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venerdì 15 agosto 2014

EFFERATEZZE CONTRO ANIMALI D'AFFEZIONE - UN APPELLO DA FAR GIRARE IN RETE

UN APPELLO DA FAR GIRARE IN RETE
Dr. Tommaso Tisci, medico veterinario
(Vedere sotto il mio ringraziamento e una mia considerazione aggiuntiva)

Voglio ringraziare per le informazioni e le considerazioni del medico veterinario oltre, all’invito a farlo girare in rete. Aggiungo una mia considerazione, che chiederei di allegarla all’appello.

Per cambiare questa situazione NON dobbiamo “FARE QUALCOSA” ma prendere CONSAPEVOLEZZA dell’esistenza di RAPPORTI SENTIMENTALI, come quelli tra figli e genitori, ANCHE TRA GLI ANIMALI e che quindi non debbono essere spezzati. Questo eviterebbe, in prima battuta, moltissimi abbandoni. Inoltre occorre prendere CONSAPEVOLEZZA della responsabilità delle nostre azioni. Tutti noi dobbiamo tener conto che non viviamo soli, in un deserto di granelli di sabbia, ma in una società dominata dall’umano. Un umano che è stato educato nella storia, da pochi umani potenti laici e religiosi a pensare in modo univoco e meccanico ma non critico. Se si fosse verificato l’inverso ci accorgeremmo che gli altri esseri viventi hanno dei sentimenti e che, se li conoscessimo come dovremmo, nascerebbero delle relazioni positive ed inimmaginabili per la nostra cultura. Una cultura, la nostra, dell’inganno del più debole, della sopraffazione dell’altro, dello sfruttamento del subordinato e degli altri animali, una reificazione del mondo animale a fini di profitto, e una richiesta continua di guerre, contro il diverso umano o non umano. Tutto ciò porterà inevitabilmente alla distruzione del pianeta. Chi si vuole battere contro questa impostazione non può che abbracciare la proposta di vita “antispecista”. L’unica, ad oggi, che considera i viventi con  pari dignità. Proposta che ha già prodotto alcuni mutamenti nella società a vantaggio dei diversi, dei sudditi e schiavi inconsapevoli e degli animali. Ma per far questo occorre un minimo sforzo per documentarsi, sia sui siti antispecisti in rete, le cui notizie non appariranno mai sulla grande stampa, complice di reiterare il continuo inganno per mantenere la cultura della morte tra gli umani, oppure recarsi presso una biblioteca pubblica e chiedere il volume “LA QUESTIONE ANIMALE” che fa parte del trattato di biodiritto, redatto dai molti dei più validi ed illuminati studiosi italiani di diritto, etica, psicologia, salute, ambiente, ed altre discipline. Queste interagiscono ogni giorno nella nostra vita, senza che noi ci accorgiamo. Soltanto la consapevolezza dei nostri gesti quotidiani a cui corrispondono le relative decisioni ed azioni può aiutarci a capire che NON BISOGNA “FARE QUALCOSA” ma iniziare a modificarci, per combattere chi non vuole aiutare a sviluppare la dignità, l’amore, la felicità, la compassione, la convivenza e qualsiasi altro comportamento che permetta di vivere, ad ogni essere senziente, una vita degna di chiamarsi in questo modo.   

Gianluca Albertini

E-mail di Paola Re

Ciao a tutt*.
Inoltro su richiesta di Tommaso, in rappresentanza di migliaia di simili situazioni su e giù per l'Italia.
Paola

...
ieri sera è morto il gattino trovato qualche giorno fa in condizioni critiche e ricoverato presso la nostra clinica... 
stamattina è arrivato un cucciolo in fin di vita, ritrovato da una gentilissima signora che aveva anche deciso di adottarlo...se ce l'avesse fatta...

nell'ultima settimana ho visto personalmente in tutto sei gattini ritrovati da cittadini benefattori di una terra che probabilmente non li merita, uno dei quali è stato recuperato in un bidone della spazzatura, un gatto adulto con un trauma cranico conseguenza di un investimento da automobile, sette cuccioli di cane ritrovati nei posti più disparati e almeno di altrettanti ne ho avuto notizia... nel frattempo i nostri comuni sono pieni di cani randagi per non parlare dei gatti che escono a decine da ogni bidone della spazzatura in cerca di un po' di cibo...

le strade in questo periodo sono cimiteri a cielo aperto di cani e gatti che il più delle volte restano lì a marcire quando va bene a margine della strada, come a memoria dell'abbandono e dell'incuria della nostra terra...

Questo è il sud Italia, questa è la Basilicata, una terra in cui i cittadini non se la prendono con lo Stato perchè non hanno mai avuto la sensazione che ci sia uno Stato a rappresentarli...

Chiedo aiuto a tutti i miei amici e a tutti i miei contatti di far girare il più possibile questa mia nota; 
chiedo aiuto a tutte le associazioni di volontariato presenti sul nostro territorio regionale e nazionale;
 
chiedo aiuto a tutti gli amanti degli animali, a tutti gli amanti della nostra terra e della nostra civiltà che vive oggi una situazione di degrado e di abbandono come non mai in passato.

I politici di turno che siano di questo o di quello schieramento politico sanno solamente riempirsi la bocca di promesse e di progetti mai realizzati e spesso non realizzabili...il randagismo è una delle peggiori piaghe presenti sul territorio, è sotto gli occhi di tutti e tutti abbiamo il dovere di fare qualcosa per uscire da questa vergognosa situazione!!!

Dr. Tommaso Tisci, medico veterinario

giovedì 26 settembre 2013

Dietro il massacro dei cani in Romania c'è UN AFFARE ECONOMICO con i fondi della UE


25 SETTEMBRE 2013

Romania, approvata la legge: randagi catturati e uccisi dopo 14 giorni

Il paese europeo nello spazio di una mattinata, quella odierna, è tornata al suo passato più remoto. Ignorando l’appello di decine di associazioni di tutta Europa.
E’ durata solo quattro ore la seduta della Corte Costituzionale rumena che doveva esprimersi sulla legge “ammazza randagi” approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 10 settembre.
Davanti alla Corte centinaia di manifestanti attendevano il verdetto dall’alba.
Intorno alle 11.35 (ora italiana) le agenzie hanno lanciato la notizia: la legge è costituzionale e quindi i randagi rumeni verranno catturati e uccisi dopo 14 giorni.

Randagio in un canile romeno

Il provvedimento riporta la Romania al 2001, quando un Decreto Legge diede il via ad una mattanza che solo a Bucarest fece 144.000 vittime, mentre a livello nazionale le cifre non sono mai state rese disponibili ma sono spaventose, visto il numero enorme di randagi presenti sul territorio.

Mangalia, Romania: l'ennesimo massacro di randagi

“Nel giro di 2-3 anni l’Europa emanerà senza dubbio una Direttiva sugli animali da compagnia – spiega la presidente di Save the Dogs, Sara Turetta, che da dodici anni si batte perché i randagi in Romania vengano sterilizzati e messi in adozione. Non barbaramente uccisi.
“A quel punto”, aggiunge,” la Romania sarà costretta a rivedere comunque questa legge barbara e senza senso. L’OMS e l’OIE hanno ripetutamente bocciato le uccisioni di massa come metodo per contenere il randagismo, ma i politici rumeni continuano volutamente ad ignorare queste indicazioni. E’ un comportamento inspiegabile, destinato a far soffrire non solo milioni di cani randagi ma anche a creare enormi tensioni sociali tra gli amanti degli animali e coloro che si improvviseranno “giustizieri fai da te”. Inutile  l’incontro di lunedì scorso fra l’ambasciatrice di Romania a Roma, Dana Constantinescu, la stessa Turetta e Carla Rocchi dell’Enpa. Inascoltati anche i richiami rivolti al Governo rumeno da numerosi europarlamentari, fra cui il trevigiano Andrea Zanoni, vicepresidente del gruppo per il Benessere animale, dalle più grandi organizzazioni animaliste del mondo (tra cui IFAW, Human Society e WSPA) e dalla stessa cancelliera tedesca Angela Merkel, che nei giorni scorsi ha avuto parole di critica nei confronti della nuova legge.
Inutile anche l’appello di 300 esponenti di spicco della società rumena (cantanti, attori, intellettuali) che si sono schierati contro il provvedimento.

Sara Turetta partirà nei prossimi giorni alla volta della Romania per verificare la volontà delle amministrazioni di Cernavoda e Medgidia, dove l’associazione opera da molti anni anche con un rifugio all’avanguardia, Footprints of Joy inaugurato proprio un anno fa, a proseguire con i progetti portati avanti.

Perché la Romania continua a combattere  il randagismo in questo modo incivile?
Perché non ascolta le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha dichiarato scientificamente valida solo la sterilizzazione?

Il problema, come molti problemi di questo paese, risale alla dittatura di Nicolae Ceauşescu che aveva voluto cambiare il volto delle città sostituendo le tradizionali casette con giardino con blocchi condominiali.

In quegli anni, e fino alla caduta e all’uccisione del dittatore nel dicembre 1989, migliaia di cani vennero abbandonati in massa. Quasi nessuno era sterilizzato, si riprodussero e la situazione divenne in qualche anno fuori controllo.

Secondo alcune associazioni, uccidere i cani randagi in Romania nutre un giro di affari di milioni di euro. I primi a guadagnarci sono gli accalappiacani, che, denunciava qualche anni fa Il Fatto Quotidiano, a Bucarest per non prendere i cani protetti da una comunità chiedono 25 euro.

Poi ci sono le spese per dare asilo, nutrire, sterilizzare, identificare, eventualmente uccidere tramite l’eutanasia e incenerire i cani dei canili municipali. La gestione dei canili è affidata ad aziende che chiedono cifre molto alte anche se non curano né nutrono gli animali.

Ecco quanto scriveva nel 2011 la collega Enrica Garzilli del Fatto Quotidiano: “Le associazioni animaliste denunciano che ci sarebbe una specie di associazione a delinquere, con la spartizione dei profitti fra i politici e i loro partner commerciali. Al top delle aziende controverse è la Protan, specializzata nell’eliminazione e smaltimento dei cani, accusata nel 2007 di aver buttato 47 tonnellate di carcasse di animali nella periferia di Bucarest.
Il costo medio della cremazione di un cane in Romania, incluso il trasporto, è di circa 15 euro e viene calcolato a chilo. Sulla carta il chilo si moltiplica misteriosamente fino a decuplicarsi. Questo significa che i 2 milioni di cani randagi che verrebbero uccisi con la legge PL 912 farebbero guadagnare alle aziende dai 30 ai 300 milioni di euro. Significa anche che questa cifra può essere guadagnata solo se i cani vengono presi e cremati oppure vengono cremati nei canili, dove possono venire uccisi legalmente per malattia oppure vengono ridotti alla fame, guadagnando anche sul cibo.

Secondo un calcolo di Helping Animals Romania in dieci anni il randagismo non solo non è migliorato, ma è aumentato. E i profitti sono alle stelle.

A Bucarest nel periodo 2001-2007 sono stati spesi quasi 9 milioni di euro per uccidere 144.000 cani (62 euro a capo).

Ad Arad nel periodo 2008-2010 sono stati uccisi 2.986 cani per 308.048 euro, cioè una media di oltre 103 euro ad animale,
Slatina nel periodo 2008-2010 sono stati uccisi 1.111 cani spendendo 205.500 euro, quasi 185 euro a cane
a Brasov nel periodo 2003-2008 sono stati uccisi 20.000 cani, per una cifra di 1,45 milioni di euro (72 euro a cane),
a Constanta nel periodo 2008-2010 sono stati uccisi 20.000 cani per la cifra di 1,5 milioni di euro (75 euro a cane).

Il risultato delle stragi è che i cani randagi sono aumentati.
La sterilizzazione invece costa solo 20-25 euro a cane. Forse questo è il motivo perché politici e aziende non hanno interesse perché il randagismo sia interrotto”.
Se volete approfondire:
 25 settembre 2013


http://zoelagatta-d.blogautore.repubblica.it/2013/09/25/romania-approvata-la-legge-randagi-catturati-e-uccisi-dopo-14-giorni/

lunedì 25 marzo 2013

Il Movimento Antispecista ringrazia gli organizzatori del Convegno al liceo Curie di Tradate


24 marzo 2013
           
Oggetto: Tradate, 23 marzo 2013: Convegno ‘Il rapporto uomo-animali a Tradate città amica degli animali’.

            E’ nostro vivo desiderio congratularci con  gli organizzatori del Convegno in oggetto tenutosi presso il Liceo statale Marie Curie, dove è stata presentata la recente ‘Carta dei diritti degli animali' del Comune di Tradate’ (per l’occasione nella versione ‘spiegata ai bambini’) a cura del  ‘Gruppo di lavoro tematico’ delle classi 1 AU e 1 CU, con il coordinamento della prof.ssa Gabriella Cicolini alla quale va inoltre il nostro sentito plauso.
In particolare, ringraziamo altresì la prof.ssa Patrizia Neri, Dirigente scolastico, la dr.ssa Laura Cavalotti ed il sig. Carlo Uslenghi, rispettivamente Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale di Tradate , anche per la loro gentile accoglienza.
Estendiamo un sentito grazie anche agli oratori intervenuti, tra i quali il Prof. Valerio Pocar (Garante degli animali del Comune di Milano, socio fondatore e consigliere del M.A. ), al dr. Gianluca Albertini (delegato provinciale di Varese del M.A.), ed al dr. Daniele Albertini (esperto di dritto amministrativo degli enti locali). Nonché (ma non ultimo) al rappresentante del ‘nucleo sondaggisti’ delle classi suddette per l’analisi (e la relativa presentazione) effettuata tra i cittadini, che ha confermato la loro auspicata sensibilità a tali tematiche.
Ribadiamo la nostra valutazione della particolare importanza di tale evento, in quanto portare tali tematiche nelle scuole è fondamentale per l’educazione dei giovani e richiede un   riguardo ed una capacità professionale  specifici anche ai fini di un graduale approccio tematico, propedeutico a futuri approfondimenti.
Nella speranza che tale iniziativa possa essere l’inizio di un lungo percorso per una maggior sensibilizzazione dei futuri cittadini alla giustizia ed al rispetto dei più deboli, preziosi antidoti al ‘diritto del più forte’, restiamo a disposizione di quanti desiderino proseguirla ed estenderla.   

Grazie per la Vostra attenzione.

Cordiali saluti
Per il Movimento Antispecista
Massimo Terrile