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sabato 29 agosto 2015

IL SOGNO DI OGNI ANIMALISTA. Ma e solo un sogno?

In FaceBook qualcuno ha detto che è un sogno
 

Non è solo un sogno. Fa parte della "cultura" cristiano-ebraica che il cristianesimo ha impartito, in occidente, dalla nascita di ogni umano, attraverso la sua "evangelizzazione" e oppressione delle culture diverse.


La  bibbia insegna "Occhio per occhio". E' la parola di dio! ABBANDONIAMO QUESTI VALORI e ACCOGLIAMO QUELLI DI PACE, DI SOLIDARIETÀ, DI EMPATIA, DI COMPASSIONE. In altre parole UNA CULTURA ETICA POSTUMANA, ASPECISTA E DELLA VITA, condannando e abolendo la caccia e ogni altra azione specista.

domenica 5 ottobre 2014

UNA PIANTA CON FRUTTI SPARSI D'APPERTUTTO

Una pianta che era fiorita tante volte nei cuori e nelle menti


...Furono tante le ere dell'animalismo. Si passò da uno stato di grazia ad uno stato di lotta. E poi, a ritmi alterni, da una fase di protezione ad una fase di cura e attenzione. Si passò per la pace e la spiritualità, per la guerra e la violenza, per la filosofia e la poesia. Ma fu solo dopo,molto dopo,quando l'animalismo divenne adulto, quando arrivò a toccare il cielo oltrepassando i suoi stessi confini, che gli umani, finalmente, cominciarono a sentirsi anche loro animali.. L'animalismo, a quel punto, era una pianta talmente alta che non se ne vedeva più la cima. Una pianta che era fiorita tante volte nei cuori e nelle menti di tanti attivisti per la liberazione animale. Quel giorni, finalmente, la pianta diede i suoi frutti. Erano dappertutto: invitanti, colorati, succosi e profumati. E i loro semi, questa volta diedero origine all'antispecismo.... Da "Futuro antispecista cercasi" di Troglodita Tribe.
Mercoledì 8 ottobre 2014 alle ore 17.45, presso lo spazio Scopricoop via Daverio 44 Varese, i Troglodita Tribe saranno presenti, per discutere le tematiche, ancora poco conosciute, legate alla convivenza con gli altri animali. Il dialogo continua dalle ore 20:30 durante l’apericena presso il ristorante vegano "Nutrymento" via Cavour 38 Varese.


sabato 4 ottobre 2014

TROGLODITA TRIBE L'incontro con i cittadini del Canton Ticino a LUGANO (Svizzera)


Bello e intenso l’incontro di ieri organizzato a Lugano da Iniziative Gea perché l’immancabile e gustoso aperitivo vegano è stato davvero un contorno, un aspetto secondario che ha accompagnato letture, discussioni, informazioni, materiali, emozioni e nuove relazioni.
Abbiamo letto diversi frammenti tratti dai nostri testi antispecisti, abbiamo cercato di “parlare” con un linguaggio diretto, quello della poesia, della letteratura, della creatività, quello della nostra esperienza di vita raccontando in modo un po’ inusuale l’ingiustizia e la discriminazione che, come tutti, viviamo quotidianamente
Si è creata un’atmosfera conviviale e, nello stesso tempo, impegnata e attenta. Le persone intervenute hanno mostrato particolare interesse cogliendo l’essenza del messaggio antispecista che prevede l’abbandono del giudizio e dell’identificazione, come quello dell’odio e della superiorità. Sempre di più, girando in diverse regioni e nelle situazioni più varie, ci accorgiamo di quanto sia importante puntare sul coinvolgimento emotivo di chi ci ascolta, sulla sua disponibilità a lasciarsi emozionare da un messaggio realmente nuovo, realmente differente rispetto alle solite vecchie dinamiche che prevedono vincitori e vinti, superiori e inferiori.
Durante l’incontro una radio svizzera ci ha intervistati, quindi, con un veloce e appassionato botta e risposta, abbiamo raccontato nuovamente la nostra avventura eco-editorial-creativa-antispecista. Speriamo che si diffonda nell’etere e che possa contribuire ad un altro piccolo passo verso l’inevitabile Liberazione Animale.
Grazie di cuore a Silvia, a tutto lo staff di Iniziative Gea che ha organizzato e voluto questa serata speciale e grazie anche a Serendipity per la sua indimenticabile pasticceria.


mercoledì 22 gennaio 2014

UN ESERCIZIO MENTALE FACILE - METTIAMOCI NEI PANNI DI UNA PERSONA, MA VERAMENTE DI UNA PERSONA

PROVA A IMMAGINARE UNA PERSONA

È facile, prova a immaginare una persona.

Una persona è di una complessità infinita,
ma è facile da immaginare.

Prova a immaginare una persona.
Una persona è una persona.

Una persona non è una parola.
Non basta dire: “U-NA-PER-SO-NA”.
Bisogna proprio immaginarsela questa persona,
occorre visualizzarla questa persona.

Prova a immaginare una persona.
Non ti sto dicendo di pensare ad un tuo amico,
e neppure di guardare chi ti sta di fianco.
No, devi solo immaginare una persona.
Cosa c’è di più facile?

Prova a immaginare una persona senza gambe.
Prova a immaginare una persona senza soldi.
Prova a immaginare una persona senza casa.
Prova a immaginare una persona senza niente.

Prova a immaginare una persona.
Prova sempre a immaginare una persona.

Non smettere mai di immaginare una persona.
Una persona è una persona.
Non puoi dimenticare di immaginare una persona.

Prova a immaginare una persona con le ali.
Un angelo? Ma no!
Prova a immaginare una persona con le pinne.
Una sirena? Ma no!
Prova a immaginare una persona con la coda.
Un diavolo? Ma no!

Prova a immaginare una persona.
Ma non una persona uguale a te.
Prova a immaginare una persona.

Una persona è una persona anche se è diversa da te.
Dai provaci ancora!
Prova a immaginare una persona.

Hanno sparato a una persona che volava nel cielo.
Hanno preso dall’acqua tonnellate di persone che sono morte soffocando.
Hanno vivisezionato una persona perché, dicono, volevano salvarne un’altra.

Prova a immaginare una persona.
È facile immaginare una persona.
Facile come dimenticare che è una persona.
Ma una persona è una persona.
Anche se qualcuno lo dimentica.
Anche se qualcuno smette di immaginare una persona.
Anche se una persona viene derubata del suo essere persona.

Hanno fatto ingrassare una persona per poi ucciderla e mangiarla.
L’hanno tenuta ferma mentre urlava e piangeva.
Le hanno infilato un coltello in mezzo alla gola
e il suo sangue scorreva per terra,
macchiava le mani e i vestiti dei suoi carnefici.

Prova a immaginare una persona.
Una persona non sei solo tu.
Una persona è una persona quando
sente,
parla,
urla,
guarda,
ama,
scappa,
costruisce,
si terrorizza,
trema,
gioca,
allatta,
si nasconde,
comprende,
si difende,
si rassegna…
ti guarda.

Se non sai immaginare una persona sei finito.
Se immagini che una persona sia solo umana,
il tuo orizzonte è così chiuso che prima o poi ti soffocherà.

Prova a respirare!
Prova ad aprire, ad aprirti,
a scavalcare quel maledetto muro.

Se non sai immaginare una persona diversa da te sei solo.
Se non sai estendere il tuo concetto di persona
non esci dal tuo delirio di onnipotenza.

Dai!Prova!Prova ancora!
Continua a provare a immaginare una persona diversa da te.
Così diversa che prima non ti sembrava neanche una persona.

Prova a immaginare un mondo di persone
che sanno immaginare le persone.


Un mondo di persone.
Non l’umanità, ma tutte le persone.
Con la gambe, senza gambe.
Con le ali, senza ali.
Con la coda, senza coda.
Con le pinne, senza pinne.
Con le zampe, senza zampe.
Con le squame, senza squame.

E poi prova a immaginare tutte le persone
che non hai immaginato prima.
Prova a immaginare tutte le persone
che prima, per te, non erano persone.

Prova a immaginare quelle che chiamano
le mezze persone
le persone di serie b,
le persone che non contano,
le persone che non ragionano,
le persone che non hanno l’anima,
le persone che non sono abbastanza intelligenti,

le persone che non possono essere paragonate
alle persone come te
.

Prova a immaginare tutte queste persone.
Prova a immaginarle per davvero,
prova a entrare nel loro essere persone
e senti l’aria che entra nei polmoni,
senti come si respira meglio,
come l’orizzonte si allarga,
come la terra diventa di tutti i terrestri.


Prova a immaginare
le persone nere,
le persone cane,
le persone mucca,
le persone pappagallo,
le persone lucertola,
le persone topo,
le persone trans,
le persone gallina,
le persone uomo,
le persone aquila,
le persone bambina,
le persone, le persone, le persone, le persone…

Continua a immaginare le persone, tutte le persone, le persone più diverse,
così diverse che prima non ti sembravano persone,
ma che ERANO persone,
che SONO persone.

Perché una persona è una persona.

UNA PERSONA È UNA PERSONA!!!

Prova a immaginare una persona.

Sempre.


Autore: Troglodita Tribe (lo trovi anche su FB)

lunedì 19 agosto 2013

Considerazioni etiche sull'ecocidio di 128mila galline dell'allevamento di Ostellato (FE)

128.000 ESSERI SENZIENTI, “CREATURE” SENZA VOCE
Lettera di sensibilizzazione alla popolazione umana
 tramite stampa locale cartacea e online

Spettabile redazione  di ________________________________________

ho appreso dai mezzi di informazione che sono iniziate le operazioni di abbattimento di 128.000 galline colpite dal virus dell'influenza aviaria nell'allevamento di Ostellato (FE).
Dal 13 Agosto, quando si è manifestato il sospetto della malattia, l’azienda è stata isolata e le operazioni di  abbattimento sono state predisposte da parte dell’Azienda USL di Ferrara e della Regione Emilia Romagna che ha emanato un’ordinanza con misure straordinarie per il contenimento dell'infezione, il monitoraggio degli allevamenti, la tutela della salute pubblica, l'istituzione di zone di protezione e sorveglianza dell'area colpita, il censimento di tutte le aziende e degli animali, gli accertamenti da parte dei  veterinari, i controlli straordinari sul territorio regionale e la sospensione di fiere e mercati di animali di specie vulnerabili.
Il  pericolo sembrerebbe essere stato circoscritto e non dovrebbero essere stati coinvolti altri animali, oltre alle sfortunate 128.000 galline. Soprattutto non dovrebbe esistere pericolo per gli esseri umani, non essendoci evidenza di trasmissione del virus alle persone  attraverso il consumo di uova e carne.
Non sono state disposte restrizioni al consumo di alimenti e l'ordinanza emessa per il ritiro delle uova prodotte nello stabilimento ha lo scopo di prevenire la trasmissione del virus ad altri animali di specie avicola.
Insomma che i mezzi di informazione ci hanno ben tranquillizzati: siamo in una botte di ferro e possiamo continuare a mangiare uova e galline a volontà. Anzi, proprio quando accadono questi “incidenti di percorso” negli allevamenti, qualcuno osa pensare che il cibo e i prodotti  animali sono ancora più sicuri perché maggiormente controllati! Forse chi ha questo pensiero si dimentica del ruolo onnipotente che l’industria zootecnica, e di conseguenza quella alimentare, con l’aiuto prezioso della pubblicità ossessiva, hanno nella nostra vita quotidiana. Ogni volta che accadono questi casi di pandemie, i media ci dicono che i controlli sono sempre più rigorosi ma in posti come gli  allevamenti intensivi ci vogliono ben altro che controlli per debellare certi virus:
se ciascuno di noi ne vedesse almeno uno, non so se continuerebbe a mangiare ciò che esce da quei posti perché vedrebbe animali ammassati a migliaia che, oltre a vivere un inferno quotidiano, sono ottimi veicoli di virus e batteri.
Anche noi, che siamo animali umani, ci ammaliamo più facilmente se i luoghi in cui viviamo sono affollati e la cura per noi, come per loro, sono gli antibiotici.  
Altra questione è che, con l’arrivo dell’aviaria, si corre ai ripari col vaccino, una gran bella manna anche per l’industria farmaceutica che da questo business, pagato dai clienti, trae un gran profitto.  
Siamo nelle mani delle tre grazie, le tre industrie zootecnica, alimentare e farmaceutica, ma sempre più persone decidono che in quelle mani non ci vogliono stare,
scegliendo saggiamente di
NON MANGIARE ANIMALI NE’ I LORO PRODOTTI.
Il cuore del problema sono loro, gli animali, che non hanno voce e aspettano disperati che qualcuno parli per loro.
Le galline sono creature che, se libere di seguire i  propri istinti, cercano il cibo razzolando, depongono e covano le proprie uova nel nido, hanno bisogno di distendere le ali e hanno cura  delle loro penne.
In Italia sono oltre 50 milioni le galline cosiddette “ovaiole”, con una produzione di 12 miliardi di uova all’anno, provenienti da allevamenti.
Negli allevamenti in gabbia le galline vivono in condizioni terribili, stipate in gabbie talmente piccole da non riuscire neppure ad aprire le ali, che finiranno così per atrofizzarsi; le zampe crescono deformi perché poggiano sulla griglia metallica delle gabbie.
Questa condizione di affollamento e sofferenza porta gli animali a comportamenti innaturali causati dallo stress primi tra tutti l’aggressività.
Per limitare le ferite causate da questi atteggiamenti, ai pulcini viene mozzato il becco bruciandolo o
strappandone via una parte.
Le gabbie sono sistemate in lunghe file sovrapposte, la luce è sempre accesa, dettando il ritmo di una  produzione incessante e negando alle galline il buio e il riposo.
Negli allevamenti a terra, le galline vivono ammassate in capannoni: un  metodo che non permette la pulizia della  pavimentazione, se non quando il ciclo produttivo termina, e costringe gli animali a vivere per tutto il periodo del loro sfruttamento su uno strato sempre crescente di escrementi.
Negli allevamenti le galline non possono covare le proprie uova e i pulcini nascono nelle incubatrici in cui le uova vengono trattate con antibiotici per evitare infezioni.
I pulcini maschi non daranno uova perciò saranno uccisi dopo la schiusa (schiacciati, gassati, tritati) per venir gettati via o diventare mangime per altri animali.
I pulcini femmine vengono preparate a essere sfruttate: taglio del becco e somministrazione di farmaci per velocizzare la crescita e aumentare la produttività.
Negli allevamenti biologici, le condizioni di vita degli animali allevati all’aperto sono meno  stressanti ma la logica dello sfruttamento è la stessa: le galline vengono considerate macchine da produzione. La vita media di una gallina “ovaiola” è di due anni ovvero l’età in cui diminuisce la quantità delle uova deposte e per l’allevatore diventa improduttivo  mantenere in vita animali da cui non trarre guadagno.
Le galline libere invece possono vivere anche fino a nove anni.  Secondo i ritmi  di questo terribile mercato, quando le galline diventano inutili vengono uccise.
Pensate al numero 128.000: un numero che fa pensare. Se fossero i partecipanti a una manifestazione per i diritti civili, sociali, politici, sarebbe un gran bel numero, da prima pagina.
Io  immagino 128.000 galline che manifestano per il diritto a vivere o almeno per il diritto a non nascere perché una vita del genere non è degna di essere vissuta. Trattandosi di galline, il numero 128.000 si perderà nel nulla, insieme alle loro strazianti sofferenze subite  prima di morire, come se non fossero state sufficienti quelle subite per vivere.
Cordiali saluti.
____________________  19 agosto 2013