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domenica 18 agosto 2013

Cambiamo la cultura per salvare umani e non umani con scelte politiche adeguate e universali, non di parte.



Cosa ne sarà degli animali feriti che non possono essere curati da un CRAS WWF, ovvero cosa ne penso?

La mia risposta ad un’amica “sensibile” agli animali e ai lettori.

Penso non solo a quelli feriti, ma anche a quelli uccisi per distruggere un virus, agli animali abbandonati, allevati e sacrificati per l’animale umano non carnivoro che si ammala sempre di più con le proteine della carne, agli animali che vengono cacciati, agli animali che vengono pescati o massacrati per le loro pellicce, o lasciati soffrire, immobili per mesi per poter utilizzare la loro bile e farne degli afrodisiaci, agli animali incarcerati negli zoo o parchi faunistici, agli animali uccisi e depredati delle loro zanne di avorio per abbellire le case, dove si prega un inesistenti dio, ecc, ecc.
La penso come sempre, almeno da 8 anni. 
Denuncio lo specismo che è il presupposto culturale della discriminazione tra i viventi senzienti. Specismo che porta con sé  la non volontà di educare al suo superamento, da parte delle istituzioni pubbliche e della morale religiosa, per l’affermazione di un'etica interspecifica.
Propongo invece di Educare ad un etica interspecifica verso il postumanesimo.
Altrimenti gli effetti, che ricadono sui più deboli umani e non umani, sono sempre gli stessi: oppressione, schiavitù culturale, sofferenza, tortura della pseudoscienza, maltrattamento e biocidi all'infinito. Non è salvando 1 o 130 uccelli del CRAS WWF di Rovigo che si ottiene un mondo migliore e rapporti più solidali e consapevoli con gli altri. Anzi lo si peggiorerà sempre di più. Spero solo che altri, insieme o dopo noi antispecisti, possano essere più consapevoli del necessario ed ineludibile cambiamento. Non c'è da meravigliarsi perché le scelte (culturali trasformate in politiche) del capitale e dei 150 dominatori del mondo devono continuare ad essere fatte PER I LORO INTERESSI non per i nostri e tanto meno per quelli degli animali, che fondamentalmente sono gli stessi (diritto alla vita, alla dignità, al benessere, alla felicità).
COME E' POSSIBILE CHIEDERE DI AIUTARE ASSOCIAZIONI COSIDDETTE ANIMALISTE (IN QUESTO CASO IL WWF), CONNIVENTI COL SISTEMA, AFFINCHE' NON CAMBI NULLA DI SOSTANZIALE?
Quando sui giornali di regime, finanziati direttamente o indirettamente dal capitale laico e religioso, non compare la sofferenza, le atrocità e i biocidi degli animali, quando i cattolici praticanti affermano che gli antispecisti sono “pericolosi” per lo loro idee di uguaglianza e di giustizia tra esseri senzienti, in quanto minano i privilegi, quando le associazioni cosiddette animaliste non si ribellano all'assenza di un’etica interspecifica, quando le scelte politiche delle istituzioni, oggi quelle della regione Emilia-Romagna, sono quelle di uccidere 128.000 galline perché affette dal virus dell'aviaria anzicché prevenire verificando lo stato degli allevamenti e condannare i proprietari per le condizioni di maltrattamento, di schiavitù e far nascere, crescere allevare e uccidere forzosamente, per aumentare al massimo il proprio profitto, la risposta dovrebbe essere culturale per sviluppare un'ETICA INTERSPECIFICA. E’ per questo che mi batto: per salvare le specie animali, compreso l’uomo. Solo così vuol dire REALMENTE “STARE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI affinché non siano più schiavi o oggetti di soddisfazione di pretese umane non necessarie” ma anche SCONTRARSI CON CHI MANTIENE IL POTERE DA QUASI DUEMILA ANNI INSIEME AI LORO ALLEATI E AGLI ALTRI POTENTI LAICI.   

domenica 30 giugno 2013

IL RICORDO PIU' VIVO di MARGHERITA HACK: la richiesta di una migliore scienza abolendo la crudeltà sugli animali nella ricerca

Il ricordo più vivo di Margherita Hack
(Bruno Fedi a nome del M.A.).

Il ricordo più vivo di Margherita Hack, è il suo intervento in difesa degli animali, dei "Nostri Fratelli Più Piccoli", come disse, ripetendo le parole di S. Francesco, in un convegno a Trieste, 30 anni or sono. Difendeva gli altri animali dalla violenza e dalla crudeltà degli uomini, ma difendeva anche la ricerca del vero, la ricerca scientifica, senza sopraffazione e sfruttamento su chi è più debole di noi.
Era una donna che aveva "Fame e Sete di Giustizia", pur non essendo una credente. Anzi, proprio per questo,aveva una morale così rigorosa. Per questo rifiutava la violenza, anche se mascherata, ipocritamente, da difesa dell'umanità.
Molte altre volte, Margherita Hack ha parlato del rapporto uomo-altri animali, difendendoli ed intuendo l'importanza dell' empatia, per la nostra stessa sopravvivenza. Lo ha fatto a Terni, su mia richiesta, riempiendo non solo la grande sala medioevale della biblioteca, ma anche l' intera Piazza Del Popolo; lo ha fatto a Roma, l'ultima volta, un anno fa, nella Terza Università. Discutemmo insieme su come far arrivare un messaggio ai partiti che si dicevano innovatori della società, suggerendo un nuovo modello di sviluppo, un nuovo stile di vita.
Pensammo ad un convegno che riunisse i grandi della scienza, della filosofia, della sociologia, della comunicazione. Come non ci avevano ascoltato quando parlavamo nelle piazze, i partiti non ci ascoltarono neppure stavolta.

Eppure, Margherita Hack mostrava come tutto fosse cambiato: la fisica, la chimica, la filosofia, mentre l'etica di riferimento, le leggi e conseguentemente i metodi di ricerca, rimanevano quelli dei secoli precedenti.

Eppure Margherita chiedeva più scienza, migliore scienza, e assenza di crudeltà nella ricerca, che è il motore dell' economia e della civiltà di popoli e nazioni.
Non fu ascoltata, ma questa è stata la vera grandezza di Margherita Hack:

essere non solo una ricercatrice di verità, ma anche non aver dimenticato di far parte della natura e del complesso dei viventi, che non può essere distrutto o torturato, per interesse esclusivo dell' uomo.

Questo rende grande la Hack come cittadina dell' universo, non solo dell' Italia, perché non ha pensato al proprio interesse, ma a quello di tutti, superando addirittura le barriere di specie.

Aveva aderito, fin dalla sua costituzione, al Movimento Antispecista: voleva che anche gli altri animali entrassero a far parte del grande disegno dell' uomo di sfuggire alla sofferenza. Molti grandi sono stati riconosciuti tali dopo la loro morte: così accada alla nostra grande sorella, non solo per le sue ricerche scientifiche, ma anche per la sua grandezza come cittadina.

Per il direttivo del Movimento Antispecista,

Bruno Fedi