguenza associata, alla concausa di altri fattori patologici, che raramente vengono rilevati a tali fini per gli stessi motivi economici, come l'inquinamento ambientale: aereo, acqueo e terrestre, oltre a quello elettromagnetico, dell'ozono, e del particolato prodotto dalla benzina verde ed altri combustibili mortali.
Quindi prendiamo, per una volta, consapevolezza e uniamoci nella battaglia di CIVILTA’ per una nuova ETICA interspecifica che permetta di vivere senza le azioni che IMPEDISCONO UN SANO ED EQUILIBRATO RAPPORTO CON GLI ALTRI ANIMALI e facciano individuare le responsabilità dei potenti. Altro che “porcata”: le scelte messe in atto dai politici, ma anche da noi stessi, possono essere diverse ed esattamente denominabili come atti criminali, discriminatori, di violenza, di corruzione, di malcelato senso di giustizia e chi più ne ha più ne metta, SENZA RICORRERE AD ALLEGORIE RELIGIOSE E INGIURIOSE RISPETTO ALLA DIGNITA’ DI TUTTI GLI ANIMALI, COMPRESO QUELLI NON UMANI COME I NOSTRI VICINI DI CASA: I MAIALI. Animali che bisognerebbe conoscere, per scoprire le loro capacità affettive e di relazione, la loro intelligenza, e la voglia di vivere e giocare in ambienti puliti. Ma queste ne sono solo una parte. Qualità che con caratteristiche diverse, riguardano tutti gli altri animali di cui la cultura della tradizione ci induce spesso a sbeffeggiare.                 

mercoledì 11 settembre 2013

VIVISEZIONE: PERCHE’ ALCUNI DIFENDONO L’OLOCAUSTO DEGLI ANIMALI NASCONDENDO LA RAGIONE TERRENA



UNA RISPOSTA POSTATA SU FB
A UN CITTADINO CHE
NON TIENE CONTO DELL’ETICA INTERSPECIFICA TRA UMANO E NON UMANO

http://www.stopvivisection.eu/it
FIRMIAMO CONTRO UN METODO BARBARO DEI POTENTI.
Dobbiamo arrivare al milione e siamo già al 64%
FIRMIAMO PERCHE’ NON SI TIENE CONTO DELLA VITA DELLA DIGNITA’ E
DEL BENESSERE  DELLE SPECIE VIVENTI E SENZIENTI NON UMANE

……… il tuo commento mi sembra il solito discorso acefalo. Prende in considerazione dati della cosiddetta “RICERCA SCIENTIFICA”  che scientifica non è, almeno per quanto riguarda l’uso degli animali, e non quelli che attengono  all’altra parte: IL RAPPORTO TRA UOMO E ANIMALI, quali esseri senzienti.

Mi sembra di ascoltare la parola di dio riportata nella bibbia, quella dopo il diluvio universale, perché prima si diceva il contrario, in cui si autorizza a fare ciò che si vuole nei confronti degli animali con la scusa ipocrita della loro custodia.
Ma questo vale per i credenti, mi dirai. Purtroppo non è così. Vale per tutti quelli che sono cresciuti nell’humus delle cosiddette radici cristiane, compreso chi ti scrive.  
Ma mi dirai che anche prima del cristianesimo avevamo il dominio sui nostri fratelli minori, come sugli schiavi, peraltro mai aboliti dal cristianesimo ma, come la politica sa fare, li ha trasformati in “servi” ovviamente senza diritti e alla mercè del padrone.
Lo stesso di ciò che avviene oggi con il lavoro salariato, precario e sfruttato, nelle modalità previste e stabilite a favore del più forte, dalle leggi sulla “flessibilità” o sulle “opportunità” che hanno cancellato i diritti.  
Mi dirai: ma tutto questo cosa c’entra con la sperimentazione animale. C’entra perché siamo ancora nella condizione di decidere noi sugli animali, per via delle radici cristiane che hanno rafforzato l’antropocentrismo:  cioè l’ideologia dell’uomo ad immagine di dio al centro del cosiddetto “creato”.
Ed è quello che fanno ancora  gli sperimentatori, come lo hanno fatto i nazisti, su animali e umani, lo hanno fatto anche gli americani e tanti altri che ancora non sono apparsi alla luce del sole.  
Le predette radici cristiane non ci offrono gran che per “vedere” la realtà, anzi ci offrono l’ideologia del dominio sul più debole, anche se ora con il vescovo di Roma Francesco sembrerebbe che qualcosa possa cambiare, ma non per gli animali.
E perché non ci si offre la possibilità di vedere? Perché rimandano alla verità di un dio inesistente. E tutto ciò che esce dai suoi ministri sulla terra dev’essere rapportato a questa fantomatica “verità”.
A prova di ciò non dimentichiamo che solo pochi giorni fa Francesco ha ricordato che LE LEGGI DEGLI UOMINI NON POSSONO ESSERE CONTRARIE ALLA LEGGE DI DIO. E come vedi qui si ritorna da capo: “gli animali sono a disposizione dell’uomo”. E così si giustifica ogni orrore, biocidio, sofferenza, olocausto e tutte le altre deprecabili azioni umane nei loro confronti.
Allora che cosa manca all’uomo, credente o non credente, per non essere così disumano?
Manca un’etica condivisa che tenga conto dell’evoluzione dell’uomo e della SCIENZA CHE FA USO DEL METODO SCIENTIFICO, che non è la sperimentazione animale, anche se “la vulgata” ritiene che lo sia, perché i potenti dicono così, pur sapendo di mentire.
E perché non esiste l’etica? Perché abbiamo la morale cattolica che ha fatto come suo baluardo di oppressione l’antropocentrismo, foggiato su un fantomatico dio onnipotente.
Se invece ci fosse un’etica che tenesse conto della vita, qualunque essa sia, non solo quella dell’uomo di potere, allora saremmo costretti a rivedere certe nostre convinzioni trasmesseci dai nostri genitori a cui sono state trasmesse dalle generazioni precedenti formatisi sempre nell’humus delle criminali radici cristiane.
Il confronto dev’essere non per stabilire verità ma per trovare soluzioni ai problemi come diceva già Aristotele in uno dei suoi libri “La politica”, mai tradotta dal potere temporale della chiesa se non intorno al 1000 ev ad opera, non della chiesa, ma da un arabo cristiano Averroè. E nonostante questo mai diffusa.
Perché? Perché cercare la felicità personale e collettiva (questo era per Aristotele la politica)  è pagano ed è contrario alla parola di dio, che afferma che dobbiamo soffrire per redimerci dal peccato mortale per poi ritrovarci nella gioia nell’altro mondo, dopo la morte.
Insomma le poche grandi famiglie di potenti americane, inglesi ed europee che decidono quali sono le scelte economiche da far eseguire ai burattini della politica hanno condiviso pienamente la menzogna della verità assoluta proposta dal fantomatico dio o prima di lui gli innumerevoli dei, tutti creati dalla mente di umani potenti. E questo fa molto comodo ai governanti per far passare anche le decisioni che permettono di incrementare la ricchezza delle poche centinaia a scapito della vita dei più deboli: quasi sette miliardi di umani e sessanta miliardi, numero calcolato per difetto, di animali trucidati ogni anno per le “esigenze” umane. Insomma
Perché non si pensa in termini collettivi anzicché personali? Perché è pericoloso per chi ci governa materialmente e spiritualmente. E anche questo ce lo ha insegnato le radici cristiane a tutto vantaggio dei potenti in modo che non si rischia di perdere il ruolo di dominatori di uno stato, di un continente o del mondo. Pensando al benessere degli altri, specie i più deboli, si rischia di perdere miliardi.
Perché, per tornare al tema della “vivisezione”, anche se si è cambiato il termine, come è stato voluto che si facesse per la definizione di “Schiavo”, “Diritto”, “Suicidio assistito” e tante altre, sperimentando sulle culture in vitro su cellule umane, e potendone monitorare gli sviluppi e quindi producendo i relativi medicamenti, si possono anche verificare effetti imprevisti e richieste di risarcimento multimilionarie che diminuirebbe il totale dei miliardi di profitti delle imprese che dominano il mondo.
Se si usano gli animali invece c’è una giustificazione, quella che dicono anche gli antivivisezionisti ma per salvare gli animali, “GLI ANIMALI NON SONO COME NOI e nonostante i test superati, la cura può dare qualunque effetto non previsto fino alla morte, quindi non sono tenuto a risarcire il danno”.
MA LA GENTE NON LO SA E NON LO DEVE SAPERE. Questo è il vero motivo per cui si continuano ad usare gli animali.
E l’etica? Ah, l’etica - risponderebbe qualsiasi capitalista o religioso - quella non c’è perché abbiamo già la morale (cattolica = universale – altra falsità coperta dalla “verità di dio”), e comunque non dev’esserci. Non vogliamo né lacci né laccioli al nostro operare per “il bene dell’umanità” (leggasi: magaprofitti per pochi).  

giovedì 19 gennaio 2012

LA PIOVRA DEL CAPITALISMO MONDIALE

OLTRE ALLA PIOVRA VATICANA ESISTE, SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA',

QUELLA CAPITALISTICA DELLE MULTINAZIONALI E DELLE SUE RETI 

CHE DISTRUGGE QUALSIASI PRINCIPIO UNIVERSALE: 

DALLA DIGNITA' ALLA LIBERTA' DI PENSIERO LAICO, DALL'UGUAGLIANZA ALLA GIUSTIZIA, DALLA FELICITA' ALLA SOLIDARIETA', DALL'EMPATIA ALLA SALUTE DEGLI ESSERI SENZIENTI. 

Riporto il notevole contributo del dr. Mario Agostinelli, seppur parziale nelle indicazioni della casta religiosa, alla comprensione del problema. 

La crisi peggiore degli ultimi cento anni è descritta con metafore che provengono dal mondo della navigazione: rotta, tempesta, naufragio si sprecano all’interno di ogni commento. Nei fatti, ci stiamo abituando ad una autentica battaglia navale in cui singole corazzate con bandiere nazionali ed equipaggi indifferenziati – dagli operai ai pensionati, agli industriali, ai banchieri – muovono a contendere lo spazio a quelle “nemiche” che incrociano sui propri mari (o in zone limitrofe che diventeranno presto campo di battaglia) apparentemente senza regia e con navigazione a vista. Con la politica che ha perso la bussola, che esibisce capitani senza spessore e autorevolezza e sempre più lontani dagli equipaggi e che va cedendo i ponti di comando a tecnici di lungo corso, esperti – sembrerebbe – dei mari, le cui tempeste non hanno saputo domare quando dovevano far funzionare i fari e mandare a tempo avvisi ai naviganti. E’ il caso della Grecia e dell’Italia ed è quanto sta alle spalle della coppia Merkel-Sarkozy, a cui basta una nota di S&P per perdere completamente l’orientamento.
Al di là di questi richiami suggestivi, siamo di fronte al crollo più rovinoso delle democrazie storiche e al crescente dominio della finanza e del capitale industriale, oggi impegnato nella speculazione, a dispetto della sovranità popolare costituzionalmente ribadita, ma materialmente bloccata. In verità, è in atto il più profondo mutamento nel sistema di potere a livello globale, che percepiamo a naso, ma raramente qualifichiamo e quantifichiamo.
In uno studio del Settembre 2011 (http://arxiv.org/abs/1107.5728) un gruppo di matematici dell’Università di Losanna rivela empiricamente la rete capitalista che domina il  mondo.
Partendo da una base di dati di 37 milioni di imprese e investitori, vengono identificati 43.060 grandi imprese transnazionali che praticamente controllano l’universo sottostante dei 37 milioni. Raffinando ancora di più i dati, il modello finale ha rivelato un nucleo centrale di 1.318 grandi imprese con 20 connessioni - in media - con altre imprese e con un potere economico che, sebbene concentri solo il 20% dei redditi globali di vendita, detiene la maggioranza delle azioni delle principali imprese del mondo - le cosiddette blue chips - detentrici del 40% della ricchezza mondiale. Ma l’analisi si è spinta oltre, focalizzandosi per la prima volta non sui singoli fatturati, ma sul valore aggregato delle partecipazioni azionarie intrecciate di singoli capofila. Si è così penetrati anche nelle zone dei cosiddetti “trust”, ammessi dal diritto anglosassone, che consentono di nascondere capitali anonimi. Ci si riduce così alla fine a  147 imprese intimamente interrelazionate, di cui la maggioranza sono banche (enumeriamo qualche caso a tutti noto tra le prime 50: 
banche oltreoceano: JP Morgan Chase & Co, Merrill Lynch, Goldman Sachs, Bank of America; banche europee: UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse, Unicredito Italiano, BNP Paribas), assicurazioni (Allianz LLoyds),  
multinazionali dell’acqua e del petrolio (Société Générale des eaux, China Petrochemical Group), fino a poche finanziarie industriali dei trasporti, del nucleare e dell’elettronica (Mitsubishi UFJ Financial Group Inc Dodge & Cox).
Dice niente questa mappa  di “piovre”che detengono un potere sproporzionalmente elevato sull'economia globale e che indirizzano lo spostamento di enormi riserve pubbliche statali alle banche e agli armamenti, sostengono la decadenza dello stato sociale pubblico a favore dei sistemi assicurativi, la privatizzazione dell’acqua e il rilancio del binomio auto-petrolio contro le rinnovabili e la mobilità sostenibile?
Come il mondo ha visto durante la crisi del  2008, queste reti sono molto instabili: basta che un nodo abbia un problema serio che questo si propaga automaticamente a tutta la rete, trascinando con sè l'economia mondiale come un tutto. Si tratta comunque di reti ad alta conservazione e con relazioni e punti di comando affidati a tecnici e managers che costituiscono un olimpo internazionale e che agiscono fuori dall’interesse generale e non sono sottoposti ad alcun controllo democratico. Siedono invece in istituzioni private poco trasparenti, (Trilateral, Bilderberg, Aspen Institute) costruite per inviti e cooptazioni da grandi potentati economici (Rockefeller, Goldman Sachs, Unilever, Ford) e allargate a politici e intellettuali, dove si decidono strategie internazionali a danno della partecipazione e dell’uguaglianza che, in fondo, stanno alla base delle richieste del 99% che si indigna.
Sulla tolda delle nostre corazzate in lotta di sopravvivenza, stanno salendo queste figure (lascio ai lettori le indagini di verifica anche attraverso Wikipedia) con un sostanziale accordo di fondo, ma con gli elicotteri già a loro disposizione se ci fossero naufragi…

Mario Agostinelli
e-mail: agostinelli.mario@gmail.com
tel/fax: +390331866746
blog: www.marioagostinelli.it


lunedì 7 novembre 2011

IL RUOLO DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE, BRACCIO ECONOMICO DI CL, DELLA CHIESA CATTOLICA


Compagnia delle Opere: il forziere del "partito di Dio"
di Ettore Lizini, da Affari & Finanza di Repubblica

05/11/11 micromega-online

Prima le spinte del Vaticano. Poi Todi. Ora le grandi manovre al centro del quadro politico romano per gettare le basi del dopo Berlusconi.

La Balena bianca dopo anni di letargo bipolare ha avviato le prove tecniche di risveglio.

E in attesa di trovare leader, alleati e linea politica, si consola con una certezza: il forziere di Dio, vent'anni dopo l'eutanasia della Democrazia cristiana, gode ancora di ottima salute. Tenuto in piedi, anzi tonificato, negli anni bui del bipartitismo dall'unica macchina di voti, soldi e consensi sopravvissuta alle macerie dello scudo crociato: quella di Comunione e liberazione e della Compagnia delle Opere (Cdo). La Confindustria dei cieli pronta a fare da Cavallo di Troia qualcuno dice anche da Bancomat per il ritorno dei cattolici al centro della scena politica nazionale.

Fare un estratto conto preciso al centesimo dei soldi a disposizione di questa lobby politico-finanziaria non è facile. La Cdo è una nebulosa proteiforme posizionata nell'area grigia tra profit e noprofit dove i dati pubblici sono merce rara. L'unica certezza è che negli ultimi anni, crisi o non crisi, ha continuato a crescere. Le aziende iscritte (prezzo attorno ai 300 euro l'anno) sono 36.600, il 10% in più del 2010, per un giro d'affari complessivo attorno ai 70 miliardi.

L'elenco ufficiale dei soci non esiste, ma solo in Lombardia, feudo del governatore Roberto Formigoni, sarebbero 6mila, più di quelli di Assolombarda. I documenti depositati sulla galassia si contano sulla punta delle dita. E raccontano solo una porzione infinitesimale del potere dell'armata ciellina.

C'è un'Associazione. Compagnia delle Opere con 4 milioni di attivi e 137mila euro di utile nel 2009. Sotto il suo cappello ci sono Cdo Net (servizi, 9 milioni di ricavi), la misteriosa Magifyng films negli Usa e Bps (consulenza finanziarie 5,5 milioni di fatturato). Dove tra gli azionisti spuntano alcuni degli uomini forti del gruppo come Graziano Tarantini presidente di A2a, membro della potentissima Fondazione Cariplo e consigliere di Akros e Bpm e Paolo Fumagalli, presente in alcuni cda in orbita IntesaSanpaolo. Ma si tratta solo di una goccia nell'oceano degli interessi della Compagnia.

I vantaggi per i soci.
Il vero tesoro del forziere di Dio è altrove. Sfuggente e invisibile, fatto di mille rivoli di denaro (tutti insieme fanno un fiume d'oro) che corrono tra politica, affari e opere di bene. Un patrimonio milionario capace, al momento delle elezioni, di trasformarsi in un serbatoio da centinaia di migliaia di voti. La Compagnia delle Opere si è messa nel mezzo di questo crocevia strategico: «L'associazione è scritto nella brochure di presentazione dà la possibilità di trovarsi al centro di un complesso di relazioni in cui ciascun associato può trarre beneficio per la sua impresa».
Come? Il presidente Bernhard Scholz la spiega così: «Favorendo lo scambio di esperienze e di idee». E grazie alle agevolazioni garantite ai soci riuniti in 36 sedi nazionali e 16 estere: conti correnti a condizioni di favore (ne sono stati aperti 40mila), assicurazioni, buoni pasto, incentivi per carburanti ed energia. Resi possibili è il primo segno del potere della armata bianca grazie ad accordi con i maggiori gruppi italiani. Nell'elenco bancario dei partner di fiducia, per dare un'idea della potenza di questa armata bianca, ci sono tutti i big del credito di casa nostra da Unicredit a Mps la banca "rossa" da Intesa a Bpm.

Affari in grigio. Il core business della Compagnia delle Opere però, come racconta Ferruccio Pinotti nel suo libro "La lobby di Dio", è altrove. E sarebbero gli affari garantiti ai soci dalla politica grazie, appunto «al complesso di relazioni» della ragnatela di potere ciellina. Dove la politica distribuisce le carte e i privati (aziende ma anche cooperative e migliaia di piccole realtà noprofit) si spazzolano il piatto. Le cifre in ballo sono enormi.

Prendiamo il sistema formigoniano in Lombardia, l'espressione più evoluta (ma certo non l'unica) del sistema. Tarantini e Fumagalli le cui società, tra l'altro, sono finanziate dalle banche di cui sono consiglieri sono solo la punta dell'iceberg. La galassia di Cl esprime il 25% circa dei direttori generali di ospedali e Asl regionali (un mondo che gestisce 16 miliardi l'anno), ha messo i suoi uomini al vertice della Fiera, delle aziende dei trasporti, delle banche, delle Fondazioni creditizie e nei board delle Camere di commercio.  Ha costituito società controllate al 100% dalla Regione (Infrastrutture Lombarde, Informatica Lombardia, Finlombarda) che gestiscono in proprio appalti e gare milionari.
Il Cencelli, non scritto, di queste operazioni prevede briciole per tutti, cooperative rosse e uomini vicino alla Lega compresi. Ma la parte del leone come sostengono Pinotti e molti osservatori la fanno quasi sempre le aziende o le cooperative sociali (54mila persone coinvolte e 300 mila assistiti solo nella sanità) che gravitano nell'orbita della Compagnia.

Le regole del gioco. «Le regole sono chiare dice dietro condizione di anonimato il responsabile amministrativo di un ospedale lombardo se non scegli i vincitori giusti per le tue gare, la Regione inizia a rallentarti i rimborsi e il tuo conto economico va in tilt».
Finlombarda, per dire, ha centralizzato la tesoreria per pagare i fornitori degli ospedali. Naturalmente verificare è stata la tesoreria per pagare i fornitori degli ospedali. Naturalmente verificare è impossibile. L’elenco degli iscritti alla Cdo è nebuloso, le cooperative sociosanitarie vicine a questo mondo non presentano bilanci anche se in qualche caso (come il Consorzio scuolalavoro) sono arrivate a fatturare decine di milioni. «Difendersi da sospetti infondati e sistematici è impossibile replica Scholz E' sbagliato dire che siamo il braccio di Cl. Non riceviamo direttive e non le diamo».
I primi a non crederci però sono i "soci" della maggioranza di centrodestra al Pirellone. «Le mani di Cl sulla sanità lombarda. Se non sei di Comunione e Liberazione non fai carriera», ha scritto velenosa La Padania tempo fa, riassumendo con franchezza padana quello che in Lombardia hanno capito un po’ tutti. «Ci sono interi ospedali dove per diventare primario o garantirti una fornitura o l’appalto per la costruzione di un nuovo reparto devi avere la targa della Cdo», dice il responsabile amministrativo.

La rete «del complesso di relazioni» funziona così.
E ha iniziato a replicare il modello nel mondo dell’housing sociale, delle residenze universitarie e dell’energia e in tante altre aree d’Italia, Emilia rossa compresa. Il do ut des è chiaro. I soldi girano, le aziende socie cavalcano il puledro giusto, la Cdo e la politica che le ruota intorno tirano le fila e alla fine la rete della sussidiarietà, al momento di andare alle urne, si trasforma in una macchina di voti. Nelle elezioni regionali in Lombardia, vuole la vulgata, questo mondo è capace di pilotare fino a 100mila preferenze sui candidati prescelti dai vertici. Una dote che in una politica frammentata come la nostra vale oro.

l business del Meeting. Il Meeting di Rimini è l’immagine più plastica del potere mediatico e finanziario dell’esercito di Dio. A scorrere l’elenco dei relatori (dal Presidente della repubblica Giorgio Napolitano ai messaggi del Papa, dal Ghota della finanza nazionale a Sergio Marchionne) si fa più veloci a dire chi manca che chi c’è. Dietro gli stand e l’entusiasmo dei giovani partecipanti (800mila nel 2011) e dei 3.750 volontari c’è però un robusto giro d’affari da 8 milioni l’anno. A rimpinguare il forziere di Dio, in questo caso ci pensa la Evidentia Communication, che raccoglie la pubblicità e gira alla Fondazione del Meeting per l’amicizia un canone annuo di oltre 5 milioni.
Wind, Eni e IntesaSanpaolo sono gli sponsor principali.
Gran parte dei big di Piazza Affari (spesso dipendenti da concessioni pubbliche) sono presenti con propri stand pagando un canone all’organizzazione e il montaggio a una cooperativa sociale del mondo associativo. Poi ci sono i sussidi pubblici in odore  di conflitto d’interesse di regioni del centrodestra: 100mila euro sono arrivati dalla Regione Lazio della Polverini, da Friuli e Sardegna, 84mila dalla Lombardia di Formigoni (che è riuscito a garantire pure sponsorizzazioni di Trenord e della Sea) e 37.600 persino dal Magistrato delle acque del Veneto di Luca Zaia. Il profumo dei soldi, del resto, ha stemperato da tempo le tensioni tra Bossi e il mondo di Cl.
Il business del Meeting, visti i risultati, si è già clonato in diverse edizioni locali e sbarcherà nei prossimi giorni in Giappone. Dalle sue costole ha figliato Matching, una maxikermesse alla Fiera di PeroRho, altro feudo ciellino, dove si incontrano per parlare d’affari tra di loro imprese di 40 paesi. Anche qui di soldi ne girano molti. Gli sponsor dell’iniziativa Cdo sono Microsoft, Unicredit e Sfirs, la finanziaria pubblica sarda. Ognuno dei 2.500 partecipanti paga 2.500 euro per lo stand e per vedersi organizzare una fitta rete di appuntamenti. Socio aiuta socio, denaro chiama denaro e costruisce consenso. I consensi diventano voti.

Il modello tira e il Matching (il mondo è cambiato) ha già tenuto una versione russa. «I prossimi obiettivi di Cl sono un premier e un Papa», è la battuta che circola in Vaticano riportata da Pinotti.
Il forziere di Dio ha tutte le carte a posto per aiutare Comunione e liberazione a tentare la doppietta.
(26 ottobre 2011)